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Permettere ai rifugiati di lavorare: le proposte dei deputati

La risoluzione non vincolante approvata martedì evidenzia come introdurre la possibilità per i rifugiati e i richiedenti asilo di lavorare nei loro Paesi di accoglienza possa non solo aiutarli a ritrovare una dignità, ma anche ridurne – trasformandoli in contribuenti – l’onere sui bilanci pubblici. Le politiche d’inclusione dovrebbero comprendere l’apprendimento della lingua e fare particolare attenzione ai tassi di disoccupazione locali, soprattutto tra i giovani.

Il testo, redatto da Brando Benifei (S&D, IT) sottolinea che le procedure per la concessione dell’asilo e le condizioni per l’accesso al mercato del lavoro differiscono notevolmente in tutta l’UE e come anche fra i rifugiati sussistano grandi differenze in età, istruzione e competenze di lavoro. La risoluzione è stata approvata dall’Aula con 486 voti favorevoli, 189 voti contrari e 28 astensioni.

I programmi d’inclusione dovrebbero mirare a essere un processo dinamico a due sensi tra rifugiati e comunità di accoglienza, in cui tutti i partner hanno diritti e doveri, mentre lo stesso processo si adatta alla situazione sul campo.

Sì a posti di lavoro ma no al dumping retributivo: Agevolare l’accesso dei rifugiati e dei richiedenti asilo al mercato del lavoro, all’alloggio, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alla protezione sociale restituisce loro dignità umana e autostima. Il lavoro li rende economicamente indipendenti e permette loro di ripagare la società, diventando contribuenti. I deputati ritengono che per un rapido inserimento nel mondo del lavoro sia fondamentale una valutazione tempestiva, equa e trasparente, e il riconoscimento delle loro qualifiche.

Poiché in alcuni Paesi e regioni la disoccupazione giovanile e di lunga durata è ancora a livelli allarmanti, l’assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo non dovrebbe essere finanziata a scapito di programmi per altri gruppi svantaggiati, ma con nuovi finanziamenti. I deputati si oppongono all’idea di creare mercati del lavoro speciali per i rifugiati, sostenendo che il salario minimo nazionale dovrebbe essere applicato anche a loro.

Apprendimento della lingua: Parlare la lingua del Paese ospitante svolge un ruolo essenziale per un’efficace integrazione. I deputati invitano gli Stati membri a istituire un sistema di formazione linguistica che colleghi strettamente la formazione linguistica generale a quella professionale.

Lotta contro la xenophobia e apprendimento dei valori europei: La risoluzione sottolinea che la lotta contro ogni forma di discriminazione, di xenofobia e di razzismo deve essere intensificata. D’altra parte, i rifugiati dovrebbero avere accesso a corsi di orientamento in materia di diritti e valori fondamentali dell’UE e l’inclusione sociale, compresi corsi sui diritti fondamentali, sui valori e sulla cultura.

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