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Silvia Costa: ‘Migranti e lavoro: istruzione e formazione chiavi di accesso’

“Istruzione e formazione sono le chiavi per un corretto ed efficace inserimento nel mondo del lavoro per i rifugiati e i richiedenti asilo. Se i dati dimostrano che le condizioni del mercato del lavoro dei paesi ospitanti costituiscono un fattore determinante per il successo dell’integrazione dei rifugiati diventa così fondamentale garantire per tutti, in particolare per le ragazze e le donne, l’accesso all’istruzione formale, informale e non formale, nonché alla formazione lungo tutto l’arco della vita associata all’esperienza lavorativa. Cosi come devono essere attuate procedure rigorose e trasparenti per il riconoscimento delle qualifiche ottenute all’estero, al di fuori dell’Unione europea”. Lo ha dichiarato l’europarlamentare Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura al termine del voto in seduta plenaria con cui il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione su “Inclusione sociale e integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro” dove sono contenute le raccomandazioni da adottare, a livello comunitario, per facilitare l’integrazione nei Paesi europei dei rifugiati e richiedenti asilo. “Come relatrice del parere – prosegue Costa- ho ribadito con forza l’appello lanciato in Commissione Cultura affinché l’Ue e gli stati membri istituiscano “corridoi educativi” attraverso la promozione di accordi con le università europee e l’Unione delle università del Mediterraneo (UNIMED) per ospitare studenti rifugiati provenienti da zone di conflitto, in modo da facilitare il loro accesso al mondo delle lavoro e l’inclusione nella società civile, sulla base delle iniziative positive già adottate in materia da numerose università europee. Allo stesso tempo abbiamo chiesto che venga garantito un sostegno mirato ai bambini e ai giovani rifugiati e richiedenti asilo che entrano nel sistema scolastico, con corsi intensivi di lingua e programmi di introduzione generale, compreso il supporto pedagogico, per consentire loro di inserirsi quanto prima nelle classi regolari, perché l’istruzione non è un secondo tempo dell’emergenza umanitaria. Abbiamo chiesto alla Commissione di adottare un approccio integrato alla politica dell’UE in materia di migrazione e di aumentare la visibilità della cultura, dell’istruzione e della formazione nelle misure operative intraprese nel quadro dell’agenda europea sulla migrazione. In quest’ottica – conclude la Presidente della Commissione Cultura- è necessario continuare a dare priorità soprattutto a quelle politiche educative che abbiamo al centro il dialogo interculturale e interreligioso”.

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