Home | In Attualità | Giulio Regeni, Amnesty accusa l’Egitto: ‘Torturato come attivisti egiziani’
giulio-regeni

Giulio Regeni, Amnesty accusa l’Egitto: ‘Torturato come attivisti egiziani’

“La sparizione forzata di Giulio Regeni ha attratto l’attenzione dei mezzi d’informazione di ogni parte del mondo. Le autorita’ egiziane si ostinano a negare qualsiasi coinvolgimento nella sua sparizione e uccisione, ma Amnesty International rivela le similitudini tra i segni di tortura sul suo corpo e quelli sugli egiziani morti in custodia dello stato. Cio’ lascia supporre che la sua morte sia stata solo la punta dell’iceberg e che possa far parte di una piu’ ampia serie di sparizioni forzate ad opera dell’Nsa e di altri servizi d’intelligence in tutto il Paese”.

Lo afferma la stessa Amnesty International in un nuovo rapporto in cui denuncia centinaia di persone scomparse e torturate dai primi mesi del 2015 in un’ondata di repressione brutale in Egitto.

Amnesty punta il dito contro l’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) che si rende responsabile di rapimenti, torture e sparizioni forzate nel tentativo di incutere paura agli oppositori e spazzare via il dissenso pacifico.
Il rapporto, intitolato “Egitto: ‘Tu ufficialmente non esisti’. Sparizioni forzate e torture in nome del contrasto al terrorismo”, rivela una vera e propria tendenza che vede centinaia di studenti, attivisti politici e manifestanti, compresi 14enni, sparire nelle mani dello Stato senza lasciare traccia. Secondo le ong locali, la media delle sparizioni forzate e’ di 3-4 al giorno.

Di solito, agenti dell’Nsa pesantemente armati fanno irruzione nelle abitazioni private, portano via le persone e le trattengono anche per mesi, spesso ammanettate e bendate per l’intero periodo.

“Questo rapporto rivela le scioccanti e spietate tattiche cui le autorita’ egiziane ricorrono nel tentativo di terrorizzare e ridurre al silenzio manifestanti e dissidenti”, ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

“Le sparizioni forzate sono diventate uno dei principali strumenti dello stato di polizia in Egitto. Chiunque osi prendere la parola e’ a rischio. Il contrasto al terrorismo e’ usato come giustificazione per rapire, interrogare e torturare coloro che intendono sfidare le autorita’”.

Luther ha poi aggiunto che “le autorita’ egiziane si ostinano a negare l’esistenza del fenomeno delle sparizioni forzate, ma i casi descritti nel nostro rapporto forniscono ampie prove del contrario”.

Il rapporto descrive in dettaglio i casi di 17 persone sottoposte a sparizione forzata, detenute illegalmente per periodi varianti da diversi giorni a sette mesi, tagliate fuori dal mondo esterno e private di contatti con avvocati e familiari e di qualsiasi supervisione giudiziaria. Inoltre comprende drammatiche testimonianze delle torture praticate durante sessioni d’interrogatorio che possono durare fino a sette ore, allo scopo di estorcere “confessioni” che verranno poi usate come prova durante gli interrogatori ufficiali davanti al giudice e che condurranno alla condanna. In alcuni casi, sono stati torturati anche dei minorenni.

Iscriviti alla Newsletter (16712)

Guarda anche...

Giulio Regeni

Morte Regeni, procuratore egiziano: “Giulio era un portatore di pace e non chiuderò questa indagine”

“Giulio era un portatore di pace e non chiuderò questa indagine finché non avrò arrestato …

nefertari

Egitto: identificata la mummia di Nefertari

Identificata la mummia di Nefertari. Un gruppo di archeologi internazionali coordinati dall’Universita’ britannica di York, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

'

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per facilitare la navigazione e per mostrarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione (page scroll) acconsenti al loro uso. Per informazioni e per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Chiudi