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Rio 2016, Giovanni Malagò: ‘Abbiamo lavorato con coscienza ed onestà’

Quando nel 2013 ottenne la presidenza del Coni, Giovanni Malagò disse subito che il suo primo obiettivo non erano le medaglie. Ma a 15 giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Rio 2016, anche lui si troverà poi a fare i conti con il medagliere. E l’ultimo mese per l’Italia non è stato esaltante quanto a defezioni: dal miracolo sfiorato dalla pallacanestro del suo predecessore Petrucci, al nuovo caso di doping di Alex Schwazer e l’infortunio di Gianmarco Tamberi.

Nonostante tutto, il numero uno del Coni non abbassa quello che era l’obiettivo primario: eguagliare Londra. Quindi dalle 28 medaglie, visto che nella scherma mancheranno le competizioni di fioretto a squadre femminile e sciabola a squadre maschile, il pallottoliere recita sempre 25 medaglie: “Nell’ultimo periodo non siamo stati fortunati, se arriviamo a 25 medaglie facciamo il nostro”, si dice ancora convinto Malagò.

Che poi aggiunge: “Abbiamo lavorato con coscienza ed onestà, poi sapete meglio di me che in molte occasioni le medaglie si giocano sul filo”. Per paradosso, chi può sostenere la rincorsa a quell’obiettivo è proprio il nuoto del suo acerrimo rivale Paolo Barelli. La Fin arriva a Rio con una delegazione monstre, quasi un terzo dell’intera spedizione azzurra con Federica Pellegrini portabandiera e Greg Paltrinieri nuovo personaggio da copertina: “Siamo molto prudenti, abbiamo vinto due medaglie a Londra e la nostra asticella è quella: migliorare sarebbe auspicabile, peggiorare negativo”, dice Barelli. Ma sul presidente Fin resiste ancora la disputa all’interno della Giunta e proprio oggi ha conosciuto un salto di qualità con il Garante del codice di comportamento sportivo, Corrado Calabrò, che ha proposto al Consiglio nazionale del Coni la decadenza del presidente della Fin dalla carica di componente di Giunta. Rio incombe, e anche alla luce della sospensiva del Tar sulla decadenza dalle cariche elettive di Barelli, ecco che arriva una sorta di tregua olimpica sancita da Malagò: “Anche se Calabrò ci intima di convocare subito il Consiglio nazionale, ho proposto alla Giunta di rinviare tutto”. “Ce ne andiamo alle Olimpiadi – ha concluso il capo dello sport italiano – poi il Consiglio è convocato per il 6 settembre. Mi sembra una cosa oggettivamente di buon senso”. Da rilevare come, al termine della Giunta odierna, lo stesso Malagò abbia riferito che Carraro “ha invitato Barelli a rivedere le sue posizioni, a fare un passo indietro e a chiedere scusa”, mentre “altri membri della Giunta hanno suggerito a Barelli di dimettersi”.

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