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Clima: il Parlamento europeo chiede una rapida ratifica dell’Accordo di Parigi

Sarebbe imbarazzante per l’Europa restare fuori da Marrakech (COP22) a causa di dispute interne tra gli Stati membri

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo (ENVI) ha dato questa mattina, con una maggioranza schiacciante, il suo consenso alla decisione del Consiglio, relativa alla conclusione a nome della UE dell’accordo sul clima, insieme ad un progetto di risoluzione sulla Conferenza 2016 delle Nazioni Unite clima (COP22), a Marrakech, nel mese di Novembre.

“L’attuazione dell’accordo di Parigi- dichiara Giovanni La Via (AP/PPE) Relatore del provvedimento di ratifica e Presidente della Commissione Ambiente, sanità e sicurezza alimentare del Parlamento europeo- darà un contributo determinante agli sforzi globali per affrontare la grande sfida del cambiamento climatico. La decisione di ratifica da parte dell’UE, darà inoltre un segnale forte nell’evidenziare la leadership dell’UE e dei suoi Stati membri nella lotta al cambiamento climatico a livello internazionale”.

La Via invita poi il Consiglio ad adottare tutte le misure necessarie per mettere a punto la sua posizione sulla ratifica di Parigi, insieme con i processi di ratifica nazionali paralleli nei singoli Stati membri. “Dovrebbero farlo senza indugio, soprattutto se si considera la recente ratifica da parte degli Stati Uniti e della Cina. L’UE, leader storico nella lotta contro il cambiamento climatico, deve ratificare l’accordo di Parigi prima della COP22 a Marrakech, e il nostro voto di oggi, dimostra che il Parlamento è pronto a farlo “.

“Sarebbe imbarazzante per l’Europa restare fuori dalle decisioni che contano a Marrakech, e partecipare solo come osservatore, a causa di dispute interne tra gli Stati membri. Non dobbiamo indebolire lo storico ed indiscusso ruolo dell’UE a tutela della protezione dell’ambiente e del pianeta”, continua La Via.

L’europarlamento è dunque a favore di aumentare ulteriormente gli sforzi globali sul cambiamento climatico, al fine di raggiungere l’obiettivo della riduzione dei 2 ° C. Tuttavia, tutte le parti coinvolte dovrebbero considerare come possono concretamente e con quali misure contribuire a tutto ciò. “Noi non crediamo -conclude La Via- che l’Europa debba aumentare i propri obiettivi, già ambiziosi, in modo unilaterale, ma che sia necessario un impegno globale da parte di tutte i Paesi coinvolti”.

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