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Il mare e la vela solidale genovese e mediterranea

In occasione del 56esimo Salone Nautico Internazionale di Genova Palazzo Ducale ospiterà, nel Cortile Maggiore per la prima volta, un’installazione di progetti genovesi e mediterranei legati all’utilizzo del mare e della vela in chiave educativa, riabilitativa, formativa e solidaristica.

Dal 22 al 25 settembre 2016 alcune imbarcazioni, derive-canoe-gozzi, con pannelli esplicativi e alcuni spot-video racconteranno ai genovesi e a tanti giunti in città per il Salone Nautico i percorsi di “mare e vela solidali” nati a Genova alla metà degli anni ’80, rivolti soprattutto a giovani seguiti dai servizi socio assistenziali e sanitari e lo sviluppo italiano e mediterraneo che quei percorsi hanno contribuito ad innescare.

L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alle politiche Socio-Sanitarie del Comune di Genova, dai 9 Municipi cittadini e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con dieci Associazioni genovesi a carattere velico-marinaro firmatarie di un protocollo d’intesa con i Municipi, l’Unione Italiana Vela Solidale, l’Associazione Handy Cup onlus e la FIV I Zona

La città di Genova, anche grazie all’impegno delle sue istituzioni pubbliche, è stata ed è con il progetto “Cercando Calipso”, un laboratorio di iniziative che, costruendo percorsi educativi, formativi e riabilitativi partendo dal coinvolgimento di giovani a maggior rischio di esclusione sociale, mettono al centro delle pratiche l’elemento che la caratterizza e la distingue da altre, il suo mare.

Il progetto Cercando Calipso 2016, che si chiuderà a metà ottobre, ha permesso a 130 ragazzi seguiti dai servizi sociali territoriali del Comune di Genova di vivere un’esperienza strordinaria fatta di uscite in mare pomeridiane su derive, barche d’altura e canoe e navigazioni d’altura vivendo l’emozione di aver un’imbarcazione come casa, una “casa viaggiante” che supera confini reali e metaforici e che per viaggiare bene ha bisogno di un collettivo/equipaggio che comunichi al meglio in un contesto naturale in cui le condizioni sono dettate non dall’umano ma dai capricci del mare e del vento che si imparano, con il tempo, a leggere, a capire e a rispettare anche nella loro forza dirompente.

Grande attenzione, negli anni, è stata dedicata allo sviluppo di percorsi che coniugassero gli aspetti educativi e riabilitativi della navigazione con la creazione di momenti formativi in grado di rimettere nelle mani dei giovani i mestieri marinareschi e apprendere cosa significhi fare il marinaio oggi.

Con il progettto formativo “Moby Dick”, promosso dall’Ass.ne Non Solo Vela onlus tra il 2013 e il 2015, è stata vinta una scommessa che ha portato 14 giovani tra i 19 e i 26 anni alla frequenza di tirocini formativi trimestrali presso aziende del settore come cantieri, stabilimenti balneari, imbarcazioni da pesca e da diporto e porticcioli turistici, aprendo le porte al mondo del lavoro a otto di loro; nell’autunno di quest’anno un altro progetto formativo promosso dalla stessa onlus, denominato “Le vie del mare” e sostenuto dalla Costa Crociere Foundation, prenderà il largo nella nostra città.

L’importanza di un lavoro di rete capillare in questi progetti è testimoniata dal fatto che a Genova è stata fondata nel 2003 l’Unione Italiana Vela Solidale, network che raccoglie oggi 30 Associazioni italiane e ha ospitato, nel 2004 in occasione di Genova Capitale Europea della Cultura, la quarta edizione di Handy Cup-la regata per tutti- che ha visto, dopo quell’anno, una costante partecipazione di rappresentanze genovesi sino all’edizione svoltasi a Malta nel 2011.

Dal mar Ligure al Mediterraneo progetti che, partendo dal coinvolgimento di giovani più vulnerabili, parlano di accoglienza, integrazione e interdipendenza nella prospettiva di rendere più efficaci le reti di ascolto in tutti quei luoghi del Mediterraneo dove c’è sofferenza, dove tutti insieme si possa far nascere di nuovo il gioco, la solidarietà e il rispetto per ogni cultura e ogni religione delle genti del nostro mare.

L’intreccio tra il mar Ligure e il Mediterraneo e il senso del “mare e vela soldiale” sarà il tema dell’incontro di sabato 24 settembre -h 10.00/13.00- nel salone del Minor Consiglio a Palazzo Ducale, un incontro che dalle narrazioni e confronto dei partecipanti vuole produrre degli stimoli in grado di fornire spunti critici e nuove suggestioni per i progetti futuri.

Parteciperanno lo scrittore Alberto Cavanna, profondo conoscitore del mare e dei suoi mestieri, che partirà dal suo ultimo libro, finalista al Premio Bancarella, “La nave delle anime perdute”, la giornalista Carlotta Dazzi, velista, impegnata nel volontariato a Milano e non solo, lo scorso anno ha soccorso dei migranti naufragati sull’ isola greca di Pserimos nel Dodecaneso, Luigi Ferrannini, psichiatra, è stato, come responsabile del DSM della ASL3 genovese, una delle anime del progetto “Matti per la Vela”, Rino Ponte, educatore e formatore dell’equipe del progetto formativo/lavorativo “Moby Dick”, Enzo Pastore, Presidente dell’Unione Italiana Vela Solidale e Mauro Pandimiglio, Presidente di Handy Cup onlus, promotore di un progetto di vela per i bambini di Gaza-Palestina.
Presenzieranno all’incontro il Sindaco Marco Doria e l’Assessora Emanuela Fracassi, modererà Eugenio Agosti, giornalista de Il Secolo XIX.

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