Usa 2016: borse mondiali in picchiata

I mercati sono terrorizzati dal testa a testa tra Donald Trump e Hillary Clinton alle presidenziali americane, con la strada del magnate repubblicano verso la Casa Bianca che appare sempre più in discesa, sorprendentemente, visto che i sondaggi della vigilia davano in vantaggio, seppur risicato, l’ex First lady.

La paura, molto concreta, è che si inneschi un effetto simile a quello provocato a giugno dalla Brexit, quando il risultato shock del referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea aveva generato un’ondata di vendite sulle piazze di tutto il mondo.

Mentre i risultati non sono ancora definitivi e alcuni Stati cruciali sono ancora in bilico, i future di Wall Street sono in ribasso attorno al 5% e sui mercati globali è già partita una corsa verso gli asset più sicuri. In Asia il Nikkei ha perso più del 5%, Shanghai l’1,3% e Hong Kong più del 2,8%, in Europa i future dei listini sono in netto calo, ma la situazione appare ancora peggiore alla Borsa americana, dove i future del Dow Jones, che indicano le previsioni di apertura, crollano di 800 punti, il 5%, quelli del Nasdaq di 250 punti, il 5,08% e quelli dello S&P 500 di 107 punti, il 5%. Nel frattempo, sono scattati i blocchi automatici sugli e-mini dello S&P 500, particolari contratti scambiati per lo più al Cme e con valore frazionario rispetto a quelli normali. Anche sullo S&P e il Nasdaq è arrivato lo stop alle contrattazioni dei future e non è dato sapere quando potranno ripartire. Questo lascia pensare che all’apertura, alle 15.30 italiane, i ribassi saranno molto significativi.

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