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Locri: in migliaia per la marcia di “Libera” in ricordo delle vittime innocenti della mafia

Migliaia di persone in piazza a Locri per ricordare le vittime innocenti della mafia, ma anche, dopo l’ennesima sfida delle cosche, per ribadire una volta di più il no a ogni forma di criminalità e di sopraffazione. E’ la risposta alla sfida che la ‘ndrangheta ha lanciatato allo Stato nelle scorse ore per mano di ignoti, che hanno attaccato il presidente di Libera don Ciotti, promotore della Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie, vergando con una bomboletta spray su tre muri cittadini scelti non a caso, frasi come “Don Ciotti sbirro, più lavoro meno sbirri”, “Don Ciotti sbirro, siete tutti sbirri”, “Don Ciotti sbirro e più sbirro il Sindaco”. Sono comparse sui muri del Vescovado, dove don Ciotti è ospitato in questi giorni; su quelli di una scuola media e di un centro di aggregazione giovanile. Messaggi in stile tipicamente ‘ndranghetista, ne è convinto il procuratore antimafia di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho.

In testa al corteo che sfila oggi per le strade di Locri ci sono i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan della Giornata di quest’anno: “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”. Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A seguire i gonfaloni, le autorità e migliaia di persone giunte da tutta Italia.

“Orgogliosa di avere sposato uno sbirro” è la scritta che la vedova del brigadiere Antonino Marino, ucciso a Bovalino il 9 luglio del 1990, ha scritto sulla propria camicia bianca. “Quando ho visto le scritte di ieri – ha detto – mi sono arrabbiata, mi si è rivoltato lo stomaco. Da qui l’impulso di fare questa maglietta. Sono moglie e mamma di un carabiniere e oggi mi sento la mamma di tutti i carabinieri d’Italia. Gli sbirri sono persone perbene. Rispetto!”.

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