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Fiorella Mannoia, due serate al Teatro Verdi di Firenze

Fiorella Mannoia, due serate al Teatro Verdi di Firenze
Ultimi biglietti per la data di sabato 19 ottobre

FIORELLA MANNOIA
Venerdì 18 e sabato 19 ottobre 2019 – ore 20,45
Teatro Verdi – via Ghibellina, 99 – Firenze
Biglietti posti numerati: da 30 a 69 euro
Prevendite Box Office www.boxofficetoscana.it (tel. 055 210804); Ticket One www.ticketone.it (tel. 892 101)
Info tel. 055.667566 – 055.212320 – www.bitconcerti.itwww.teatroverdionline.itwww.friendsandpartners.it

Da Firenze è partito, con un sold out la scorsa primavera, e a Firenze torna, venerdì 18 e sabato 19 ottobre al Teatro Verdi di Firenze (ore 20,45) il “Personale Tour” di Fiorella Mannoia.
Anche stavolta il tutto esaurito è a un passo: gli ultimi biglietti per la data di sabato 19 ottobre – posti numerati da 30 a 69 euro – sono disponibili nei punti vendita Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804) e online su www.ticketone.it.

Al centro di questa trionfale serie di date è il nuovo album “Personale”: 13 brani, 13 storie che raccontano consapevolezze e prese di coscienza, riflessioni su se stessi, sull’umanità, sulla vita e sui sentimenti, in tutte le loro sfaccettature, e molto altro ancora. Preziosa e variegata la scelta degli autori: Federica Abbate, Giulia Anania, Amara, Luca Barbarossa (autore di un brano in romanesco), Bungaro, Antonio Carluccio (autore e interprete di un duetto con Fiorella in dialetto napoletano), Cheope, Cesare Chiodo, Marialuisa De Prisco, Ivano Fossati, Daniele Magro, Rakele, Zibba e la stessa Fiorella Mannoia.

«Personale è un disco di speranza – dichiara l’artista – è un disco d’amore nel senso più ampio del termine, con storie che nascono, storie che finiscono, storie per il prossimo. È un disco meno elettronico rispetto al precedente».

L’album è anche una «piccola e umile “personale”», da cui il titolo. A rafforzare il racconto delle canzoni, infatti, trovano spazio fotografie realizzate da Fiorella in varie parti del mondo. Una passione, quella della fotografia, che l’artista ha recentemente approfondito e condiviso sui social network.

«Mi ha sempre affascinato il mondo della fotografia, ho sempre scattato foto con il cellulare ma non avevo mai comprato una macchina fotografica… Personale non è altro che la mia visione del mondo. Adesso cammino come un cacciatore, guardandomi intorno se c’è una faccia, un taglio di luce o qualcosa da fotografare. Ho voluto abbinare a ogni brano uno scatto realizzato nel corso di viaggi, di incontri, di momenti imprevedibili. Perché le fotografie raccontano prima di tutto delle storie, esattamente come le canzoni».

«Questo disco è dedicato a Pippo Caruso, musicista, maestro, gentiluomo e Amico. Con Pippo avevo lavorato a tre brani e tre arrangiamenti per il disco di Lucio Dalla. È sempre stato sottovalutato ma nessuno ha mai capito la sua grandezza. Metteva una tale passione che mai ho visto in un uomo della sua età».

«La scaletta del concerto? Bisogna scegliere cosa far ascoltare del nuovo disco e allo stesso tempo i pezzi del passato, cercando di accontentare tutti. La band sarà più o meno la stessa del tour precedente, ma con una chitarra in più, quella di Max Rosati, per dare maggiore spazio alla musica».

FIORELLA MANNOIA, PERSONALE
Nell’album si raccontano prese di coscienza, la consapevolezza “che ognuno ha la sua parte in questa grande scena, ognuno ha i suoi diritti, ognuno la sua schiena, per sopportare il peso di ogni scelta, il peso di ogni passo, il peso del coraggio” (“IL PESO DEL CORAGGIO” – di Amara, Marialuisa De Prisco), le riflessioni di una donna che non smette mai di imparare il mestiere della vita, affrontandola “sul campo e mai dagli spalti, senza risparmi” (“IMPARARE AD ESSERE UNA DONNA” – di Federica Abbate, Cheope, Fiorella Mannoia), che sa che non bisogna avere mai paura di alzarsi in piedi, “perché anche un solo passo fa la differenza e uno dopo l’altro diventa resistenza” (“RESISTENZA” – Federica Abbate, Cheope).

Ci sono i sentimenti, quelli che ti stupiscono e ti sorprendono per come riescono a sciogliere anche le più dure “difese d’acciaio” (“L’AMORE È SORPRENDENTE” – di Bungaro, Cesare Chiodo, Fiorella Mannoia), quelli che dietro la maschera dell’amore nascondono solo terribile violenza e che arrivano a farti pensare “che non ci sia via d’uscita, che tanto ormai è andata storta questa vita” (“CARILLON” – di Federica Abbate, Cheope).

Quelli che sono finiti, e accettarlo è un dolore grande e “niente applausi su un sipario che scende, scende solo la pioggia, ma non sembra importante” (“UN PEZZO DI PANE” – di Daniele Magro), quelli in cui la rassegnazione della fine è mista alla rabbia di aver raggiunto il limite (“SMETTIAMO SUBITO” – di Daniele Magro).

Una madre che parla a una figlia o figlio, un’esortazione a partecipare al cambiamento, e a fare la propria parte stando attenti alle delusioni: “pensaci prima di andare, che oltre la finestra c’è un cielo che è da riparare. E copriti, che ti si vede troppo il cuore” (“RIPARARE” – di Daniele Magro).
Per trovare un senso nelle cose non si può prescindere dal viverle, dal toccarle, dal leggerle attraverso l’azione, nei rapporti come nella vita: “non hanno senso le farfalle se non negli organi vitali, o parlare di diritti se poi non siamo tutti uguali” (“IL SENSO” – di Giulia Anania, Zibba).

Tra le storie raccontate in questo album, alcune hanno un nome, come quella di Penelope, ricca di fascino e di carattere, che ha una “grazia da domandare, qualcuno da far ritornare”, (“PENELOPE” – di Ivano Fossati) e quella di Anna, una giovane ragazza “che vorrebbe gridare, non è la vita che avrebbe voluto”, ma che forse ritrova la sua speranza (“ANNA SIAMO TUTTI QUANTI” – di Bungaro, Cesare Chiodo, Rakele).

Nella canzone romana (“L’AMORE AL POTERE” – di Luca Barbarossa) la riflessione su un mondo dove “l’amore nun è stato mai ar potere, è l’odio che comanna le perzone”, l’unica rivoluzione è l’amore: “co’ le carezze famo opposizione”

La “canzone sospesa” (“CREATURE” – di Antonio Carluccio) prende spunto dalla tradizione napoletana del “caffè sospeso”: Fiorella offre la possibilità al giovane cantautore partenopeo Antonio Carluccio di farsi conoscere con la sua “Creature”, riportando così su un album l’abitudine live che vede artisti affermati offrire il proprio palco a giovani emergenti.

Il brano racconta storie di “creature” dal destino segnato, storie partenopee ma che accomunano tutti i giovani del mondo che vivono nel degrado ai margini di una società che li esclude, “cu tanta arraggia ‘ncuorpo, e cu na pistola in mano. Ca s’hanno imparat’ a s’arrubba’ tutt’ chell’ ca nun c’ate dato”.

A raccontare queste storie, le immagini realizzate nel corso degli ultimi anni da Fiorella a Salvador de Bahia, a Minsk, a Londra, a Siviglia, a Nizza, a Bari, a Napoli, a Roma. Scatti nati quasi per gioco, sicuramente per passione, e che piano piano sono andati a comporre, foto dopo foto, mese dopo mese, questa piccola “personale”.

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