Trenta voci di artisti emergenti omaggiano “L’infinito” di Leopardi

Meeting delle Etichette Indipendenti con il suo circuito di artisti indipendenti ed emergenti ha voluto omaggiare i 200 anni de L’Infinito di Giacomo Leopardi.

Infatti, dopo l’omaggio del Mibact e della Rai ai 200 anni de L’Infinito di Leopardi che sta girando sui Canali Rai come spot dedicato alla bellezza dell’arte e della poesia, con le voci di 22 grandi cantautori e cantautrici Il MEI25 – Meeting delle Etichette Indipendenti -che torna dal 2 al 4 ottobre 2020 a Faenza- su idea di Giordano Sangiorgi, in collaborazione con il Lotostudio di Ravenna del cantautore, musicista e arrangiatore Gianluca Lo Presti ha voluto omaggiare il poeta e lo stesso progetto del MIBACT e della RAI e realizzera’ lo stesso tipo di Omaggio con le Voci di 30 tra Cantautori, Cantautrici, Rock Band, Rapper e Trapper del Circuito Indipendente ed Emergente che hanno aderito con entusiamo al progetto.

Hanno aderito infatti: Fabio Abate, Alex Bevilacqua, Loredana Marino, Abbandono, Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste, Simone Valeo, Antonio Pignatiello, NYA, Francis – Q, Rosetta Savelli, Angela Finotello, Andrea Seffusatti, Andrea Azzurra, Original Sicilian Style, Phomea, Monica P, Tonia Cestari, Alessandro Bellati, Valtura, Pindar, Malanova, Malpensa, Zois, Tizio Bononcini, Agnese Valle, Eleonora Bordonaro, Gemini, Davide Berardi, Mariangela Ciurleo, Luca De Stefano e Lina Gervasi.

Da tali letture si produrra’ un cut’n’mix per realizzarne una produzione finale “autoprodotta”da far circuitare e promuovere entro il mese di gennaio nei circuiti indipendenti ed emergenti.

Il progetto e’ stato inviato al Ministro per i Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini che ha ringraziato e aderito personalmente al progetto.

Ecco il testo che sara’ diffuso letto dai 30 artisti, coordinati da Giordano Sangiorgi, che hanno aderito con le immagini realizzate dalla Rai e con un sottofondo di musica strumentale realizzata da Gianluca Lo Presti a cura delle edizioni di Materiali Musicali :

L’INFINITO

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

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