Grazie Ministro Lamorgese: nota del Presidente Nazionale della SIS118, Mario Balzanelli

“Ringrazio, sentitamente, il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese per aver deciso di dotare i mezzi di soccorso del Sistema 118 di Napoli di videocamere al fine di esercitare una chiara azione deterrente nei confronti delle aggressioni poste in essere dall’utenza contro gli equipaggi oltre che di consentire, con maggiore velocità, l’identificazione dei responsabili delle stesse ai fini di giustizia.

Si tratta di una decisione del Ministro Lamorgese storica, autorevole, di importanza determinante che raccoglie un plauso unanime e la più profonda gratitudine di tutti gli operatori del Sistema 118 nazionale, medici, infermieri ed autisti-soccorritori, i quali grazie a questa decisione raccolgono, per la prima volta, evidenze e premesse essenziali per sentirsi più sicuri e tutelati da parte dello Stato.

L’installazione delle videocamere rappresenta un enorme passo in avanti per la sicurezza e la conseguente tranquillità degli operatori del SET 118, condizioni assolutamente fondamentali per l’estrema delicatezza della operatività tempo dipendente del soccorso che si svolge sia a bordo dei mezzi di soccorso e più ancora sugli scenari, in ambiente aperto o chiuso, delle varie emergenze, quindi a distanza anche considerevole rispetto ai mezzi.

Suggeriamo, però, al Ministro che la dotazione di videocamere da installare a bordo dei mezzi di soccorso, ma anche da posizionare sulla divisa degli operatori del SET 118, da attivare unicamente in caso di necessità, al fine di assicurare, in condizioni normali, la tutela della privacy, venga presa in considerazione e resa obbligatoria non solo a Napoli o in Campania, ma anche a livello nazionale.

Le aggressioni agli equipaggi e ai mezzi del Sistema 118 si registrano, infatti, in tutta Italia: il 3 ottobre, a Rossano Calabro, subito dopo aver constato il decesso di una donna in arresto cardiaco improvviso furono sequestrati in casa due equipaggi del 118 dai parenti furibondi perché la prima ambulanza era giunta priva di medico ed infermiere. A Taranto, la notte del 13 novembre, è stata incendiata una ambulanza della Croce Rossa Italiana. A Pontedera, il 10 dicembre, una infermiera del 118 è stata aggredita durante un intervento richiesto in conseguenza di una lite familiare. A Crevalcore (Bologna) un autista-soccorritore del SET 118 è stato aggredito e picchiato a sangue da un paziente con disturbi psichiatrici. A Sassari, il 2 gennaio è stata bruciata una ambulanza del SET 118. A Milano, il 3 gennaio, un soccorritore è stato preso a calci e a pugni da un uomo in stato di ebbrezza, che ha continuato, subito dopo, a prendere a calci e a pugni l’ambulanza. Possiamo documentare come le aggressioni al Sistema 118 non si verificano solo a Napoli ma rappresentano, purtroppo, un problema di carattere nazionale.

Il tema delle aggressioni non deve però fuorviare rispetto alle cause delle stesse, perché nella maggior parte dei casi i due principali vettori scatenanti l’ira degli astanti, che poi conduce, nel giro di istanti, ad aggredire, sono i ritardi nelle tempistiche di arrivo su codice rosso e la mancanza di personale medico e infermieristico a bordo del mezzo di soccorso, binomio in grado di assicurare nelle situazioni di elevata gravità clinica il livello ottimale di integrazione delle competenze finalizzate ad assicurare al paziente diagnosi e terapia potenzialmente salvavita e le maggiori possibilità statistiche di salvezza.

Aumentare il numero di quanti saranno riconosciuti immediatamente colpevoli di aggressione a pubblico ufficiale e/o ad incaricato di pubblico servizio non ridurrà il numero delle stesse, così come l’introduzione della pena di morte in alcuni Paesi non ha affatto ridotto il numero degli atti violenti e degli omicidi in quei Paesi stessi.

Occorre, sostanzialmente, riformare il Sistema, potenziandolo in tutte le sue componenti.

Di qui, un nuovo, più accorato appello, rivolto con fiducia, al Governo ed al Ministro della Salute Speranza.”

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