Inedito di Federico Fellini “La dieta dell’astronauta”

Inaugurata il 20 gennaio 2020, prosegue fino al 28 febbraio la mostra Federico Fellini alla Biblioteca Angelica di Roma, curata da Simone Casavecchia con trenta immagini provenienti dal Centro Sperimentale di Cinematografia dove si racconta un Fellini ironico, beffardo e centenario.

In mostra anche un inedito autografo di Fellini denominato La dieta dell’astronauta proveniente da una collezione privata che denota l’ironia e l’approccio estremamente personale del regista anche nella quotidianità.

Quattro facciate di un foglio extra-strong scritto a pennarello arancione e rosso per comporre la sua personale e paradossale dieta.

“Per dimagrire 50 punti al giorno”.

“Un fiammifero ed una torcia accendono la polveriera allo stesso modo”

“Per essere nella normalità 75 punti”.

“La dieta dell’astronauta” – La storia di un’inedito

Durante la lavorazione dei film Federico Fellini aveva un appartamento a sua disposizione fra i teatri di posa di Cinecittà.

Un privilegio del quale beneficiavano entrambi: Cinecittà per avere sempre il suo Faro (così lo chiamavano le maestranze) a portata di mano; Fellini per proseguire una normalità anche al di fuori del lavoro.

In quell’appartamento si riunivano amici e collaboratori, giornalisti e visitatori da ogni parte del mondo, maghi e fattucchieri.

Negli anni Ottanta, durante la lavorazione de La città delle donne, intorno al tavolo della cucina erano riuniti quattro o cinque amici. Si discuteva di tutto, spesso dei temi più diversi e lontani dal film in corso di lavorazione. Quella volta il tema era la moda delle diete e del peso forma: quella “Punti” importata dagli Stati Uniti, quella per “Dimagrire senza fatica”, o la “Dieta dei geni”.

Fellini, con il solito guizzo beffardo, prese un foglio bianco e iniziò a scrivere la sua dieta, quella che non avrebbe mai fatto: “La dieta dell’astronauta”. Quel foglio è rimasto per decenni in un cassetto, ora torna alla luce per il Centenario.

Un altro elemento dell’immenso puzzle che ha composto la vita quotidiana del regista e della sua vena ironica. Anche in un pranzo fra amici. (Collezione privata)

La mostra cooprodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dalla casa editrice Edizioni Sabinae è sostenuta dalla Direzione Generale per le Biblioteche e gli Istituti Culturali (MiBACT), con il patrocinio dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.

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