Quarta settimana di programmazione al Museo del Saxofono

Quarta settimana di programmazione al Museo del Saxofono di Fiumicino della rassegna dei concerti FAI BEI SUONI, alla riconquista della bellezza delle arti vivendo in prima persona, dal vivo, le emozioni sprigionate dalla potenza della musica. Sabato 18 luglio, alle ore 21:30 è di scena il Red Pellini quartet con ROARING THE TWENTIES, un progetto improntato al jazz puramente tradizionale, quello che ammalia e restituisce l’incanto dei club newyorkesi come il Cotton Club o degli Speakeasy di Chicago, i più amati da Al Capone, ma anche il jazz di New Orleans, in cui la musica “primitiva” si mischiava con i balli sofisticati d’origine francese e spagnola. Un progetto musicale dedicato all’era del proibizionismo, in cui i baci rubati convivevano con le storie di gangster, alcuni di essi leggendariamente gentiluomini: un’atmosfera sonora che vuole ripercorrere le “Relazioni pericolose” e le sparatorie a tempo di swing dove i cattivi bevevano whisky al ritmo di jazz e ascoltavano i sax, splendidi ed antitetici, di Lester Young e Coleman Hawkins…

Una musica raffinata ed impeccabile, tipicamente “evergreen”, ripercorsa da Red Pellini al saxofono, Alessio Magliari al pianoforte, Giancarlo Colangelo al sax basso e Carlo Battisti alla batteria, in un’interpretazione dove: ogni frase è un tocco di classe, nessuna nota è lasciata al caso e ogni improvvisazione apre le porte a meravigliose sorprese.

Il concerto sarà anticipato, come di consueto da un apericena opzionale a partire dalle ore 20:30, per offrire anche con tranquillità ai visitatori l’opportnità di visitare il Museo con la sua collezione di centinaia di strumenti a fiato.

Testo alternativo
Fabiano “Red” Pellini è un saxofonista, diplomato in clarinetto, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra. Il timbro ruggente del suo saxofono è la reincarnazione del jazz classico e swing degli anni ’20-‘45. Molto famoso anche all’estero, soprattutto in Giappone dove spesso si è trovato ad esibirsi, ha collaborato con musicisti del calibro di Tony Scott, Carlo Loffredo, Renzo Arbore, Romano Mussolini, Bob Wilber, Lino Patruno.

Da tutti è considerato il massimo esperto del repertorio di Bix Beiderbecke, Louis Armstrong e Lester Young. Il suo è uno spettacolo che si dipana nell’età leggendaria dello swing.

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