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Sib, Governo mantenga impegni assunti

Riccardo Borgo

“Prendiamo atto che il Governo intende mantenere l'impegno assunto dai ministri Gnudi e Moavero nei confronti delle imprese balneari” - afferma Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio, a seguito del Question time richiesto dall'IDV sulla opportunità di escludere le concessioni turistico-ricreative dalla direttiva Bolkestein.

In occasione dell'incontro con i Sindacati e le Regioni, svoltosi nell'ormai lontano 23 febbraio 2012, era stato concordato di avviare contatti con Bruxelles sui contenuti del decreto delega di riforma della normativa sulle concessioni.

“Noi, però - conclude Borgo - continueremo a ribadire con forza la necessità che tale proposta venga prima discussa e concertata, anche qui nel rispetto degli impegni presi, con le Regioni e con i rappresentanti della categoria”.

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Spiaggia: occhiali al primo posto tra gli oggetti dimenticati

Spiaggianti

“Complice il caldo oppure il fatto di essere finalmente in vacanza sono molti i turisti che dimenticano i propri effetti personali in spiaggia, appesi all’ombrellone o sotto il lettino” – afferma Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio.

Ai circa 15 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze al mare privilegiando le belle località del nostro Paese, si devono aggiungere gli oltre 5 milioni di turisti stranieri: sono di loro proprietà le migliaia gli oggetti che ritroviamo al momento della chiusura dello stabilimento balneare, non sono stati abbandonati, però, molto più semplicemente scordati al momento di tornare a casa dopo una giornata trascorsa in spiaggia.

Se dovessimo descrivere l’identikit del ‘tipo da spiaggia distratto’ possiamo affermare con certezza che i clienti stranieri sono molto più attenti di quelli italiani, le famiglie con bambini, forse complici la grande quantità di oggetti che si trovano nella borsa da mare (giocattoli, merendine, succhi di frutta, acqua e pannolini non devono e non possono mai mancare), risultano essere i più ‘colpiti’ da questo fenomeno.

Volendo, poi, stilare una classifica degli oggetti dimenticati troviamo al 1° posto gli occhiali da sole o da vista, al 2° le ciabatte da mare, al 3° la crema solare, al 4° il costumino del bambino, al 5° le chiavi, ma bisogna aggiungere alla lista anche telefonini, asciugamani, borse, collanine/bracciali o portafogli.

Il più delle volte il giorno successivo si ritorna in possesso del proprio oggetto, i ritrovamenti sono all’ordine del giorno e le restituzioni sfiorano il 98%. Per quanto riguarda il quotidiano o la rivista, ma anche il classico libro sotto l’ombrellone, sono lasciati di proposito e non saranno mai più reclamati.

Tra i bagnini più anziani, poi, circolano diverse ‘storie’: dal Rolex d’oro ritrovato, rastrello alla mano, dopo che l’affannosa e confusa ricerca lo aveva fatto ‘inabissare’, ai 10 bikini ancora con il cartellino del prezzo in una borsa sotto l’ombrellone, dalla pancera lasciata nello spogliatoio, fino alla dentiera - ritrovata e mai reclamata - nel bagno delle signore.

“I bagnini vigilano sull’incolumità dei clienti degli stabilimenti balneari sia in acqua che sulla spiaggia - conclude Borgo - dispensano consigli su dove trascorrere la serata o quale ristorante prenotare, sono i più affidabili per le previsioni meteorologiche, e si accontentano di un sorriso ed una stretta di mano quando ti restituiscono quell’oggetto che consideravi perduto per sempre. Motivo in più per studiare una soluzione affinché gli stabilimenti balneari non vadano all’asta dal 1° gennaio 2016”.

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Balneari 11 agosto tuffo collettivo in spiaggia

Balneari

Prevediamo mezzo milione di turisti che, tenendosi per mano, si butteranno in acqua contemporaneamente lungo chilometri di costa toscana, altre località seguiranno questo esempio per dire no alle aste degli stabilimenti balneari italiani.

Dopo la chiusura degli ombrelloni il 3 agosto scorso, continua lo stato di mobilitazione della categoria proclamato dalle organizzazioni di categoria per tutta l’estate del 2012 contro la messa all’asta delle imprese balneari italiane.

Sabato 11 agosto in Toscana, per il secondo anno consecutivo, è in programma il ‘tuffo collettivo’ che sarà replicato anche in altre regioni nelle località balneari dove la costa lo consente, assieme alle ulteriori iniziative già in corso.

Nell’estate 2011 furono oltre 200.000 i bagnanti, gli imprenditori balneari e i loro dipendenti che, tenendosi per mano, si tuffarono simultaneamente, quest’anno stimiamo potranno superare il mezzo milione.

Non ci fermeremo qui: siamo i responsabili dell’offerta turistica balneare italiana, rappresentiamo oltre 30.000 aziende con 600.000 addetti e faremo di tutto per salvaguardare il nostro lavoro e quello delle nostre famiglie. Non vogliamo andare ad evidenza pubblica da gennaio 2016 ma vogliamo sempre soddisfare le richieste dei nostri clienti, italiani e stranieri, offrendo quei servizi di spiaggia, (unici in Europa), che tanto apprezzano e che gli fanno scegliere le nostre città e il nostro Paese come meta per trascorrere le vacanze.

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Sciopero ombrelloni grande partecipazione

Spiaggia

Grande soddisfazione per la massiccia adesione del mondo balneare allo sciopero indetto per oggi dalle principali associazioni di categoria: SIB – Confcommercio, FIBA – Confesercenti, CNA – Balneatori e Assobalneari Italia – Confindustria. La stragrande maggioranza dei 30.000 stabilimenti ha chiuso gli ombrelloni fino alle ore 11.00. Ma non solo l’Italia balneare ha risposto positivamente e partecipato attivamente, anche la clientela che ha subito un ‘piccolo disagio’ è stata solidale con la categoria, ne ha condiviso le preoccupazioni e ribadito la necessità che non si vada in nessun modo a stravolgere un modello di accoglienza "personalizzata" che apprezzano e che ritengono insostituibile, invidiataci in tutto il mondo.

Gli stabilimenti balneari hanno voluto, in questo modo, segnalare con forza al Governo la necessità di riprendere al più presto il dialogo con Regioni, Province e Comuni, fermo dal febbraio scorso, per trovare le soluzioni che permettano alle imprese balneari italiane di non andare all’asta.

Ma questa estate in spiaggia gli animi resteranno agitati e le temperature ancora molto calde in quanto le imprese rimarranno in stato di agitazione e localmente saranno assunte le iniziative più disparate: dal tuffo collettivo alle bandiere a mezz’asta. Speriamo che non siano necessarie altre manifestazioni a livello nazionale in quanto è stato chiaro il segnale che questa mattina si è colto sulle spiagge italiane: questo è stato il primo passo ed i balneari sono pronti a tutto per difendere il proprio lavoro, il futuro delle imprese e delle famiglie e, con esse, salvaguardare questo sistema tipicamente italiano che da oltre un secolo traina il turismo del Paese. I servizi di spiaggia sono, infatti, il nostro fiore all’occhiello, il vanto nazionale e andrebbero incentivati piuttosto che penalizzati, potrebbero così fornire un valido contributo per uscire da questa grave crisi economica.

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Sciopero Balneari: Sib, 30.000 imprese oggi chiudono ombrelloni

Ombrelloni

"Oggi venerdì 3 agosto ombrelloni chiusi fino alle ore 11.00 in oltre 30.000 stabilimenti balneari per dire ‘no alle aste' delle concessioni demaniali  previste da una normativa comunitaria a partire dal 2016” – afferma Riccardo Borgo Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente alla Confcommercio.

“Vogliamo dare un segnale forte al Governo affinché metta in atto quei provvedimenti che salvaguardino le nostre imprese, gli oltre 600.000 lavoratori del settore e soprattutto l’offerta balneare che costituisce da sempre il fiore all’occhiello del turismo italiano”, continua Borgo.

Nel febbraio scorso si era riunito il tavolo tecnico che avrebbe dovuto studiare una soluzione al problema ma ad oggi tutto è fermo. Non siamo i soli ad affrontare questa ‘battaglia’: con i maggiori Sindacati di categoria che hanno indetto lo sciopero degli ombrelloni (SIB – Confcommercio, FIBA – Confesercenti, Assobalneari Italia – Confindustria e CNA – Balneatori) si sono schierati incondizionatamente Regioni, Comuni, Province e molti parlamentari sia italiani che europei.

Oggi sulle spiagge, quindi, si vivrà una giornata particolare – conclude Borgo – anche perché in moltissime località abbiamo previsto di alleviare i disagi del solleone organizzando diverse manifestazioni. Leggendo il  depliant con i motivi della protesta i nostri clienti potranno consumare gratuitamente la colazione, gustare fette di cocomero, melone e frutta fresca o magari pizza o focaccia calda; anche l’aperitivo o il caffè sarà offerto dagli imprenditori balneari insieme a giochi di animazione, concorsi di bellezza o di forza, c’è chi ha in programma perfino una mini-olimpiade sulla sabbia”.

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Balneari: Sib, bene DDL IDV a tutela settore

Spiaggia

"Il ddl di Italia dei Valori presentato oggi alla Camera volto ad escludere le imprese balneari italiane dalla Direttiva Bolkenstein e soprattutto dall'evidenza pubblica, si muove nel verso giusto” – afferma Riccardo Borgo Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente alla Confcommercio.

“Abbiamo apprezzato l'iniziativa e che sia stato lo stesso presidente Di Pietro ad apporre la prima firma sul disegno di legge – continua Borgo. Ci auguriamo che anche gli altri partiti, e soprattutto il Governo, prendano una posizione chiara e si rendano conto che il problema è urgente e va risolto il prima possibile: sono coinvolte 30.000 imprese, quasi tutte piccole e a carattere familiare, e 600.000 addetti. E' necessario  passare dalle parole ai fatti: è in pericolo ‘solo’ l’immagine turistica dell’Italia e migliaia di posti di lavoro. Sono convinto  che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo oggi, il Paese non se lo possa permettere”.

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Protesta dei balneari: bandiera a mezz’asta nella città capoluogo

Balneari Sib

Protesta diffusa degli stabilimenti balneari della provincia pontina contro la politica governativa in merito alle concessioni demaniali marittime. Da parte loro i Comuni pontini si faranno sentire con proprie iniziative per partecipare alla protesta degli stabilimenti balneari. Anche il Comune di Latina, ad esempio, parteciperà all’iniziativa di protesta indetta dall’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni d’Italia) e dalle organizzazioni degli operatori balneari contro l’immobilismo del Governo relativamente alla liberalizzazione delle concessioni demaniali marittime. Come proposto dall’ANCI nazionale, il Comune di Latina nella giornata del 3 agosto esporrà a mezz’asta la bandiera del palazzo comunale, dalle ore 9,30 alle ore 13,30.

“Si tratta di un gesto simbolico ma dall’alto valore – ha affermato il Sindaco Giovanni Di Giorgi - Sono pienamente d’accordo con l’iniziativa di protesta varata dagli operatori balneari nei riguardi della insensibilità del Governo rispetto ad un tema così importante, che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende che operano nel settore turistico costiero e sono il motore di questo importante pezzo della nostra economia. Dal 2015, infatti, per effetto della Direttiva Bolkestein emanata a livello europeo, le concessioni demaniali non potranno più essere rinnovate automaticamente ma saranno oggetto di un bando pubblico. Questo significa che gli investimenti fatti negli anni dagli operatori balneari, spesso piccole imprese, rischiano di essere vanificati. Con i bandi pubblici aperti, infatti, sul mercato entreranno le grandi catene, i colossi multinazionali con l’altro svantaggio di veder sparire una tipicità di gestione del settore tutta italiana...”. E’ il caso di parlare di una svolta significativa da parte degli operatori turistici che per la prima volta scenderanno in campo in modo massiccio e unitario allo scopo di salvaguardare le attività esistenti.

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Turismo: Sib, la crisi arriva in spiaggia

La crisi è arrivata anche in spiaggia, il segno negativo ha contraddistinto tutte e 15 le regioni italiane bagnate dal mare con percentuali che vanno dal 5 fino al 40%: questo il calo delle presenze registrate negli stabilimenti balneari nei primi due mesi della stagione estiva rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, dichiara Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari che associa circa 10.000 imprese ed aderisce alla F.I.P.E./CONFCOMMERCIO.

“Il mese di giugno è stato caratterizzato un po’ dappertutto da avverse condizioni atmosferiche – continua Borgo – con temperature quasi autunnali che hanno sconsigliato i turisti a scendere in spiaggia, ma anche il gran caldo di luglio non ha consentito un recupero rispetto al 2011 che, peraltro, non era stato particolarmente favorevole a causa di condizioni metereologiche del tutto inusuali. L’Emilia Romagna, poi, sta ancora scontando le conseguenze del recente terremoto: coloro i quali hanno perso la casa oggi sono impegnati nella ricostruzione e non pensano certamente ad andare in ferie. Ma la causa principale dell’esito negativo del turismo balneare italiano rimane la crisi economica che in sostanza ha obbligato 1 italiano su 3 a scegliere di non andare in vacanza, chi lo ha fatto, invece, ha preferito località vicino ai luoghi di residenza, pertanto le località turistiche vicino ai grandi centri urbani sono risultate quelle meno penalizzate”.

Il mare si conferma anche quest’anno la meta preferita dei vacanzieri con oltre il 60% delle preferenze, ma se spesso non si rinuncia al lettino ed all’ombrellone, (grazie anche ai prezzi invariati rispetto allo scorso anno), tutto il resto il turista se lo porta da casa, a partire dalla bottiglia d’acqua minerale e fino alla merendina per i bambini da consumarsi dopo il bagno, oltre a rinunciare a pranzare al ristorante.

Si rafforza il fenomeno per cui nei week-end in spiaggia si registra il maggior numero di presenze, con la tendenza ad anticipare l’arrivo al venerdì, mentre nei giorni feriali, purtroppo, gli stabilimenti balneari sono quasi vuoti.

“Oggi l’immagine turistica dell’Italia dei prossimi anni corre un pericolo molto serio a causa del futuro - estremamente incerto - del nostro comparto balneare, conclude Riccardo Borgo. Su tutte le spiagge del Paese, (ad eccezione di Rimini), il 3 agosto - per protesta - gli ombrelloni resteranno chiusi fino alle ore 11.00 per dire ‘no alle aste’ delle concessioni demaniali sulle spiagge previste da una normativa comunitaria a partire dal 2016. Vogliamo dare un segnale forte al Governo perché metta in atto quei provvedimenti a salvaguardia delle 30.000 attuali aziende e degli oltre 600.000 lavoratori del settore. Venerdì prossimo sarà il primo appuntamento, ne seguiranno certamente altri”.

Confidiamo che ad agosto sia possibile contenere la crisi di presenze in spiaggia anche in considerazione del fatto che questo continua ad essere il mese preferito dagli italiani per le vacanze, oggi scelto anche da molti turisti stranieri. Non ci illudiamo, però, di poter ‘raddrizzare’ una stagione turistica 2012 cominciata davvero male e soprattutto di riuscire ad uscire da questa crisi, non solo italiana, in breve tempo.

Presenze sulle spiagge, rispetto allo stesso periodo del 2011, secondo un sondaggio condotto su un campione rappresentativo di imprese balneari italiane aderenti al S.I.B. Sindacato Italiano Balneari:

Giugno 2012  %

Luglio 2012  %

Abruzzo

- 30

- 30

Basilicata

- 10

- 10

Calabria

- 20

- 30

Campania

- 10

- 40

Emilia Rom.

- 30

- 20

Friuli V. G.

-15

- 10

Lazio

- 30

- 20

Liguria

- 30

- 15

Marche

- 5

- 5

Molise

- 20

- 20

Puglia

- 10

- 20

Sardegna

- 30

- 20

Sicilia

- 20

- 15

Toscana

- 10

- 5

Veneto

- 15

- 15

Per informazioni: ufficio stampa S.I.B. tel. 06.583921, cell. 339.4500094 www.sindacatobalneari.it

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Balneari: Sib, no alle aste per le imprese

Spiaggia

“La giornata di protesta del 3 agosto non è vincolata alla predisposizione del decreto legge sulle concessioni demaniali disposto dalla legge Comunitaria 2010, bensì alla mancata risposta del Governo alla richiesta della categoria che rimane quella di ottenere l’esclusione delle imprese balneari dalle evidenze pubbliche così come previsto dalla direttiva comunitaria e quindi no alle aste”. Questa la risposta di Graziano Giannessivicepresidente vicario del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari – FIPE Confcommercio a seguito delle dichiarazioni del ministro del Turismo Piero Gnudi in occasione del ‘question time’ alla Camera.

Questo obiettivo - che il Sindacato continua a ribadire - può essere raggiunto attraverso l’applicazione della Direttiva Bolkestein che vincola l’esonero dalla Direttiva Servizi in presenza di disponibilità del patrimonio e di interessi generali. Sulla disponibilità del patrimonio possiamo affermare che ad oggi solo il 25% dei litorali italiani è affidato in concessione pertanto restano più di 5.000 km di costa a disposizione dei cittadini italiani ed europei che intendono avviare una azienda balneare. In ordine all’interesse generale, invece, gli attuali concessionari sono fiduciari dello Stato in quanto all’interno delle proprie imprese garantiscono l’ordine pubblico, l’assistenza a mare, il controllo e la difesa dell’ecosistema marino, il primo soccorso ecc. ecc.  e quindi servizi sociali a favore della collettività. Per quanto riguarda le assicurazioni del ministro in merito al decreto delega ed alla concertazione tra i ministeri competenti, è facile dedurre che si vuole far trovare la categoria – ma anche Regioni, Province e Comuni – di fronte al fatto compiuto anziché renderli partecipi e propositivi nei momenti preparatori della riforma sulle concessioni. “Confermiamo la chiusura degli ombrelloni – conclude Giannessi – a testimonianza della nostra insoddisfazione in ordine al mancato rispetto da parte del Governo degli impegni assunti nel corso dell’unico incontro, svoltosi oltre 4 mesi fa, concernenti l’intervento del ministro Moavero Milanesi a Bruxelles in tema di deroga e, non meno importante, la convocazione di un tavolo di confronto con la categoria sulle numerose problematiche che rendono sempre più gravosa la gestione delle imprese: dalla ridefinizione dei canoni demaniali all’IMU, fino all’IVA con aliquota doppia rispetto alle altre imprese turistiche. Vogliamo definire un programma in grado di rispondere anche all’attuale crisi economica che sta colpendo il nostro Paese, litorali compresi, con una diminuzione dei consumi in spiaggia che nelle prime settimane della stagione estiva si è attestata intorno al 30%”.

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Balneari: SIB, il 17 luglio riunione nazionale di tutte le sigle sindacali

dove inizia il mare

La prossima settimana sarà reso noto il calendario delle azioni di protesta su tutte le spiagge d’Italia.

“A partire dalla prossima settimana possiamo già prevedere un ulteriore aumento delle temperature, ma solo sui litorali italiani. Martedì 17 luglio, infatti, porteremo a Roma una serie di infuocate proposte alla riunione nazionale tra tutte le sigle sindacali degli imprenditori balneari” – ha affermato oggi Graziano Giannessi vicepresidente vicario del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari – al termine della giunta di presidenza.

SIB – Confcommercio, FIBA – Confesercenti, ASSOBALNEARI ITALIA – Confindustria e Balneatori – CNA, infatti, intendono definire un progetto nazionale condiviso che verrà reso operativo su tutti i litorali italiani al fine di convincere il governo ad un confronto con le categorie interessate in ogni momento che verrà speso per predisporre qualsiasi provvedimento legislativo attinente la riforma delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo.

“I 30.000 stabilimenti balneari italiani con 1.000.000 di addetti del comparto si stanno mobilitando per varare il calendario di manifestazioni per questa estate in spiaggia – conclude Giannessi – se non avremo risposte soddisfacenti, poi, siamo pronti a continuare anche nei mesi invernali nelle piazze delle grandi città”.

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