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Moda

Vogue Italia lancia campagna contro siti ‘pro anoressia’

'Vogue Italia' lancia una campagna contro i siti 'pro anoressia' attraverso il blog del direttore della rivista Franca Sozzani: ""Leggendo che oggi si incolpa Facebook come causa principale dell'anoressia e non ritenendo possibile che un social network da solo possa prendersi carico della diffusione di questo fenomeno, mi sono documentata - spiega - e ho trovato che ci sono migliaia di siti e blog pro-anoressia che non solo supportano questo male, ma spingono i giovani alla competizione sulla loro forma fisica".

"'Vogue Italia', che è il giornale per antonomasia che si occupa e promuove l'estetica, il visuale e il bello, ha deciso di utilizzare la sua autorità e il suo bacino di utenza sul web (oltre 1 milione di utenti unici al mese), per battersi per combattere l'anoressia e raccogliere le firme - prosegue - con l'obiettivo finale di far chiudere questi siti. La moda è sempre stata incolpata di essere una delle cause principali e questo impegno è invece la dimostrazione che la moda si mette in gioco in prima linea per combattere l'anoressia".(TMNews)

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Presentata a Parigi la collezione Couture di Worth

Worth è tornata a Parigi per presentare la sua prima collezione haute couture disegnata da Giovanni Bedin. La maison è stata fondata nel 1857 da Charles Frederick Worth, che diede così origine all'alta sartoria, ed è stata protagonista di recente di un rilancio in seguito all'acquisizione da parte dell'azienda britannica Dilesh Mehta, che ha deciso di sospendere la linea di lingerie Couture per dare vita ad una ristrutturazione globale. Sono otto gli abiti realizzati dal creativo vicentino per la Primavera/Estate 2010: ispirati alla tradizione del marchio, sono caratterizzati da una forte enfasi dei corpetti e dettagli lingerie, abbinati a vaporose gonne a tutu, e sono stati presentati lo scorso 26 gennaio presso il Salons France Amériques. "Quando Worth mi ha avvicinato per chiedermi di guidare la rinascita di questo pioneristico marchio di Haute Couture per mezzo di una collezione di lingerie alta moda, mi sono sentito privilegiato e molto eccitato - ha affermato Giovanni Bedin -. Oggi il confine tra lingerie e abbigliamento è molto sottile. I corsetti, capolavori di tecnologia artigianale, sono per me un collegamento ideale con il nome che è rimasto impresso nella storia della moda in quanto sinonimo di pezzi dedicati a donne d'eccezione". (MODAONLINE)

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Sei modelle fondano il gruppo ‘Curvy can’, formose si può

Miriam Bon, Aija Barzdina, Eleonora Finazzer, Valentina Fogliani, Elisa D'Ospina e Marina Ferrari sono le sei modelle che hanno creato il gruppo 'Curvy can', formose si può. "Ci siamo conosciute tra backstage, provini e sfilate. Poi ci è venuta l'idea di fondare un gruppo per bandire la magrezza a tutti i costi dalle passerelle della moda", racconta Miriam Bon al settimanale 'Gente. Le fa eco Valentina Fogliani: "Nel 2001 arrivai in finale a Miss Italia. Ma per essere in forma fui costretta a un dimagrimento drastico. Poi ho capito che potevo avere fortuna anche con le mie forme naturali".

Tutte sfilano e fanno servizi fotografici, sono modelle in carriera. Ma ora hanno deciso di partire con una campagna di sensibilizzazione in tutta Italia: "Abbiamo cominciato nelle scuole, incontrando le ragazze e spiegando loro che una vera bellezza è quella che nasce da un'alimentazione sana e completa. A fine mese saremo a Roma, Bologna e Catania per incontrare i ragazzi in pub, locali, discoteche". E poi la tv: "Stiamo studiando un format per Sky, un reality, cui parteciperanno ragazze robuste per sfondare nel mondo della moda".(TMNews)

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Elena Mirò: Curve d’Italia

Radio Web Italia

“È lei, uscita dalla copertina di un rotocalco…” cantava Fred Buscaglione nella canzone Sofisticata, nel ’59.

Ed è proprio alle copertine delle prime testate femminili, dal dopoguerra agli anni ’50, che bisogna guardare volendo tracciare un ritratto ideale della donna italiana.


Attraverso i volti delle prime dive e delle miss immortalate sulle loro pagine, l’Italia definisce il proprio immaginario femminile. Lo scopre per la prima volta e lo immortala per sempre, in tutta la generosità delle sue forme: Lucia Bosè, Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida e Sophia Loren.


La dolce vita, quella dell’Italia che vuole tornare a sognare e a riappropriarsi della gioia e del tempo libero, inizia proprio da qui. Tra le cronache dei concorsi di bellezza, dei fidanzamenti, dei matrimoni famosi, i rotocalchi fissano

nell’immaginario di una Italia nascente, dopo la guerra, un canone estetico a tutte curve, su cui sognare amori e dare forma alle trepidazioni.


L’Italia si scopre unita anche attraverso la nascita di nuovi luoghi della mondanità e non solo Via Veneto o Cinecittà. Sulle copertine dei giornali le curve delle dive immortalate dai paparazzi si stagliano su Taormina, sulla costiera amalfitana, su Venezia, dove il Festival è un appuntamento imperdibile.

E l’Italia diventa più vicina per tutti.


Per Elena Mirò quei volti e quelle curve rappresentano l’ideale di donna italiana. Un ideale non necessariamente delimitato in un periodo storico.

Una naturale eleganza mai separata da una prorompente vitalità e da una iconica silhouette che racconta un’Italia in movimento, ottimista, che si rimbocca le maniche, sogna e guarda al futuro.

Ieri come –più necessariamente che mai- oggi, come domani.


Queste copertine ci ricordano un ideale femminile senza tempo e per questo attuale, quello che Elena Mirò promuove con entusiasmo e convinzione da sempre, e ci ricordano che queste curve tengono da 150 anni uniti i sogni degli italiani.

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Helena Christensen nuovo volto di Caractère

Helena Christensen sarà il nuovo volto del brand Caractère a partire dalla stagione primavera-estate 2011.
La famosa top model incarna alla perfezione il ruolo di donna a cui Caractère si ispira: una donna contemporanea e cosmopolita, dalla femminilità raffinata ed elegante, alla ricerca di uno stile equilibrato ma distintivo. Con Helena Christensen, Caractère prosegue il percorso dedicato alle “testimonial di carattere” che ha visto negli anni il marchio rappresentato da personaggi d’eccezione come Inés Sastre, Carla Bruni, Esther Canadas e Valeria Mazza.

Il sodalizio tra il brand e la modella è stato documentato dal fotografo israeliano Guy Aroch, newyorkese d’adozione e internazionalmente riconosciuto per il proprio stile che unisce mondo fashion e lifestyle.

Nato a metà anni ’90, Caractère si è sviluppato a livello internazionale ed è oggi presente in 25 paesi tramite 30 negozi monomarca, decine di corner in department store e oltre 900 punti vendita multimarca.
Per la stagione primavera-estate 2011 Caractère presenta una collezione eclettica e dinamica, adatta a tutte le occasioni. Un caleidoscopio di colori, dai toni neutri sofisticati a quelli più accesi, interpretati con tessuti leggeri e preziosi, per un’estate glamour.

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Arriva il calendario “Umbrella Girls” 2011

Sono le ragazze ombrellino, o meglio le "Umbrella Girls". Sono loro che al via delle gare di MotoGp e Superbike affiancano i piloti alla partenza. E con la loro avvenenza sono divenute un motivo in più per rendere interessanti le gare di motociclismo. Adesso gli appassionati potranno averle come compagne per tutti i dodici mesi del 2011 grazie al calendario con le foto scattate da Piergiorgio Raffaelli.
Nel calendario, pubblicato in questi giorni e acquistabiliesul sito www.umbrellagirls.it, le ragazze sono ritratte in modo variopinto per sottolineare tutta la loro ironia e vezzosità. La figura della "Umbrella Girl" è nata nel 1988 quando Alessio Sundas, durante "The Look Of The Year" a Chianciano Terme, invitò le modelle di coprirsi, a causa di un improvviso temporale. Con lo zoom puntò due ragazze con l'ombrello in mano e l'immagine era così di grande effetto che da quel giorno le hostess e le modelle dovevano portare con loro un ombrello.

Da quel momento Sundas è riuscito ad veicolare le immagini delle Umbrella Girls nelle più importanti competizioni di MotoGp, SuperBike a Formula 1, da Valencia a Motegi, dal Mugello ad Imola. Fino alle competizioni internazionali di Laguna Seca in California. Le Umbrella Girls sono quindi divenute internazionali, presenti nelle maggiori dirette televisive.

I dodici scatti d’autore sono firmati dal bolognese Piergiorgio Raffaelli, il cui compito è stato quello creare la scenografia adatta per la vitalità entusiasta delle dodici statuarie bellezze, provenienti da altrettanti Paese, tra cui il Giappone, la Russia, gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia, la Cina e, naturalmente, l'Italia. Si va da una ragazza di profilo con body e short che stringe un ombrello nero bordato di rosso, a una girl che sorride come le pinup; da una allegria curiosa alla Betty Poop alla grinta di una amazzone con stivali rossi. Fino alla mondo rosa di una ragazza bionda.

Tgcom

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