clima – Radio Web Italia https://www.radiowebitalia.it Radio On-Line, Notizie Musicali, Cinema, Spettacolo e tanto altro Tue, 20 Feb 2018 10:22:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.3 Il Patto dei sindaci: le città in prima linea contro i cambiamenti climatici https://www.radiowebitalia.it/124647/tempo-deuropa/patto-dei-sindaci-le-citta-in-prima-linea-contro-i-cambiamenti-climatici.html Tue, 20 Feb 2018 10:22:40 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=124647 Giovedì 22 febbraio sindaci e sindache si incontrano al Parlamento europeo per discutere i progressi e i prossimi passi nella lotta al cambiamento climatico. Il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, un’iniziativa europea che unisce più di 7.700 città e paesi nell’obiettivo comune di ridurre le emissione di gas serra e reagire al …

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Giovedì 22 febbraio sindaci e sindache si incontrano al Parlamento europeo per discutere i progressi e i prossimi passi nella lotta al cambiamento climatico.

Il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, un’iniziativa europea che unisce più di 7.700 città e paesi nell’obiettivo comune di ridurre le emissione di gas serra e reagire al cambiamento climatico, festeggia i suoi primi dieci anni.

Grazie a dei piani di azione locali, migliaia di amministrazioni comunali stanno contribuendo a raggiungere l’obiettivo UE di ridurre le emissione di CO2 di almeno il 20% entro il 2020 e del 40% entro il 2030 (rispetto ai valori del 1990).

Ora questi rappresentanti locali si incontrano a Bruxelles al Parlamento europeo per discutere di come migliorare l’efficienza energetica degli edifici, dei trasporti e dell’illuminazione, di come usare al meglio le energie rinnovabili e di come adattarsi con successo ai cambiamenti climatici.

I sindaci e le sindache troveranno diverse personalità europee ad accoglierli: il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il Presidente del Comitato delle regioni Karl-Heinz Lambertz, il vice-Presidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, il Commissario per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete e il Commissario per la ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas.

Più del 70% degli europei vive in zone urbane. Alle zone urbane dobbiamo circa l’80% dell’energia usata nell’UE e l’80% delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Le città sono causa ma anche le prime vittime dei cambiamenti climatici, quando si trovano ad affrontare ondate di calore, inondazioni o precipitazioni di intensità estrema.

Gli sforzi dell’Europa per tagliare le emissioni di gas serra – Ci sono attualmente tre progetti di legge in discussione per il raggiungimento degli impegni presi dall’UE con gli accordi di Parigi sul clima. Uno è la revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, che si occupa delle emissioni dell’industria. Il secondo è il regolamento sulla condivisione degli sforzi (il cosiddetto “effort sharing”). Il terzo è la LULUFC, il regolamento sull’uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura.

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Ridurre le emissioni di gas serra: obiettivi nazionali per il 2030 https://www.radiowebitalia.it/124551/tempo-deuropa/ridurre-le-emissioni-di-gas-serra-obiettivi-nazionali-per-il-2030.html Sun, 18 Feb 2018 12:17:58 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=124551 Il regolamento sulla condivisione degli sforzi ha stabilito degli obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni di gas inquinanti per mantenere gli impegni degli accordi di Parigi. Cos’è la condivisione degli sforzi? – Per prevenire il cambiamento climatico, nell’ottobre 2014 i leader UE hanno adottato il Quadro 2030 per il clima e l’energia. Il quadro …

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Il regolamento sulla condivisione degli sforzi ha stabilito degli obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni di gas inquinanti per mantenere gli impegni degli accordi di Parigi.

Cos’è la condivisione degli sforzi? – Per prevenire il cambiamento climatico, nell’ottobre 2014 i leader UE hanno adottato il Quadro 2030 per il clima e l’energia. Il quadro include l’obiettivo vincolante della riduzione delle emissioni nell’UE di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2030.

In particolare la riduzione di emissioni nei settori quali i trasporti, l’agricoltura, gli edifici e i rifiuti deve essere del 30% rispetto al 2005, entro il 2030. Questi settori sono cruciali per la vita di un paese ma sono anche i più inquinanti: sono considerati responsabili del 60% delle emissioni totali (dati del 2014).

Questi obiettivi corrispondono all’impegno che l’UE ha dichiarato firmando gli accordi alla conferenza di Parigi sul clima.

Per fare in modo che tutti i paesi partecipino alla riduzione dell’inquinamento il regolamento sulla condivisione degli sforzi ha stabilito gli obiettivi paese per paese per il periodo 2013-2020.

Adesso gli europarlamentari stanno lavorando alla prossima iniziativa, quella che copre il periodo 2021-2030. Oltre ai possibili obiettivi la proposta include anche una valutazione dei progressi fatti.

Quali sono i nuovi obiettivi? – Non tutti i paesi hanno gli stessi obiettivi, perché non tutto i paesi hanno uguali capacità di raggiungerli nello stesso lasso di tempo. Gli obiettivi sono stati decisi usando come base il Prodotto interno Lordo (PIL) pro capite.

Sono stati decisi in modo tale da permettere una riduzione complessiva del 30%, come previsto dal Quadro 2030per il clima e l’energia.

La riduzione prevista per l’Italia è del 33% rispetto ai livelli del 2005.

La riduzione sarà graduale: un percorso verso una diminuzione costante è stato previsto.

Ecco tutte le riduzioni previste, paese per paese:

Stato Riduzione entro il 2030 (rispetto al 2005)
Lussemburgo -40%
Svezia -40%
Danimarca -39%
Finlandia -39%
Germania -38%
Francia -37%
Regno Unito -37%
Paesi Bassi -36%
Austria -36%
Belgio -35%
Italia -33%
Irlanda -30%
Spagna -26%
Cipro -24%
Malta -19%
Portogallo -17%
Grecia -16%
Slovenia -15%
Repubblica Ceca -14%
Estonia -13%
Slovacchia -12%
Lituania -9%
Polonia -7%
Croazia -7%
Ungheria -7%
Lettonia -6%
Romania -2%
Bulgaria 0%

La condivisione degli sforzi prevede una forma di flessibilità. Gli stati membri possono prendere i prestito e trasferire le quote consentite a un altro stato.

Nel caso in cui alcuni membri avessero difficoltà a raggiungere gli obiettivi fissati è prevista una riserva “di sicurezza” di 105 milioni di tonnellate di CO2, disponibile dal 2032. La riserva potrà essere usata per compensare eventuali mancanze, ma solo se l’obiettivo generale UE sarà raggiunto.

Altri elementi delle proposta del Parlamento europeo

Gli eurodeputati hanno anche stabilito un obiettivo a lungo termine, per il 2050. Questo obiettivo prevede una riduzione dell’80% rispetto ai valori del 1990. I paesi a reddito pro capite più basso saranno ricompensati in questa seconda fase con una maggiore flessibilità se avranno agito per la riduzione già prima del 2020.

La proposta verrà sottoposta al voto della plenaria ad Aprile 2018.

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Cambiamento climatico: quali sono gli obiettivi della COP23? https://www.radiowebitalia.it/120086/tempo-deuropa/cop23-vertice-sul-clima-bonn-germania.html Fri, 03 Nov 2017 09:53:01 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=120086 Il prossimo vertice sul clima, la COP23, si tiene a Bonn a novembre. Dopo l’accordo di Parigi, quali sono le sfide da affrontare? Una delegazione di 12 deputati guidata dalla presidente della Commissione Ambiente parteciperà alla conferenza che si tiene a Bonn, in Germania dal 14 al 17 novembre. “Non si prenderanno grandi decisioni, ma …

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Il prossimo vertice sul clima, la COP23, si tiene a Bonn a novembre. Dopo l’accordo di Parigi, quali sono le sfide da affrontare?

Una delegazione di 12 deputati guidata dalla presidente della Commissione Ambiente parteciperà alla conferenza che si tiene a Bonn, in Germania dal 14 al 17 novembre.

“Non si prenderanno grandi decisioni, ma è estremamente importante che dopo l’annuncio degli Stati Uniti di voler uscire dall’accordo di Parigi, il resto del mondo resti unito”, ha dichiarato Peter Liese, deputato tedesco del Partito popolare europeo. Nonostante la decisione dell’amministrazione Trump, Liese spera che sia possibile “persino fare un passo avanti, con partner come la Cina,il Canada, il Giappone e coinvolgere nuovamente gli USAuna volta che vi sarà un nuovo governo”.

Cos’è la COP23 e quali sono i suoi obiettivi – La COP23 è la ventitreesima conferenza della Convenzione delle Nazioni unite sul cambiamento climatico (UNFCCC). Il vertice si ripete regolarmente: l’accordo di Parigi, ad esempio, è stato siglato durante la COP21. La COP23 si terrà a Bonn, dove si trova il quartiere generale della UNFCCC. Sarà presieduta dal governo di Fiji: la presidenza infatti viene assunta dai paesi a rotazione.

L’obiettivo del vertice è quello di portare avanti la messa in atto dell’accordo di Parigi – In particolare, è importante definire delle linee guida su come le regole stabilite dall’accordo verranno messe in pratica, in tema di trasparenza, finanziamenti, tecnologia e miglioramento delle competenze.

Le linee guide dovrebbero poi essere approvate dalla COP24 che si terrà in Polonia.

I nodi da sciogliere alla COP23 di Bonn – Uno dei compiti delle parti riunite alla COP23 è quello di preparare il dialogo su come aggiornare i contributi nazionali per raggiungere gli obiettivi degli accordi di Parigi. Il ritiro annunciato degli Stati Uniti, che sono il secondo più grande produttore di gas serra, aggiunge incertezza alla possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’accordo di Parigi: cos’è e cosa significa – Si tratta del primo documento a essere stato sottoscritto dai rappresentanti delle maggiori potenze mondiali riguardo al clima ed è l’unico accordo universale e legalmente valido. Siglandolo, 195 paesi si sono impegnati a ridurre gli effetti del surriscaldamento globale. L’impegno è ambizioso: ridurre, dopo il 2020, in maniera progressiva, la temperatura del pianeta a livelli pre-industriali. Oggi, mediamente, la temperatura è di due gradi superiore.
In Europa, l’accordo è entrato in vigore il 4 novembre 2016, dopo il consenso del Parlamento europeo alla ratifica.

La delegazione del Parlamento europeo a Bonn – Il Commissario europeo per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete terrà costantemente informata la delegazione di europarlamentari. I deputati prenderanno parte alle discussioni preparatorie con i rappresentanti delle Nazioni unite, delle delegazioni nazionali, delle organizzazioni internazionali e della società civile.

Cosa fa il Parlamento per ridurre le emissioni – I deputati europei stanno lavorando alla riforma del Sistema di scambio delle quote di emissione UE (ETS), all’aumento degli incentivi all’innovazione nelle nuove tecnologie sostenibili e agli obiettivi nazionali per ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dai trasporti, dalle costruzione, dai rifiuti e dall’agricoltura. Nel pacchetto di lavori in corso ci sono anche le nuove misure per preservare e rafforzare la capacità delle foreste e dei terreni nell’UE per assorbire il biossido di carbonio in modo sostenibile.

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Siccità, sprechi e cambiamenti climatici mettono in ginocchio l’Italia https://www.radiowebitalia.it/115139/in-news/in-attualita/siccita-sprechi-e-cambiamenti-climatici-mettono-in-ginocchio-litalia.html Sun, 25 Jun 2017 09:57:59 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=115139 Secondo i dati disponibili più recenti in Italia, abbiamo una quantità di risorse idriche rinnovabili corrispondenti a circa 116 miliardi di metri cubi mentre i volumi di acqua effettivamente utilizzati sono stimati attorno ai 52 miliardi di metri cubi. Complessivamente utilizziamo oltre il 30% delle risorse rinnovabili d’acqua disponibili nel nostro paese: un dato ben …

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Secondo i dati disponibili più recenti in Italia, abbiamo una quantità di risorse idriche rinnovabili corrispondenti a circa 116 miliardi di metri cubi mentre i volumi di acqua effettivamente utilizzati sono stimati attorno ai 52 miliardi di metri cubi. Complessivamente utilizziamo oltre il 30% delle risorse rinnovabili d’acqua disponibili nel nostro paese: un dato ben superiore alla soglia del 20% indicata dall’obiettivo europeo (Europa efficiente nell’impiego delle risorse) e per questo, l’Italia è indicata dall’OCSE come paese soggetto a stress idrico medio-alto che, inoltre, presenta una forte disomogeneità rispetto alla distribuzione delle risorse idriche e al loro fabbisogno.

La situazione è poi aggravata dei cambiamenti climatici e dell’aumento delle temperature, che incidono sulla distribuzione e forma delle precipitazioni, sulla fusione delle riserve idriche come i ghiacciai, sull’evapotraspirazione, accelerando fenomeni come quello che sta subendo il nostro territorio.

Oggi l’estensione dei ghiacciai in Italia, come risulta dai dati del Comitato Glaciologico Nazionale, copre una superficie di 368 kmq e, rispetto alle rilevazioni condotte nel periodo 1959-1962 tale superficie risulta ridotta del 30% (159 kmq). Secondo i dati ISTAT sulle diverse tipologie di utilizzo della risorsa idrica, risulta che il prelievo dell’acqua potabile è in aumento (+6,6% rispetto all’inizio della serie storica di 13 anni) e ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi (il consumo medio giornaliero per abitante giunge a 228 litri).

Come indicato dal rapporto WWF “L’impronta idrica dell’Italia”, il calcolo dell’’impronta idrica totale della produzione in Italia ammonta a circa 70 miliardi di metri cubi di acqua l’anno. Ciò equivale a 3.353 litri pro capite al giorno. L’agricoltura è il settore economico più assetato d’Italia – così come in altri paesi del Mediterraneo – a differenza della maggior parte dei paesi europei e nordamericani, in cui i settori industriali ed economici sono quelli dominanti sotto il profilo dell’utilizzo idrico – ed è dovuto principalmente alle produzioni agricole (85%), che comprendono l’uso di acqua per la produzione di colture destinate all’alimentazione umana e al mangime per il bestiame (75%), per pascolo e allevamento (10%). Il restante 15% dell’impronta idrica della produzione è suddiviso tra produzione industriale (8%) e uso domestico (7%).

Per quanto riguarda l’impronta idrica totale dei consumi in Italia (l’acqua utilizzata per produrre beni e servizi) ammonta a 132 miliardi di metri cubi di acqua l’anno (6.309 litri pro capite al giorno). Il consumo di cibo (che include sia prodotti agricoli sia di origine animale) contribuisce all’89% dell’impronta idrica totale giornaliera degli italiani.

L’italia (con i suoi 62 miliardi di metri cubi annui) si classifica come terzo importatore netto di acqua virtuale al mondo dopo Giappone e Messico, e con la sua impronta idrica di 1.836 metri cubi pro capite annui, più alta della media mondiale (che è di 1.385 metri cubi pro capite annui) si colloca, in graduatoria, dopo Stati Uniti, Canada e Australia.

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Clima, accordo di Parigi: il Parlamento adotta nuovi limiti CO2 https://www.radiowebitalia.it/114727/tempo-deuropa/clima-accordo-di-parigi-parlamento-adotta-nuovi-limiti-co2.html Fri, 16 Jun 2017 08:33:30 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=114727 Il PE ha adottato mercoledì i nuovi obiettivi obbligatori di riduzione delle emissioni di gas serra, in linea con l’accordo di Parigi, dopo un dibattito sul ritiro degli Stati Uniti. Tali riduzioni consentiranno di raggiungere l’obiettivo generale dell’UE: un taglio del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. L’UE si impegna a effettuare …

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Il PE ha adottato mercoledì i nuovi obiettivi obbligatori di riduzione delle emissioni di gas serra, in linea con l’accordo di Parigi, dopo un dibattito sul ritiro degli Stati Uniti. Tali riduzioni consentiranno di raggiungere l’obiettivo generale dell’UE: un taglio del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. L’UE si impegna a effettuare questi tagli in linea con l’accordo di Parigi.

La legislazione ripartisce l’obiettivo UE in obiettivi vincolanti nazionali per i settori non coperti dal mercato UE del carbonio (ETS) quali l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che rappresentano il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione europea.

Ogni Stato membro dovrà seguire un percorso di riduzione delle emissioni, calcolato a partire da un punto di partenza nel 2018, anziché nel 2020 come proposto dalla Commissione, al fine di evitare un aumento delle emissioni nei primi anni o un rinvio delle riduzioni.

Per l’Italia, l’obiettivo è meno 33% sul 2030.
Analisi approfondita della proposta, compresi gli obiettivi di riduzione nazionali e la flessibilità massima annuale (EN)
Per garantire la prevedibilità a lungo termine, i deputati hanno anche fissato un obiettivo per il 2050 per un livello di emissioni inferiore dell’80% rispetto ai livelli del 2005.
Premiare le misure tempestive. I deputati hanno modificato la proposta inziale della Commissione per poter premiare gli Stati membri, con un PIL pro-capite inferiore alla media UE che hanno adottato o adotteranno prima del 2020 le misure necessarie, con una maggiore flessibilità durante la parte successiva del programma di riduzione.
Per aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi, il regolamento consente loro di “prendere in prestito” fino al 10% dell’indennità dell’anno successivo, riducendo così quella dell’anno in corso.

La relazione legislativa è stata approvata con 534 voti favorevoli, 88 contrari e 56 astensioni.

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Clima. Simona Bonafè: “Se decisioni Trump confermate in gioco il destino delle future generazioni” https://www.radiowebitalia.it/114001/tempo-deuropa/clima-simona-bonafe-se-decisioni-trump-confermate-in-gioco-il-destino-delle-future-generazioni.html Thu, 01 Jun 2017 07:44:39 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=114001 “Le indiscrezioni che arrivano dagli Stati Uniti sull´intenzione del Presidente Trump di mettere in discussione l´adesione agli accordi di Parigi ci allarma.” Così l’europarlamentare Pd, Simona Bonafè , della Commissione Ambiente del Parlamento europeo commenta le indiscrezioni trapelate sulla decisione di Donald Trump di lasciare Cop 21. “ Come Unione Europea- continua l’esponente democratica- siamo …

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“Le indiscrezioni che arrivano dagli Stati Uniti sull´intenzione del Presidente Trump di mettere in discussione l´adesione agli accordi di Parigi ci allarma.” Così l’europarlamentare Pd, Simona Bonafè , della Commissione Ambiente del Parlamento europeo commenta le indiscrezioni trapelate sulla decisione di Donald Trump di lasciare Cop 21. “ Come Unione Europea- continua l’esponente democratica- siamo da sempre in prima linea per la lotta ai cambiamenti climatici e in favore di una transizione ad una società a basse emissioni di CO2. Una battaglia che può essere affrontata e vinta solo con una solida strategia globale che coinvolga in primo luogo i principali emittori che, se occorre ricordarlo, sono Stati Uniti e Cina”.

“Le decisioni che Trump si accinge a prendere- ribadisce Simona Bonafé- mettono in gioco il destino delle future generazioni. Non dobbiamo dimenticare che le nuove tecnologie per contrastare il cambiamento climatico hanno creato centinaia di migliaia di posti di lavoro attraendo ingenti investimenti e favorendo la crescita economica. In questa fase dobbiamo fare tutto il possibile per lanciare ponti verso i cittadini, le imprese e gli Stati Americani che in questi anni hanno avuto la capacità e la determinazione di porsi all´avanguardia nello sviluppo sostenibile e che già in queste ore stanno facendo sentire la loro voce, a partire dalla chiara presa di posizione della leader democratica del Congresso, Nancy Pelosi. “

“La prossima settimana- conclude l’eurodeputata Pd- sarò a New York con una delegazione del Parlamento Europeo per partecipare ad una conferenza delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile. Sarà una preziosa occasione per confrontarmi con colleghi americani e stranieri sui possibili sviluppi di quanto é emerso in queste ore.”

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Clima: “467mila morti l’anno in Europa” https://www.radiowebitalia.it/103863/tempo-deuropa/clima-467mila-morti-lanno-in-europa.html Wed, 23 Nov 2016 12:30:54 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=103863 Nonostante la qualità dell’aria in Europa stia migliorando, l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana, abbassa la qualità della vita ed è la causa stimata di 467mila morti premature l’anno in tutto il continente. Sono i dati del Rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, pubblicato stamane dall’Agenzia europea per …

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Nonostante la qualità dell’aria in Europa stia migliorando, l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana, abbassa la qualità della vita ed è la causa stimata di 467mila morti premature l’anno in tutto il continente. Sono i dati del Rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, pubblicato stamane dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea). La pubblicazione è tempestiva, perché oggi a mezzogiorno a Strasburgo il Parlamento europeo voterà la direttiva che introduce nuovi limiti alle emissioni inquinanti per il periodo 2020-2030.

Lo studio presenta una panoramica aggiornata e l’analisi della qualità dell’aria in Europa per il periodo 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’UE sono stati esposti a particolato fine (PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

“E’ chiaro che i governi locali e regionali svolgono un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni” al problema, ha commentato il commissario europeo all’ambiente Karmenu Vella, auspicando per oggi un voto positivo del Parlamento europeo sui nuovi tetti alle emissioni inquinanti (Nec). Il commissario ha accennato alla necessità di “aiutare i diversi livelli di governo a lavorare meglio insieme” alludendo al fatto che a volte le istituzioni locali hanno strategie più ambiziose dei governi in tema di riduzione delle emissioni.

467mila morti premature in 41 Paesi europei nel 2013 – Nel 2014, si legge nel rapporto, circa l’85% della popolazione urbana dell’Ue è stata esposta alle polveri sottili Pm 2,5 a livelli considerati nocivi da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (oms). Il particolato più causare o aggravare malattie cardiovascolari, asma e cancro ai polmoni. In particolare, scrive l’agenzia, è stata proprio l’esposizione prolungata al Pm 2,5 ad aver causato circa 467mila morti premature in 41 Paesi europei nel 2013. All’interno dell’Ue i decessi hanno superato quota 430mila. L’impatto stimato dell’esposizione al biossido di azoto (NO2) e all’ozono troposferico (O3) è considerata invece responsabile rispettivamente di 71mila e 17mila morti premature in Europa.

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COP22: dopo la ratifica degli accordi di Parigi si passa dalla teoria alla pratica https://www.radiowebitalia.it/103241/tempo-deuropa/cop22-dopo-la-ratifica-degli-accordi-di-parigi-si-passa-dalla-teoria-alla-pratica.html Tue, 15 Nov 2016 10:33:44 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=103241 E’ iniziato ieri a Marrakech una settimana di negoziati per continuare la lotta globale contro i cambiamenti climatici. Il percorso è iniziato un anno fa con la firma dell’accordo di Parigi (COP21). In questo appuntamento, si discuterà delle modalità pratiche di attuazione delle politiche di contenimento del surriscaldamento globale. La questione è diventata ancora più attuale …

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E’ iniziato ieri a Marrakech una settimana di negoziati per continuare la lotta globale contro i cambiamenti climatici. Il percorso è iniziato un anno fa con la firma dell’accordo di Parigi (COP21). In questo appuntamento, si discuterà delle modalità pratiche di attuazione delle politiche di contenimento del surriscaldamento globale. La questione è diventata ancora più attuale dopo l’esito delle elezioni negli Stati Uniti. Il Parlamento europeo sarà presente con una delegazione di 12 parlamentari.

La delegazione del Parlamento europeo – Un gruppo di 12 parlamentari, guidati da Giovanni La Via (PPE, IT) parteciperà da oggi a venerdì alla Conferenza di Marrackech.

Il Commissario europeo per l’azione per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete informerà la delegazione al termine di ogni giornata di lavori. In più, i parlamentari prenderanno parte ai colloqui in programma con Organizzazioni non governative e rappresentanti dei vari stati extra europei.

COP21 – Nel precedente ciclo di incontri (COP21) svoltisi a Parigi lo scorso dicembre, 195 Paesi hanno siglato un accordo per ridurre gli effetti del surriscaldamento globale. Si tratta del primo documento a essere stato sottoscritto dai rappresentanti delle maggiori potenze mondiali riguardo al clima.
L’impegno è ambizioso: ridurre, dopo il 2020, in maniera progressiva, la temperatura del pianeta a livelli pre-industriali. Oggi, mediamente, siamo sopra di 2°C abbondanti.
In Europa, l’accordo è entrato in vigore pochi giorni fa, lo scorso 4 novembre 2016, dopo la ratifica del Parlamento.

COP22, ovvero come attuare COP21 – Nelle giornate di Marrakech, l’attenzione sarà puntata sull’elaborazione di piani nazionali per il rispetto dei vincoli imposti da COP21.

In primo luogo, gli Stati dovranno impegnarsi a essere chiari e trasparenti, fornendo dati e report sulla situazione locale in maniera comprensibile. In più, ogni azione messa in campo dai governi nazionali che hanno firmato l’accordo di Parigi dovrà essere tracciabile attraverso strumenti di report standard.

Ma non è tutto, l’obiettivo è anche quello di impegnare gli Stati a fare qualcosa prima del 2020, anno in cui inizieranno i vincoli imposti dall’accordo COP21.

Per concludere, si presterà attenzione ai Paesi in via di sviluppo che saranno sostenuti con finanziamenti e trasferimento di know how tecnologico per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

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Clima: il 2016 l’anno più caldo della storia https://www.radiowebitalia.it/103178/in-news/in-attualita/clima-il-2016-lanno-piu-caldo-della-storia.html Mon, 14 Nov 2016 13:32:31 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=103178 L’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite, la WMO, ha reso noto stamani che il 2016 è sulla strada per diventare l’anno più caldo della storia del pianeta. Gia’ il 2015 era stato l’anno piu’ caldo di sempre. Secondo la WMO, la temperatura globale nel 2016 è di 1,2 gradi superiore ai livelli pre-industriali. Il fenomeno del …

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L’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite, la WMO, ha reso noto stamani che il 2016 è sulla strada per diventare l’anno più caldo della storia del pianeta. Gia’ il 2015 era stato l’anno piu’ caldo di sempre. Secondo la WMO, la temperatura globale nel 2016 è di 1,2 gradi superiore ai livelli pre-industriali. Il fenomeno del Nino ha contribuito a questo risultato, ma la causa principale secondo l’agenzia rimangono i gas serra prodotti dall’attività umana.

Oltre 190 paesi sono riuniti a Marrakech per cercare di procedere nell’attuazione dell’accordo di Parigi sigillato lo scorso anno con lo scopo di limitare il riscaldamento globale sotto i 2 ° C. Al di là di questa soglia, secondo i climatologi sarà estremamente difficile adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici in molte aree del mondo. “Un altro anno. Un altro record – ha commentato il segretario generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, Petteri Taalas -. Le alte temperature che abbiamo visto nel 2015 si avviano ad essere superate nel 2016. Il calore supplementare del potente Nino è sparito. Il caldo dal riscaldamento globale continuerà”.

“In parti della Russia Artica, le temperature sono dai 6 ai 7 gradi sopra la media di lungo periodo – ha aggiunto Talaas -. Molte altre regioni artiche e sub-artiche in Russia, Alaska e nel nordovest del Candada erano almeno 3 gradi sopra la media. Eravamo abituati a misurare le temperature da record in frazioni di gradi, ma questa è un’altra cosa”. Per Talaas “a causa del cambiamento climatico, la frequenza e l’impatto degli eventi estremi sono aumentati. Le ondate di calore e le inondazioni che una volta avvenivano una volta a generazione, stanno diventando più regolari. L’aumento del livello dei mari ha aumentato l’esposizione alle tempeste associate ai cicloni tropicali”.

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Clima: Ue ratifica accordo di Parigi https://www.radiowebitalia.it/100314/tempo-deuropa/clima-ue-ratifica-accordo-di-parigi.html Tue, 04 Oct 2016 13:10:59 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=100314 La plenaria del Parlamento europeo ha ratificato, quasi all’unanimità, l’accordo di Parigi sul clima con 610 voti a favore, 31 contrari e 38 astenuti. “I vostri paesi hanno riconosciuto la importanza della minaccia e si mostrano pronti a questo passo storico per l’economia e per una società più sana”. Così il segretario generale Onu Ban …

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La plenaria del Parlamento europeo ha ratificato, quasi all’unanimità, l’accordo di Parigi sul clima con 610 voti a favore, 31 contrari e 38 astenuti. “I vostri paesi hanno riconosciuto la importanza della minaccia e si mostrano pronti a questo passo storico per l’economia e per una società più sana”. Così il segretario generale Onu Ban Ki-moon, nel suo intervento in plenaria “Abbiamo dimostrato leadership e dato prova che, insieme, l’Ue porta risultati concreti”, ha detto Juncker. Sono 62 i Paesi ad aver ratificato l’accordo.

 

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