Teatro Argentina – Radio Web Italia https://www.radiowebitalia.it Radio On-Line, Notizie Musicali, Cinema, Spettacolo e tanto altro Mon, 26 Oct 2020 09:54:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.6.2 Luce sull’archeologia: nuovo ciclo di incontri al Teatro Argentina di Roma https://www.radiowebitalia.it/132375/in-news/in-cultura/luce-sullarcheologia-nuovo-ciclo-di-incontri-al-teatro-argentina-di-roma.html Thu, 17 Jan 2019 08:35:18 +0000 https://www.radiowebitalia.it/?p=132375 Torna al Teatro Argentina Luce sull’archeologia. Dopo il successo delle passate edizioni, il Teatro di Roma offre al suo pubblico un viaggio nel patrimonio storico, archeologico e monumentale di Roma con sette incontri (fino al 7 aprile la domenica mattina alle 11) che raccontano i secoli di storia nascosti nella Capitale, attraverso parole, testimonianze e …

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Torna al Teatro Argentina Luce sull’archeologia. Dopo il successo delle passate edizioni, il Teatro di Roma offre al suo pubblico un viaggio nel patrimonio storico, archeologico e monumentale di Roma con sette incontri (fino al 7 aprile la domenica mattina alle 11) che raccontano i secoli di storia nascosti nella Capitale, attraverso parole, testimonianze e immagini. Il tema di questa quinta edizione è: ROMAVERSOL’EUROPA. L’Impero Romano all’origine culturale e civile del Continente.

Storici, archeologi e studiosi d’arte, fra cui Claudio Strinati, moderati dal professor Massimiliano Ghilardi, si confronteranno col pubblico sul terreno di una passione comune, quella per la civiltà romana e lo sviluppo delle arti, riportando il teatro alla sua vera essenza e restituendogli il suo ruolo di incontro e condivisione.

Una agorà civile in cui i cittadini possano ritrovarsi e condividere pensieri e opinioni sulla storia romana e sui risvolti che la creazione di un nuovo modello sociale e culturale ha prodotto nei secoli, trasformando territori e popoli in una communis patria.

Dopo il primo appuntamento dal titolo Roma e l’Europa, che ha affrontato il tema dell’Europa dei Romani all’ombra del mito della fanciulla rapita da Zeus, ecco in calendario Roma sotto le Alpi.

Un excursus con le parole degli esperti sulla conquista e la romanizzazione della Gallia Cisalpina (III-I sec. a.C.), splendori e vita nelle città romane come Milano, Aquileia, Bologna, Pavia, Padova e Verona. E poi rapporti fra Roma e la Germania e le rappresentazioni delle guerre romane nella pittura rinascimentale.

Programma degli incontri

27 gennaio Roma sotto le Alpi con Gino Bandelli, Paolo Sommella, Valerio Massimo Manfredi e Claudio Strinati

3 febbraio Nemici di Roma con Renato Oniga, Silvia Orlandi, Annalisa Lo Monaco e Claudio Strinati

10 febbraio I Cesari, Roma e la Gallia con Luciano Canfora, Domenico Palombi, Alessandro Pagliara e Claudio Strinati

3 marzo L’ultima frontiera: la Britannia con Sergio Rinaldi Tufi, Massimiliano Ghilardi e Claudio Strinati

24 marzo L’eredità di Roma con Alessandro Barbero, Alessandro Viscogliosi e Claudio Strinati

7 aprile La Lucania Romana. Omaggio a Matera Capitale Europea della Cultura 2019 con Antonio Calbi, Maria Luisa Marchi, Antonio Marchetta e Claudio Strinati

Roma oltre ROMA è realizzata dal Teatro di Roma in collaborazione con Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Istituto Nazionale di Studi Romani, il mensile di archeologia Archeo, Dialogues.

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Short Theatre 2018 “Provocare realtà”: dal 5 al 15 settembre a Roma https://www.radiowebitalia.it/129152/teatro/short-theatre-2018-provocare-realta-dal-5-al-15-settembre-a-roma.html Tue, 31 Jul 2018 15:50:20 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=129152 Con 6 prime assolute, 9 prime nazionali, 2 produzioni originali, 4 co-produzioni, 2 progetti in residenza, 9 laboratori e 2 progetti site-specific, torna a Roma dal 5 al 15 settembre Short Theatre, uno dei più importanti appuntamenti sul piano internazionale con le performing arts e la creazione contemporanea, giunto alla sua XIII edizione. In 10 …

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Con 6 prime assolute, 9 prime nazionali, 2 produzioni originali, 4 co-produzioni, 2 progetti in residenza, 9 laboratori e 2 progetti site-specific, torna a Roma dal 5 al 15 settembre Short Theatre, uno dei più importanti appuntamenti sul piano internazionale con le performing arts e la creazione contemporanea, giunto alla sua XIII edizione. In 10 giorni, fra La Pelanda, il Teatro Argentina, il Teatro India, le Biblioteche di Roma e alcuni spazi urbani, le creazioni di 55 fra artisti, gruppi e compagnie nazionali e internazionali con oltre 250 artisti presenti per un totale di 120 appuntamenti e uno spazio, decisamente ampio, dedicato alla formazione. Un programma multidisciplinare che spazia dal teatro alla danza, dalla performance alle installazioni audio-video, dai concerti ai dj set e che si apre a progetti “fuori formato”, dispositivi multimediali, incontri, workshop e alcune importanti novità come il focus Panorama Roma, la programmazione musicale di Controra e la sezione Tempo Libero dedicata ai laboratori e ai percorsi formativi. Non un semplice festival ma una preziosa occasione di incontro fra artisti, pubblico, critici e operatori che creano ogni anno una vera e propria comunità e attivano un sistema di relazioni virtuose.

Short Theatre 2018 è ideato e organizzato da AREA06 con la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, la direzione generale e co-curatela di Francesca Corona, è realizzato con il sostegno di MiBAC e Regione Lazio, con il patrocinio di Roma Capitale ed è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Azienda Speciale Palaexpo. Si svolge in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale e con il supporto di Institut Français Italia, Istituto Svizzero Roma, Accademia di Spagna Roma, Istituto Cervantes Roma, Instituto Camões, Accademia di Romania, Istituto Confucio dell’Università Sapienza di Roma.

“Provocare Realtà” è il titolo di questa edizione: più che un tema definito e imposto, una chiave con la quale invitare il pubblico a leggere tra le righe del programma, ritrovandone le tematiche e le sfumature di senso. “Provocare realtà” esprime la rinnovata volontà del festival di accogliere al suo interno percorsi artistici che sappiano interrogare il reale e il suo racconto, osservandone i meccanismi, mettendone in discussione le rappresentazioni, ponendo l’accento sulla capacità che i linguaggi del contemporaneo hanno nel generare delle “nuove oggettività”. A quali storie non stiamo prestando attenzione? Quali le forze che premono a cui non stiamo dando parola? Modificare la realtà attraverso la scena, riscrivere la narrazione del futuro, rivedere la relazione con gli spazi urbani, riflettere sul corpo e sulle sue implicazioni politiche e sociali sono le traiettorie principali attraverso le quali si può provare a rispondere a queste domande.

Fra gli appuntamenti principali di questa edizione, l’anteprima il 5 settembre al Teatro India con Tiago Rodrigues che presenterà in prima assoluta l’esito finale dell’École des maitres 2018 e, nei 2 giorni successivi, 6 e 7 settembre alla Pelanda in prima nazionale, Antonio e Cleopatra, spettacolo che ha segnato l’edizione 2016 del Festival d’Avignone. Attore, regista, produttore e direttore del Teatro Nacional D. Maria II di Lisbona, Rodrigues mette in scena una riflessione su amore e politica fra echi shakesperiani e ricordi del colossal hollywoodiano di Joseph L. Mankiewicz con Liz Taylor e Richard Burton. Tiago Rodrigues terrà anche una masterclass gratuita e aperta al pubblico il 7 settembre alla Pelanda. Doppia replica anche per Gala di Jérôme Bel in prima nazionale il 9 e 10 settembre al Teatro Argentina: dopo aver coinvolto nei 2 precedenti spettacoli i disabili mentali e il pubblico comune, il coreografo francese torna a sovvertire le gerarchie costruendo uno spettacolo di danza che coinvolge chi normalmente è escluso dal dispositivo dello spettacolo dal vivo istituzionalizzato, ovvero dilettanti e corpi non conformi. Gala è presentato in co-realizzazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale – nell’ambito di Grandi Pianure – Gli spazi sconfinati della danza contemporanea, la rassegna che lo Stabile capitolino dedica alla coreografia contemporanea a cura di Michele Di Stefano – e nell’ambito de La Francia in scena, la stagione artistica dell’Institut français Italia e dell’Ambasciata di Francia in Italia. La collaborazione di Short Theatre con La Francia in scena prosegue con un’altra prima nazionale: il 15 settembre alla Pelanda la coreografa, danzatrice e ricercatrice di origini brasiliane Ana Pi, con Le tour du monde des danses urbaines en dix villes accompagnerà il pubblico attraverso 10 città del mondo in una conferenza-spettacolo concepita con Cecilia Bengolea e François Chaignaud, rivolta a un pubblico di adulti e bambini a partire dagli 8 anni, che ripercorre i diversi stili di danza urbana, mettendo in relazione la costruzione dei corpi e delle identità urbane con i movimenti politici e le lotte sociali. La realtà indagata attraverso la danza è la prospettiva dentro la quale si inserisce anche Hope Hunt (and the ascension of Lazarus) della coreografa di Belfast Oona Doherty, in scena il 7 e l’8 settembre. Inoltre, Markus Öhrn – artista svedese di base a Berlino, restituisce un inconsueto sguardo sul colonialismo e sulla diversità nelle prospettive culturali con Bergman in Uganda, un’installazione dal doppio punto di vista, che seziona la borghesia bianca narrata da Bergman nel film Persona del ’66 attraverso la voce del veejay che accompagna le proiezioni dei classici del cinema nelle baraccopoli in Uganda, sempre il 7 e 8 settembre alla Pelanda.

In co-realizzazione con Romaeuropa è invece The Quiet Volume, la performance, che unisce ascolto e letteratura, di Ant Hampton e Tim Etchells (fondatore della compagnia Forced Entertainment) che dal 10 al 15 settembre, per essere poi ripresa dal 20 al 29 settembre al Romaeuropa Festival 2018, sarà ospitata in alcune biblioteche romane: al centro della performance riservata a 2 spettatori per volta, la lettura come gesto intimo e quotidiano. Fra arti visive, performance e letteratura si muove anche la belga Sarah Vanhee, rivelazione delle ultime edizioni del Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles. In Oblivion, in prima nazionale il 14 e 15 settembre alla Pelanda, la Vanhee mette in scena una sorta di “negativo” della propria vita privata e professionale, attraverso l’archiviazione dei rifiuti che l’artista stessa ha conservato per un anno. Questo tentativo di riscrivere la realtà investe anche i drammi attuali come nel caso di The Art of a Culture of Hope, progetto ad ampio respiro del duo Jessica Huber e James Leadbitter (The Vacuum Cleaner), che intende rigenerare gli immaginari del futuro. In collaborazione con Baobab. Experience, i 2 artisti svolgeranno un laboratorio con un gruppo di richiedenti asilo nel tentativo di scrivere una nuova narrazione rispetto a una questione dominata oggi da paura e rassegnazione. L’esito verrà presentato l’11 settembre alla Pelanda in prima nazionale.

Frutto di una residenza artistica e produzione originale di Short Theatre sono i 2 progetti presentati in prima assoluta il 13 e 14 settembre alla Pelanda da Bogdan Georgescu e Mihaela Michailov, 2 autori rumeni selezionati nell’ambito di Fabulamundi – Playwriting Europe: il primo lavora sull’influenza che i media italiani hanno esercitato nell’immaginario dei cittadini rumeni mentre la Michailov si concentra sulle testimonianze di alcune donne rumene che vivono a Roma. Prima assoluta è anche Combattimento, la nuova creazione dei Muta Imago che debutta il 13 e 14 settembre alla Pelanda: esplorazione dei concetti di amore e desiderio ispirata dalla musica di Monteverdi e sviluppata attraverso il filtro del corteggiamento nel mondo animale. Ancora alla Pelanda e sempre in prima assoluta, dall’11 al 15 settembre si potrà assistere a Leave The Kids Alone, installazione/performance dedicata al delicato tema del bullismo firmata da VicoQuartoMazzini, compagnia vincitrice del bando di PAV, Short Theatre e Teatro i nell’ambito di Fabulamundi – Playwriting Europe.

Proseguendo fra prime assolute e prime nazionali, l’installazione Little Fun Palace della compagnia OHT, in residenza a Short così come Bad Peace, artefici di un concerto e di un progetto radiofonico fuori formato ispirato al “bed in” di John Lennon e Yoko Ono; la performance In between of what is no longer and what is not yet dello spagnolo Juan Dominguez; e quella di Claudio Stellato, 7, frutto del progetto di cooperazione europea SOURCE che vede coinvolti il Théâtre National di Bruxelles, il Festival di Avignone e il Trafo di Budapest; e i progetti site specific che raccontano gli spazi urbani (L’uomo che cammina di DOM-, una produzione di PAV nell’ambito dell’Estate Romana, e The End del collettivo milanese Strasse), fino ad arrivare all’opera di live expanded cinema Sanctuary di Carlos Casas, alla Pelanda in prima nazionale il 12 e 13 settembre. Artista visivo e filmaker spagnolo, Casas conduce lo spettatore in un viaggio onirico che segue attraverso le immagini e il suono – curato da uno dei più grandi sound designer e sound recorder internazionali Chris Watson – il destino di un gruppo di elefanti.

A completare il quadro di una programmazione così densa, le creazioni fra danza, teatro e performance di alcune delle realtà più importanti del panorama italiano come Annamaria Ajmone e Alberto Ricca Bienoise (To Be Banned from Rome), Babilonia Teatri (Calcinculo), Claudia Castellucci e Chiara Guidi (Il regno profondo. Perché sei qui?), Claudia Catarzi (A Set of Timings), Filippo Michelangelo Ceredi (Between Me and P.), Fortebraccio Teatro (Sei. E dunque perché si fa meraviglia di noi?), Jacopo Jenna (If, If, If, Then), Sotterraneo (Overload).

Saranno i Ninos du Brasil insieme a Carlos Casas (live visual) invece a inaugurare il 6 settembre Controra, la programmazione musicale di Short Theatre 2018. In programma anche Gegen, storica serata dell’underground berlinese in collaborazione con il Festival di Santarcangelo, il concerto del duo pop-wave franco-israeliano Winter Family (nell’ambito della Francia in scena), il live set della taiwanese Jing, prima anticipazione del progetto Soniche – le signore dell’elettronica che prenderà il via la prossima primavera, il dj set della producer londinese Debonair in collaborazione con Spring Attitude, la serata – fra musica e letteratura – dedicata all’arab futurism realizzata in collaborazione con Nero e i dj set di Lady Maru, St. Robot, Ubi Broki del collettivo Strasse e Martina Ruggeri ed Erika Z. Galli della compagnia Industria Indipendente.

Fra le novità di questa edizione, le sessioni di lavoro di Panorama Roma. Nell’ottica di un consolidamento del dialogo fra i protagonisti della scena romana, artisti e autori come Alessandra Di Lernia, Federica Santoro, Giorgina Pi, Industria Indipendente, Artisti Innocenti, Timpano/Frosini, Salvo Lombardo, Dynamis si confronteranno il 9 settembre sulle rispettive ricerche a partire dai materiali di lavoro delle loro nuove creazioni.

Infine, si svolgeranno al Teatro India i laboratori di Giorgia Ohanesian Nardin, Hugo Sanchez, Teatro e Critica, Da.Re, Modulo Arti – Master in studi di genere dell’Università di Roma3 e Dominio Pubblico Summer Moving 2018, a ribadire l’importanza della formazione nel complesso ambito dei linguaggi del contemporaneo.

ANA PI/CECILIA BENGOLEA/FRANCOIS CHAIGNAUD • ANNAMARIA AJMONE/ALBERTO RICCA_BIENOISE • ANT HAMPTON/TIM ETCHELLS • BABILONIA TEATRI • BAD PEACE/FANFULLA 5a • BOGDAN GEORGESCU • CARLOS CASAS • CLAUDIA CASTELLUCCI/CHIARA GUIDI • CLAUDIA CATARZI • CLAUDIO STELLATO • DOM- • ÉCOLE DES MAITRES • FILIPPO MICHELANGELO CEREDI • FORTEBRACCIO TEATRO • GEGEN • GIORGIA OHANESIAN NARDIN • JACOPO JENNA • JEROME BEL • JESSICA HUBER&JAMES LEADBITTER • JING • JUAN DOMINGUEZ • LADY MARU/ST.ROBOT • MARKUS ÖHRN • MIHAELA MICHAILOV • MUTA IMAGO • NINOS DU BRASIL • OHT • OONA DOHERTY • PANORAMA ROMA • TEATRO DELLE ALBE • SARAH VANHEE • SOTTERANEO • DEBONAIR • STRASSE • TIAGO RODRIGUES • TROPICANTESIMO • UBI BROKI/INDUSTRIA INDIPENDENTE • VICOQUARTOMAZZINI • WINTER FAMILY

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Luce sull’archeologia 2018: sette incontri al Teatro Argentina su Roma e il Mediterraneo https://www.radiowebitalia.it/122496/in-news/in-cultura/luce-sul-archeologia-2018-teatro-argentina-roma.html Fri, 05 Jan 2018 10:42:22 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=122496 Dopo il grande successo delle scorse stagioni, tornano al Teatro Argentina gli appuntamenti domenicali di Luce sull’archeologia, giunta alla sua IV edizione. Sette incontri – sempre alle 11 del mattino – da gennaio a maggio (14 gennaio, 4 e 18 febbraio, 8 – 15 – 22 aprile, 13 maggio) per un viaggio di parole, testimonianze …

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Dopo il grande successo delle scorse stagioni, tornano al Teatro Argentina gli appuntamenti domenicali di Luce sull’archeologia, giunta alla sua IV edizione. Sette incontri – sempre alle 11 del mattino – da gennaio a maggio (14 gennaio, 4 e 18 febbraio, 8 – 15 – 22 aprile, 13 maggio) per un viaggio di parole, testimonianze e immagini che indagano le relazioni fra Roma e il Mediterraneo.

Il Mediterraneo è un crocevia antichissimo dove persone, merci, idee e diverse forme dell’estetica hanno generato la diffusione di civiltà, culti e costumi. Nella metà del II secolo a.C. Roma dominava questo mare e tutti i territori di quest’area sono passati sotto la sua autorità, favorendo l’assimilazione giuridica, linguistica e l’ellenizzazione della cultura romana.

A guidarci in questi antichi percorsi, densi di eventi e di grandi personaggi, saranno gli interventi di storici dell’arte, studiosi ed esperti, introdotti e presentati da Massimiliano Ghilardi, direttore Associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e Segretario Generale dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia Storia e Storia dell’Arte in Roma. Prima di ogni intervento iniziale, Anteprime dal passato, notizie su ritrovamenti, scoperte e mostre, a Roma e non solo, a cura di Andreas M. Steiner, direttore dei mensili Archeo e Medioevo. Mentre, lo storico dell’arte, Claudio Strinati, con Racconti d’Arte porterà il suo contributo negli incontri del 14 gennaio, 18 febbraio, 15 aprile.

Si comincia con i miti sulle origini di Roma, raccontando il viaggio di Enea, che dalla Troade raggiunge i lidi laziali e – passando dall’esplorazione delle grandi città portuali dell’Italia antica al viaggio di Annibale, dal lusso orientale alla conquista dell’Egitto e al ritratto dei popoli del Mediterraneo – si chiude con Matera lucana tra greci e romani, un omaggio a Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Info: Teatro di Roma – Largo di Torre Argentina

Biglietteria: tel. 06.684.000.311/314 – www.teatrodiroma.net

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Al Teatro Argentina di Roma “Re Lear” con Ennio Fantastichini https://www.radiowebitalia.it/120762/teatro/ennio-fantastichini-in-re-lear-teatro-argentina-di-roma.html Thu, 30 Nov 2017 06:04:25 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=120762 Giorgio Barberio Corsetti incontra William Shakespeare nella tragedia del potere, tra vanità, adulazioni, perfidie, crudeltà, portando sulla scena temi di grande attualità in una combinazione inedita di linguaggi e visioni, con protagonista Ennio Fantastichini. Dal 21 novembre al 10 dicembre al Teatro Argentina di Roma, in prima nazionale, debutta RE LEAR, un racconto epico dove …

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Giorgio Barberio Corsetti incontra William Shakespeare nella tragedia del potere, tra vanità, adulazioni, perfidie, crudeltà, portando sulla scena temi di grande attualità in una combinazione inedita di linguaggi e visioni, con protagonista Ennio Fantastichini. Dal 21 novembre al 10 dicembre al Teatro Argentina di Roma, in prima nazionale, debutta RE LEAR, un racconto epico dove i padri fraintendono i figli e i figli tradiscono i padri, nuova produzione del Teatro di Roma in sinergia con il Biondo di Palermo.

Così l’innovatore del teatro contemporaneo si immerge nella scrittura del bardo per costruire, con un linguaggio attualissimo che coinvolge il pubblico, un ponte tra presente e futuro in un’inedita, appassionata, visione per la scena. Seguendo il suo percorso di sperimentazione, che contempla l’impiego di nuove tecnologie e la drammaturgia itinerante, Corsetti compone una sinfonia infernale che ha principio nella prova d’amore esatta da un Re alle sue tre figlie e culmina, in un crescendo di caos, nella distruzione di un regno in cui i pochi superstiti sono chiamati a confrontarsi con la possibilità di ricostruire un futuro possibile.

Il tempo di questo Lear è adesso. Un tempo dove un Re si spoglia del potere nel tentativo disperato di vivere senza responsabilità. Un tradimento della fondamentale dimensione politica alla conquista di una estasi individuale, mentre il mondo privato e pubblico intorno a sé implode: «Lear avviene adesso, nei nostri giorni, in un mondo fluttuante, dove l’economia e la finanza ci spingono da una crisi all’altra, portandoci con loro. È la storia del potere della successione, di padri e figlie, figli e padri. Lear vuole ritrovare la giovinezza perduta, abbandonare le cure del regno, il peso delle responsabilità, poter vagare con i suoi cavalieri da un palazzo all’altro, fare bagordi e occuparsi solo del proprio piacere; per combattere la solitudine e l’approssimarsi della fine si porta dietro un seguito colorato e chiassoso, di dubbia moralità. Questo seguito è rappresentato dal pubblico che fin dall’inizio viene chiamato in causa – racconta Giorgio Barberio Corsetti – Lear vuole essere amato, perché pensa che il sentimento delle figlie sia una garanzia, un investimento che gli permetterà di vivere spensierato una seconda giovinezza. Vuole essere amato perché sta dando via il potere … in realtà si sta alleggerendo per volar via liberi e il potere si diffonderà come una malattia contagiando tutti. È una favola ed è una tragedia di padri e figli. Lear e le sue figlie, Gloucester ed i suoi figli. I padri fraintendono i figli, i figli tradiscono i padri. Oppure li salvano fino ad arrivare alla follia di Lear e alla cecità di Gloucester, il buio degli occhi e il buio della mente. E troviamo il re pazzo con Tom, Edgar, finto pazzo, e il matto, pazzo di professione. Lear con il figlio del cieco, che si è fatto accecare per Lear. Una proprietà transitiva della tragedia che scivola tra padri e figli. Le situazioni, i luoghi sono simbolici, come arcani maggiori dei Tarocchi, la torre, la tempesta, la capanna. La superficie del racconto è tagliata a colpi netti, come una tela di Fontana».

Composta tra la primavera del 1605 e l’autunno del 1606, Re Lear è un’opera intrisa da una cieca volontà di potere, in cui Shakespeare confida nella speranza che le nuove generazioni possano riscattare il mondo di corruzione e morte che hanno ereditato dai padri. “Una tragedia di padri e figli”, dove si scontrano paternità ed eredità, trasmissione e usurpazione, il passaggio del potere nei suoi più atroci termini essenziali: «Lear ha un carattere violento, rabbioso, che si sfracella contro le porte chiuse dalle figlie. Cordelia è come il padre, non vuol dire fandonie, odia le smancerie, non capisce l’adulazione, diretta e ombrosa. I personaggi si stagliano contro un cielo fosco con tutti i loro difetti e le loro qualità, caratteri che possono solo essere tirati allo spasimo, alle estreme conseguenze. La fedeltà, la lealtà, oppure il tradimento, la doppiezza, sono scolpite nelle figure come la trama stessa della materia in cui sono forgiate. Ancora una volta è una scrittura materica».

Nel corso dello spettacolo il paesaggio si deforma, dalla favola si passa all’incubo, un viaggio verso le tenebre: «chi non ha saputo vedere diventa cieco, chi non ha capito perde la mente, chi ha tradito sprofonda nel tradimento, chi è puro viene trucidato». Così Barberio Corsetti immagina il suo spettacolo diviso in tre parti come il regno di Lear: il dramma delle due famiglie, Lear e Gloucester, fatto di interni in cui il pubblico avrà un ruolo attivo; la tempesta, la fuga, la follia, la natura che si confonde con la mente, tempeste e abissi sono momenti e luoghi fisici e interiori, reali e allucinati, qui la scena perde i contorni della realtà; la guerra che arriva come una battaglia di soldatini, in cui un re dovrebbe essere salvato dalla figlia che ha cacciato, ma perde lasciando al potere la necessità di ricostituirsi intorno ad un nuovo personaggio, «una guerra persa, una disfatta della ragione e del diritto, fino alla morte del Re e della figlia, e la necessità del potere di trovare un nuovo personaggio intorno a cui raggrumarsi».

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Premio Nazionale Elio Pagliarani 2017: lunedì 6 novembre al Teatro Argentina di Roma https://www.radiowebitalia.it/120059/in-news/in-cultura/premio-nazionale-elio-pagliarani-2017-teatro-argentina-roma.html Thu, 02 Nov 2017 10:40:04 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=120059 Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, che ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica, giunto alla sua terza edizione, verrà assegnato lunedì 6 novembre, ore 18.00, nella sala Squarzina del Teatro Argentina. Il Premio è …

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Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, che ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica, giunto alla sua terza edizione, verrà assegnato lunedì 6 novembre, ore 18.00, nella sala Squarzina del Teatro Argentina. Il Premio è articolato nelle sezioni Poesia edita, Poesia inedita e Premio alla carriera.

Per la sezione Poesia edita, le raccolte finaliste dell’edizione 2017 del premio Nazionale Elio Pagliarani sono: Primine di Alessandra Carnaroli (Edizioni del Verri), La primavera fa ridere i polli di Michelangelo Coviello (Edizioni del Verri), Strettoie di Marco Giovenale (Arcipelago Itaca), Controlli di Rosaria Lo Russo (Mille gru), Esercizi di vita pratica di Gilda Policastro (Edizioni Prufrock spa) e Power Pose di Michele Zaffarano (Edizioni del Verri). La Presidente ha ammesso alla finale sei raccolte in quanto due di esse hanno avuto lo stesso punteggio in quinta posizione.

Per la sezione Poesia inedita, le raccolte finaliste sono: Laddove dovresti cominciare a cadere di Gianluca Garrapa, Archivio privato di Simone Marcelli e Il libro dei liquidi di Irene Santori.

Quest’anno il Premio alla carriera è attribuito al poeta e narratore romano Carlo Bordini.

Presidente onorario per tutte le sezioni, per l’edizione 2017 del Premio, Giulia Niccolai, premio alla carriera nella seconda edizione del premio.

Il premio è una delle attività dell’Associazione letteraria Elio Pagliarani dedicata allo studio della poesia contemporanea.

Altre informazioni nel sito www.premionazionaleeliopagliarani.it

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Roma. Al Teatro Argentina “Il viaggio di Enea” storie di migranti di ieri e di oggi https://www.radiowebitalia.it/112491/in-news/in-cultura/roma-al-teatro-argentina-il-viaggio-di-enea-storie-di-migranti-di-ieri-e-di-oggi.html Mon, 01 May 2017 10:30:57 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=112491 IL VIAGGIO DI ENEA è il racconto poetico delle migrazioni. Migrazioni per le guerre, per la fame, per la ricerca del benessere intravisto da lontano. È una storia familiare, quella di Olivier Kemeid, e una riscrittura moderna, ma comunque fedele del classico di Virgilio, in cui l’autore proietta le vicende di suo padre e della …

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IL VIAGGIO DI ENEA è il racconto poetico delle migrazioni. Migrazioni per le guerre, per la fame, per la ricerca del benessere intravisto da lontano. È una storia familiare, quella di Olivier Kemeid, e una riscrittura moderna, ma comunque fedele del classico di Virgilio, in cui l’autore proietta le vicende di suo padre e della sua famiglia, emigrata dall’Egitto al Canada con mille peregrinazioni e molteplici difficoltà alla perenne ricerca di un mondo migliore, attraverso personaggi e luoghi del mito di Enea.

Olivier Kemeid ha riconosciuto nel racconto di Virgilio la storia di suo padre, che è la storia dell’uomo, in fuga dai disastri dell’esistenza. Dal latino, al francese, all’Italiano odierno il mito compie il suo viaggio di ritorno offrendo nuove riflessioni. L’Enea di Virgilio supera le insidie del viaggio grazie alla divina materna benevolenza. L’Enea di Kemeid, che pure si rifà in tutto e per tutto al racconto virgiliano, non ha santi in paradiso ed è per questo più spaventato, più stanco e meno pio. Per una volta, l’esodo biblico che cambierà il volto dell’Europa viene raccontato da chi è costretto a partire, con un ironico capovolgimento dei ruoli in cui i neri sono al posto dei bianchi e viceversa. Non c’è enfasi, non c’è retorica e nemmeno vittimismo. C’è, in primo piano, solo la necessità di sopravvivere. Enea è un giovane uomo che vive un continuo conflitto di coscienza: pensare a se o pensare anche agli altri? Sopravvivere in clandestinità o rischiare per ritrovare dignità e rispetto di se stesso? Il figlio di Enea, Ascanio, divenuto grande, riordina frammenti di ricordi così come gli sono stati raccontati dal padre. Ne ricostruisce il viaggio, i rapporti, gli amori, i dubbi, l’approdo che al momento è solo una speranza.

Quello di Emanuela Giordano è un teatro che si costruisce in scena, con i corpi e le intelligenze vive degli attori. Questo testo è quindi ancora una trama aperta, la traccia di un viaggio che si può compiere solo con attori capaci di mettersi completamente in gioco. La regista inserisce nel testo di Kemeid segni tangibili dell’Eneide di Virgilio, cercando e traducendo con asciuttezza quei versi che con più aderenza si fondono in questa moderna riscrittura. Ogni scena è così cadenzata da evocazioni dell’opera originale, rendendo più evidente il nesso tra il mito e la contemporaneità.

Non analizzare la “correlazione oggettiva” con il presente, non approfondirla, sarebbe un’omissione. Il confronto con il mito diventa così anche strumento per cogliere temi essenziali del vivere contemporaneo, che la Giordano decide di affrontare prima di tutto con gli attori coinvolti nella messa in scena, attori che dovranno fare i conti con loro stessi, senza filtri.

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Toghe Rosso Sangue: La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati. Teatro Argentina e Sala Vignoli https://www.radiowebitalia.it/110319/senza-categoria/toghe-rosso-sangue-in-scena-teatro-argentina-e-sala-vignoli-roma.html Tue, 21 Mar 2017 08:00:53 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=110319 In Italia 29 magistrati hanno perso la vita per mano della mafia, della ‘ndrangheta, del terrorismo nero, di quello rosso, di soliti ignoti o di tristemente noti. Il primo, Antonino Giannola, ucciso il 26 gennaio del 1960 nel Palazzo di Giustizia di Nicosia, l’ultimo, Fernando Ciampi, il 9 aprile 2015 nel Palazzo di Giustizia di …

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In Italia 29 magistrati hanno perso la vita per mano della mafia, della ‘ndrangheta, del terrorismo nero, di quello rosso, di soliti ignoti o di tristemente noti. Il primo, Antonino Giannola, ucciso il 26 gennaio del 1960 nel Palazzo di Giustizia di Nicosia, l’ultimo, Fernando Ciampi, il 9 aprile 2015 nel Palazzo di Giustizia di Milano. Con pochissime eccezioni, oltre alla pena di morte decretata dai mandanti e decantata dagli esecutori, tali magistrati hanno subito una nuova morte: l’oblio.

Da qui, dalla voglia di “fare memoria”, conoscere quella parte di storia italiana a volte dimenticata e messa in ombra, nasce Toghe Rosso Sangue, tratto dagli scritti di Paride Leporace, e diventato spettacolo teatrale con il patrocinio dell’ANM – Associazione Nazionale Magistrati, in scena a Roma alla Sala Vignoli l’8 e 9 aprile e al Teatro Argentina in una speciale matinee il 12 aprile.

La storia di questi giudici attraversa la storia dell’Italia: dagli errori giudiziari verso il singolo cittadino ai processi sommari dei Nuclei Armati Rivoluzionari, dal Padrino di Coppola e Brando alla Magliana di Placido e Scamarcio, dalle micce corte di Prima Linea ai lunghi strascichi di Via D’Amelio, dalla sabbia e dal vento della Calabria alle vendette delle ‘ndrine per le vie della grigia Torino, dalle stragi di Stato allo stato di scomparso di Paolo Adinolfi.

In scena Sebastiano Gavasso, Diego Migeni, Francesco Polizzi, Emanuela Valiante: quattro voci, quattro attori, quattro anime avvolte da un’atmosfera tra il realismo e il noir e da una scenografia essenziale, che mirano con rabbia e con amore a un teatro che non spettacolarizza ma, senza condanne né valutazioni politiche, silenziosamente grida un omaggio a uomini morti nell’adempimento del loro dovere: un omaggio al loro senso dello Stato.

“Uno spettacolo che ha per tema la vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia, grazie al quale si rinnova la loro memoria e il senso dello Stato che li ha accompagnati nella loro vita e nella loro professione”. Rita Borsellino sorella di Paolo Borsellino

“Questo spettacolo, e prima ancora il libro di Paride Leporace da cui è tratto, hanno ridato lustro al ricordo di mio padre. Un messaggio come il vostro riaccende la speranza che chi sa parli! Grazie a voi ci sentiamo meno soli e soprattutto speriamo di mettere una fine a un capitolo che è molto molto doloroso”. Lorenzo Adinolfi figlio di Paolo Adinolfi

A Roma, Toghe Rosso Sangue, uno spettacolo di Francesco Marino, scritto da Giacomo Carbone, ispirato da Paride Leporace, sarà in scena alla Sala Vignoli l’8 e 9 aprile e al Teatro Argentina in una speciale matinee il 12 aprile.

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Ragazzi di vita in scena al Teatro Argentina di Roma https://www.radiowebitalia.it/102365/teatro/ragazzi-di-vita-in-scena-al-teatro-argentina-di-roma.html Wed, 02 Nov 2016 12:34:15 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=102365 A coronamento ideale del percorso Il Teatro di Roma per Pasolini, la stagione 2016-17 del Teatro Argentina si apre con Ragazzi di vita, per la regia di Massimo Popolizio e con Lino Guanciale tra i protagonisti assieme a un folto gruppo di giovani interpreti. Un anno pasoliniano denso di appuntamenti, che simbolicamente si chiude con …

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A coronamento ideale del percorso Il Teatro di Roma per Pasolini, la stagione 2016-17 del Teatro Argentina si apre con Ragazzi di vita, per la regia di Massimo Popolizio e con Lino Guanciale tra i protagonisti assieme a un folto gruppo di giovani interpreti. Un anno pasoliniano denso di appuntamenti, che simbolicamente si chiude con la messa in scena del primo romanzo edito del poeta corsaro: nel 1955 Ragazzi di vita diede scandalo con le sue storie di povertà e disperazione, in cui ragazzi nati orfani d’innocenza riversavano per le strade le loro vitalità emarginate.

Il Lenzetta, il Riccetto, il Caciotta: ragazzi delle borgate di periferia che parlano in dialetto romanesco e trascorrono le loro giornate alla ricerca di qualche soldo e nuovi passatempi. «In queste scene prevalgono una marcata gestualità e il parlato romanesco, o meglio quella singolare invenzione verbale, di gusto espressionista e non neorealistico, che Pasolini stesso definiva una lingua inventata, artificiale. Non è insomma la lingua in cui parlano effettivamente i ragazzi di vita, ma la loro lingua come viene percepita dal narratore, che è un uomo diverso da loro, e in tutti i sensi uno straniero», annota Emanuele Trevi, che ha curato l’adattamento drammaturgico. I ragazzi di Pasolini sono personaggi emarginati dalla città normale, degna e patinata. Agguantano la vita a piene mani e a pieni polmoni da un universo di fibrillazioni e vitalità anarchiche che è totalmente altro rispetto ai contesti borghesi, ai micro-cosmi protetti e istituzionali di lavoro o scuola.

In questo allestimento, «da una parte ci sono i ragazzi immersi in quello che fanno, e incapaci di vedere oltre alle immediate contingenze che li tengono impegnati. Dall’altro c’è questo straniero che li spia, e che a differenza di loro vede tutto, parla di Roma come se la sorvolasse come un uccello rapace o un drone. Ma non si accontenta di rimanere lassù. È attratto dal basso, dove brulicano le storie. E in queste storie è sempre presente, perché è lui a farle iniziare, a colmarne le reticenze, a rimetterle in carreggiata quando i loro protagonisti sembrano dimenticarsi di quello che stavano facendo e dicendo».

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Romaeuropa Festival: al via il 21 settembre con Barbarians di Hofesh Shechter https://www.radiowebitalia.it/99061/senza-categoria/romaeuropa-festival-al-via-il-21-settembre-con-barbarians-di-hofesh-shechter.html Mon, 19 Sep 2016 14:04:00 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=99061 I barbarians di Hofesh Shechter apriranno il 31esimo Romaeuropa Festival il 21 settembre al Teatro Argentina (repliche fino a sabato 24) con un trittico dal ritmo forsennato per il quale il coreografo anglo-israeliano firma danza e musiche, a Roma in prima italiana, in collaborazione con il Teatro di Roma. Nei primi giorni del Festival, seguiranno …

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I barbarians di Hofesh Shechter apriranno il 31esimo Romaeuropa Festival il 21 settembre al Teatro Argentina (repliche fino a sabato 24) con un trittico dal ritmo forsennato per il quale il coreografo anglo-israeliano firma danza e musiche, a Roma in prima italiana, in collaborazione con il Teatro di Roma.

Nei primi giorni del Festival, seguiranno Maritime Rites (Riti Marittimi) domenica 25 settembre alle ore 12 al Laghetto di Villa Borghese, ad accesso gratuito, il concerto galleggiante di Alvin Curran con la Banda della scuola popolare di Musica di Testaccio; OCD Love, intrigante crescendo di sensualità su musica elettronica della coreografa Sharon Eyal, il 27 e 28 ottobre al Teatro Argentina, Passione di Emio Greco con il Ballet National De Marseille il 30 settembre e 1 ottobre; Sabina Meyer con Ninfa in Lamento, spettacolo in bilico tra musica contemporanea e prassi barocca, a Villa Farnesina dal 29 settembre al 1 ottobre; Pentesilea. Allenamento per la battaglia finale, di Lina Prosa, il 29 settembre a Villa Medici (tutto il programma del Festival è online sul sito romaeuropa.net).

Coreografo tra i più acclamati della scena contemporanea, conteso dalle maggiori platee internazionali, Shechter torna a Romaeuropa con un’indagine in tre capitoli sul rapporto tra istinto e intimità, tra la passione e la banalità del sentimento amoroso, tra il pensiero e il corpo trasportato dal suono.

La precisione millimetrica della danza, le luci affilate che sembrano tagliare la scena, cifra a cui questo coreografo ha abituato il suo pubblico, tornano nella prima piecè The barbarians in love in cui sei interpreti, figure vestite di bianco, si muovono come un corpo solo sulla partitura barocca di François Couperin, Les Concerts Royaux, in dialogo con le musiche elettroniche dalle derive rock scritte e composte dallo stesso coreografo.

Ma in questo lavoro Shechter spariglia le carte e fonde la dimensione urbana, che contraddistingue molti dei suoi lavori, con una nota intima e autobiografica dal retrogusto fantascientifico, confermando di saper accostare l’aspetto ludico e provocatorio alla dolcezza e al mistero. È l’esplosione del groove dubstep in tHE bAD, che cambia repentinamente il ritmo della coreografia e mette in gioco cinque danzatori sulla partitura musicale composta dal coreografo con incursioni barocche e brani rap (Mystikal, Pussy Crook).

Sullo stesso confronto musicale, questa volta aperto al compositore sudafricano Abdullar Ibrahim, chiude la trilogia il duo Two completely different angles of the same fucking thing: il rapporto amoroso tra un uomo e una donna fuori da qualsiasi clichè, che porta ancora una volta Shechter su binari inesplorati nel segno della piena libertà artistica.

Nato a Gerusalemme 40 anni fa, Shechter ha iniziato la sua attività come danzatore nella Batsheva Dance Company, lavorando poi con numerosi coreografi tra cui Ohad Naharin, Wim Vandekeybus, Paul Selwyn-Norton, Tero Saarinen, e Inbal Pinto. Ha studiato musica fin da bambino e, oltre la danza, ama la batteria e il rock. Nel 2002 si è traferito dal suo paese prima a Parigi e poi a Londra dove nel 2008 ha fondato la sua compagnia. I suoi primi lavori -tra cui Uprising, In your rooms, Political mother, Sun, tutti presentati nelle precedenti edizioni del Romaeuropa Festival-, mostravano con chiarezza le caratteristiche che gli hanno fatto guadagnare il successo internazionale: una spiccata sensibilità per la creazione di danze collettive, dove le singole parti acquistano peso ed energia nel movimento di gruppo; un uso delle movenze della “danza popolare”, ma reinventate di sana pianta; un potente utilizzo delle luci – con le quali Shechter riesce a creare sipari tra diverse scene che sfumano una nell’altra o addirittura in alternanza simultanea – e, infine, un raffinato incrocio tra il concerto e lo spettacolo teatrale che sottolinea costantemente il suo amore per la musica, impetuoso nell’elettronica e nelle sonorità rock da lui stesso composte per le coreografie. A testimonianza della sua ecletticità, Shechter ha firmato nel 2015, insieme a John Fulljames, la regia e la coreografia dell’Orphèe et Eurydice di Gluck per la Royal Opera House e, a Broadway, le coreografie per il riallestimento del celebre musical Fiddler On The Roof (Il Violinista sul Tetto).

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Il 21 marzo al Teatro Argentina di Roma debutta ‘Dieci storie proprio così’ https://www.radiowebitalia.it/69752/teatro/il-21-marzo-al-teatro-argentina-di-roma-debutta-dieci-storie-proprio-cosi.html Tue, 08 Mar 2016 19:02:13 +0000 http://www.radiowebitalia.it/?p=69752 In occasione della XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo (ore 21) al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale Dieci storie proprio così. Lo spettacolo racconta di vittime conosciute ma dimenticate della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, di …

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In occasione della XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo (ore 21) al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale Dieci storie proprio così.

Lo spettacolo racconta di vittime conosciute ma dimenticate della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, di responsabilità individuali e collettive, di connivenze istituzionali e di taciti consensi. Racconta il coraggio espresso da associazioni di ragazzi caparbi, la tenacia dei parenti delle vittime e di tutti gli italiani che fanno dell’impegno un diritto inalienabile. Le storie si intrecciano tra loro in un affresco corale, carico di energia vitale. Protagonisti sono eroi conosciuti come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Don Giuseppe Diana, Giancarlo Siani, Peppino Impastato e meno conosciuti come Annalisa Durante, Federico Del Prete, Silvia Ruotolo.

Dieci storie proprio così è una ragionata provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. Lo spettacolo, che nasce come opera-dibattito sulla legalità partendo dalle esperienze della regione Campania, si è arricchito, in una nuova veste drammaturgica, delle storie di dolore e riscatto della Sicilia e del Lazio, affrontando anche temi legati all’espansione delle mafie all’estero e a Mafia Capitale.

In scena, con musiche dal vivo di Tommaso Di Giulio al basso e chitarra elettrica e Paolo Volpini alla batteria, giovani attori professionisti, tra cui anche Alessio Vassallo, il famoso Mimì de “Il giovane Moltalbano” e interprete, con Beppe Fiorello, del film per la televisione sulla storia di Graziella Campagna.

Dieci storie proprio così è parte integrante del Palcoscenico della legalità, un progetto sperimentale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile, ed è promosso da The CO2 Crisis Opportunity Onlus con Fondazione Pol.i.s., Fondazione Silvia Ruotolo, Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Centro Studi Borsellino e con il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Dieci storie proprio così sarà in scena fino al 23 marzo al Teatro Argentina e proseguirà le repliche il 16 aprile al Teatro San Carlo di Napoli, il 23 e 24 maggio al Teatro Biondo di Palermo.

Lo spettacolo si inserisce nella rassegna IL TEATRO FA GRANDE, l’articolato programma di spettacoli e progetti per spettatori da 0 a 99 anni che il Teatro di Roma dedica al pubblico dei bambini, dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole. Un’occasione per trasformare il palcoscenico in un atelier della fantasia per tutte le età, ma anche in luogo di riflessione e di dibattito su temi sociali e civili come la legalità.

Il Progetto
Il palcoscenico della Legalità è un percorso formativo, uno spettacolo itinerante, una sinergia tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile. Dieci storie proprio così, presentato all’interno della stagione Educational del Teatro San Carlo di Napoli nel 2012, nasce dall’incontro con decine di familiari di vittime innocenti di mafia, camorra, criminalità e con i responsabili di cooperative ed associazioni che sulle terre confiscate alla mafia hanno costruito speranze, lavoro, accoglienza, idee. In seguito a questo primo traguardo, lo spettacolo, replicato a Milano, Torino, nei teatri dei capoluoghi della Campania e in Sicilia, è diventato strumento di riflessione sul come strutturare un rapporto continuativo e di scambio benefico tra istituzioni (scuole, teatri e carceri) perché insieme si apprenda un nuovo alfabeto civile. Da allora sono stati attivati laboratori nelle scuole (più di 20.000 gli studenti coinvolti) e negli istituti penitenziari minorili (Airola e Malaspina). Il linguaggio e le tecniche teatrali sono diventati strumento per imparare il lavoro di squadra, ma soprattutto per ragionare sulla nostra responsabilità individuale e collettiva riguardo a logiche e culture mafiose. Crediamo che anche iniziative come questa possano contribuire a far rinascere la fiducia nell’avvenire del nostro Paese. Attualmente è in corso l’attività nelle scuole del Lazio e ad aprile e maggio il progetto proseguirà il suo percorso nella Campania e nella Sicilia.

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