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Più Europa e più Italia nel mondo, le indicazioni dello IAI che compie 50 anni

Roma, 17 novembre 2015. L’Unione europea deve puntare su un’integrazione differenziata con istituzioni potenziate, su un rapporto fiduciario più stretto fra legislativo ed esecutivo e, soprattutto, su una cittadinanza europea che garantisca maggiori diritti e una più ampia partecipazione democratica. E l’Italia, in politica estera, per non rimanere ai margini del gioco diplomatico, deve investire di più nei rapporti bilaterali con i principali Paesi occidentali, senza smettere di impegnarsi nella dimensione multilaterale, sulla base di una strategia nazionale coerente. Queste alcune indicazioni salienti contenute nel documento, curato da Gianni Bonvicini e Stefano Silvestri, che l’Istituto Affari Internazionali, lo IAI, ha elaborato e pubblicato in occasione del suo 50° anniversario.

Il documento, che tratta anche dei rapporti transatlantici e della situazione nel Medio Oriente e nel Mediterraneo, è stato oggetto di dibattito al convegno internazionale che lo IAI ha organizzato a Roma, con la partecipazione di esponenti dei maggiori ‘think tanks’ europei e internazionali, partner dell’Istituto nelle sue attività di ricerca.

Nei suoi cinquanta anni di vita, l’Istituto, ideato e fondato nel 1965 per iniziativa di Altiero Spinelli sul modello dei ‘think tanks’ anglosassoni, ha sempre operato per ‘sprovincializzare’ il dibattito di politica estera in Italia, favorendo una partecipazione del Paese efficace e propositiva nelle sedi europee e internazionali.

L’Istituto, che dal 1991 ha sede a Palazzo Rondinini, nel cuore della Roma barocca, persegue cinque obiettivi prioritari: ricerca; analisi e scenari di lungo termine; networking con altri centri di studio; formazione; diffusione della conoscenza delle problematiche internazionali.

Conta su di uno staff scientifico di una trentina di ricercatori e vanta un’ampia rete di collegamenti internazionali, tenendo un ritmo di produzione di 40/50 progetti di ricerca l’anno (un terzo dei quali finanziati dall’Unione europea) e 90 eventi congressuali, oltre che una fitta serie di pubblicazioni e collane.

Lo IAI, di cui è presidente d’onore l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, e che ha a lungo avuto nel proprio Comitato direttivo un altro ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è inserito fra i migliori centri studi di politica internazionale al mondo nelle classifiche annualmente stilate dall’Università della Pennsylvania, ed è membro italiano del Council of Councils, la rete dei maggiori think tanks internazionali di politica estera promossa dal Council on Foreign Relations di New York.

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