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Paolo De Castro: “Salviamo le api, Ue faccia squadra come in Italia”

“Gli apicoltori e gli agricoltori italiani, fino all’industria sementiera e meccanica hanno scelto di fare squadra per promuovere – grazie alla ricerca e la messa in campo di nuove strategie – le buone pratiche agricole per salvaguardare il patrimonio apistico nazionale che negli ultimi anni ha avuto un boom del 27%. Un esempio da seguire”. Dichiara con soddisfazione Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo nel commentare il via libera da parte dell’Assemblea a grandissima maggioranza della risoluzione sulle prospettive e le sfide per il settore dell’apicoltura europea.

Per De Castro: “il comparto ha bisogno di fare uno ‘scatto’ in avanti anche perché la salvaguardia delle api significa la sopravvivenza del 76% della produzione alimentare nell’Unione europea. Bisogna quindi affrontare i problemi che frenano il rilancio del comparto che dimostra invece, come in Italia, di voler crescere”. “A tale scopo l’Unione deve – sottolinea con forza il vicepresidente della ComAgri – aumentare le risorse al settore, introdurre l’origine del miele in etichetta e dare battaglia contro le importazioni fraudolente che mettono in ginocchio i nostri produttori”.

De Castro ricorda come già tramite l’Omnibus il Parlamento europeo ha voluto introdurre nell’attuale PAC misure a supporto diretto dell’apicoltura, inserendo nel novero delle aree considerate ad interesse ecologico i terreni a riposo con piante mellifere, incentivandone la creazione da parte degli agricoltori. Tuttavia, come precisa il documento del Parlamento europeo, “le attuali risorse Ue a disposizione degli apicoltori non forniscono una soluzione sufficiente e durevole ai problemi che il settore deve affrontare”.

“Bisogna inoltre considerare – spiega l’europarlamentare- che il miele è il terzo prodotto più adulterato nel mondo: chiediamo di lottare senza tregua contro le importazioni di miele di bassissima qualità, di miele fraudolento o addirittura finto. Da qui la necessità di tutelare produttori e consumatori introducendo l’origine del miele in etichetta. Ancora una volta l’esperienza italiana lo dimostra positivamente!”.

L’Europa importa il 40% del miele consumato che nel 2015 era in media 2-3 volte meno costoso di quello prodotto negli Stati membri. “Non possiamo dimenticare – conclude De Castro – che la posta in gioco è elevata: salvare le colonie di api che in Europa sono diminuite fino al 50%, significa salvare la produzione del settore agroalimentare e la biodiversità nelle nostre campagne garantite dall’impollinazione”.

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