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The Replacements: esce il 27 settembre “Dead Man’s Pop” il primo cofanetto di sempre

Com’è noto nel 1987 i The Replacements, sopravvissuti del rock and roll di Minneapolis, presero i loro nastri Twin/Tone e li gettarono nel fiume Mississippi. Un anno dopo, mentre concludevano il loro album per Warner Bros “Don’t Tell A Soul”, il gruppo nascondeva una raccolta di bobine dei Paisley Park Studios. Per fortuna a questi nastri è stata risparmiata la fine dei precedenti e sono stati messi da parte per decenni dalla band. Ora vengono recuperati per dare vita al primo cofanetto di sempre dal titolo “DEAD MAN’S POP”.

Nonostante “Don’t Tell A Soul” sia stato l’album più venduto del gruppo, i The Replacements erano insoddisfatti del suo sound, la band ha quindi radicalmente reinventato “Don’t Tell A Soul” per creare il cofanetto che contiene l’album mixato come era stato pensato in origine (Don’t Tell A Soul Redux), insieme a una raccolta di tracce inedite (We Know The Night: Rare & Unreleased) e a un classico concerto del 1989 (The Complete Inconcerated Live).

“DEAD MAN’S POP” sarà disponibile su etichetta Rhino dal 27 settembre. Il box contiene un missaggio dell’album “Don’t Tell A Soul” completamente nuovo del produttore Matt Wallace (basato sul suo missaggio a Paisley Park nel 1988), un disco di registrazioni inedite (inclusa una sessione con Tom Waits) più lo show intero del 2 giugno 1989 all’università di Wisconsin-Milwaukee. In totale, il cofanetto include 60 tracce, 58 delle quali non sono mai state ascoltate prima.

I primi 500 fan che compreranno “DEAD MAN’S POP” su Rhino.com riceveranno una cassetta di 14 tracce selezionate dal cofanetto, con due tracce inedite aggiuntive: l’outtake “Asking Me Lies” e la versione strumentale di “I Won’t” (Bearsville Version). La cassetta contiene inoltre la cover art originale e mai utilizzata di “I Won’t” (Bearsville Version).

Presentato in un libro con copertina rigida 12×12, riempito di dozzine di foto rare, il cofanetto contiene la storia dettagliata dell’era di “Don’t Tell A Soul” scritta da Bob Mehr, che ha prodotto il cofanetto con Jason Jones di Rhino, ed inoltre autore del bestseller del New York Times Trouble Boys: The True Story of the Replacements.

Mehr scrive: “nonostante sia impossibile non riconoscere un album che è stato in circolazione per più di tre decadi, questa versione di Don’t Tell A Soul Redux è il disco così come la band lo ha registrato e lo voleva pubblicare”.

In aggiunta al missaggio di Matt Wallace, Redux restaura inoltre molti elementi delle sessioni, incluse le tracce originali della batteria, le tracce vocali e i tempi che poi sono stati alterati nella post-produzione e la sequenza originale dell’album voluta

I due CD finali di “DEAD MAN’S POP” immortalano la band mentre si esibisce live a Milwaukee durante il “Don’t Tell A Soul Tour”. Alcune canzoni del concerto sono apparse originalmente in EP destinati solo alla promozione di Inconcerated Live (1989), ma buona parte delle 29 tracce incluse non sono mai state pubblicate. L’intero show è stato remixato da Brian Kehew (Ramones, The Faces).

DEAD MAN’S POP includerà in aggiunta il mix di Don’t Tell A Soul Redux su vinile 180 grammi.

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