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Save the Children: “In Ucraina bambini sotto attacco!”


Ucraina: Save the Children, quasi metà delle famiglie vive in condizione di estrema povertà a causa di tassi di inflazione e di disoccupazione senza precedenti. Più di 5 milioni persone sono sfollate, nelle aree più colpite il 60% delle famiglie ha difficoltà a trovare cibo, acqua e beni di prima necessità.

L’Organizzazione chiede alla comunità internazionale di intervenire per assicurare condizioni di vita sicure e dignitose alle bambine, ai bambini e alle loro famiglie e di sostenere la ripresa di questa generazione di giovani

L’Organizzazione sta lavorando insieme a 23 partner in tutto il Paese per fornire assistenza salvavita e assicurare ai bambini e alle famiglie il sostegno di cui hanno bisogno. Nel corso del primo anno di guerra, Save the Children ha distribuito aiuti essenziali a più di 800mila persone e fornito sostegno economico a più di 100mila famiglie, per un totale di oltre 29 milioni di dollari.

Due famiglie su cinque in Ucraina hanno estremo bisogno di mezzi di sostentamento e di beni di prima necessità e il Paese, un anno dopo l’intensificarsi del conflitto, sta affrontando tassi di sfollamento, inflazione e disoccupazione senza precedenti. Questo l’allarme lanciato oggi da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare la vita delle bambine e dei bambini e garantire loro un futuro.

Secondo l’ultimo Rapporto sui bisogni multisettoriali dell’Ucraina dell’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari comunitari[1], più del 40% delle famiglie ha dichiarato di avere difficoltà a soddisfare le esigenze quotidiane di cibo, acqua e beni di prima necessità, nelle aree più colpite dai combattimenti, nell’Est e nel Sud del Paese, il numero sale al 60%. La Banca Nazionale Ucraina[2] il mese scorso ha stimato un tasso di inflazione del 25%, con il costo dei prodotti che è cresciuto della metà nelle regioni orientali. A settembre, un consumatore su cinque[3] in Ucraina ha dichiarato di non potersi permettere l’acquisto dei prodotti disponibili nei negozi. 

Anna* e i suoi tre figli riescono a stento a far fronte alle spese nella loro nuova casa nell’Ucraina occidentale. A settembre sono stati evacuati dalla loro città natale nel Donbass e all’inizio sono stati costretti a condividere un appartamento con altre persone. Avevano da parte qualche risparmio, ma non erano in grado di far fronte alle spese per l’affitto, il cibo e i vestiti e Save the Children ha fornito loro sostegno economico per assicurare i bisogni di prima necessità. “Abbiamo comprato le scarpe per l’inverno, il cibo e tutto ciò che ci serviva”, ha raccontato Maksym, suo figlio di 17 anni. Ma più di ogni altra cosa, la famiglia di Anna* vuole tornare a casa. “Come madre, voglio che abbiano tutto”, ha raccontato Anna. “Prima ero in grado di fornire ai miei figli tutto ciò di cui avevano bisogno. Quanto a lungo potremo vivere qui dipende dai fondi che abbiamo”, conclude Anna. 

In Ucraina, 5,3 milioni di persone si trovano ancora lontano da casa e per le famiglie sfollate la necessità di assistenza finanziaria cresce di giorno in giorno. Una persona su quattro[4] è attualmente disoccupata perché molti faticano a trovare un lavoro stabile nel loro luogo di residenza temporaneo. Alcuni di loro scelgono di tornare nelle città d’origine devastate dalla guerra lavorare. È il caso, per esempio, della famiglia di Anton*, 12 anni. Lo scorso marzo, con i suoi genitori ha lasciato Kharkiv per spostarsi nell’Ucraina occidentale, a causa dei continui bombardamenti. Qualche mese dopo, il padre di Anton è stato costretto a tornare. “Mio marito è stato richiamato al lavoro” racconta Olha*, madre di Anton. “I miei figli sono preoccupati, chiedono continuamente quando papà tornerà a vivere con noi e quando saremo di nuovo tutti insieme. Non passa giorno che non ci pensino”.

“Le famiglie in Ucraina vivono in una condizione di estremo bisogno che continua a peggiorare ogni giorno perché la guerra fa sprofondare nella povertà sempre più bambini e genitori”, ha dichiarato Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina. “Le persone perdono le loro fonti di reddito perché in tutto il Paese le imprese chiudono e i salari non ci sono più. È una situazione devastante per le famiglie sfollate, che hanno già perso quasi tutto a causa della guerra e che ora sono sull’orlo della sopravvivenza. I bambini e le famiglie ucraine hanno bisogno di sostegno umanitario e la comunità internazionale deve impegnarsi ad aiutare la ripresa di questa generazione, assicurando a questi bambini e questi ragazzi, insieme alle loro famiglia, condizioni di vita sicure e dignitose, ma anche di avere un futuro a cui guardare. I bambini sono il futuro dell’Ucraina, ma il loro sviluppo e il loro futuro sono gravemente ostacolati dal conflitto in corso”, ha concluso Sonia Khush.

Save the Children chiede a tutte le parti in causa di consentire un accesso umanitario pieno e senza ostacoli alle famiglie coinvolte nella crisi e che vivono nelle aree colpite dal conflitto. L’Organizzazione sta lavorando a stretto contatto con 23 partner in tutta l’Ucraina per fornire assistenza salvavita e assicurare che i bambini e le famiglie abbiano tutto il sostegno di cui hanno bisogno, fin dallo scoppio del conflitto nel 2014. Nel corso del primo anno di guerra, Save the Children ha distribuito aiuti essenziali come cibo, acqua, denaro, vestiti invernali e spazi sicuri a più di 800mila persone, di cui la metà sono bambini, e fornito sostegno economico a più di 100mila famiglie, per un totale di oltre 29 milioni di dollari.

La campagna Bambini sotto attacco di Save the Children

I bambini non causano le guerre, ma sono le vittime più vulnerabili. Tra quelli che riescono a sopravvivere, alcuni non hanno conosciuto altro che violenze o campi profughi. Queste bambine e questi bambini hanno bisogno di essere protetti dalle ferite fisiche ed emotive che inevitabilmente riportano.

Save the Children lavora ogni giorno per fornire alle bambine e ai bambini che vivono nelle zone di conflitto un sostegno immediato e a lungo termine per ricostruire le loro vite e ha lanciato la campagna Bambini sotto attacco, affinché i governi e le organizzazioni internazionali diano priorità alla protezione dei minori e al loro benessere. Questo significa garantire assistenza sanitaria, accesso all’istruzione, sostegno psicologico e programmi per consentire il loro recupero e la loro resilienza. La campagna Bambini sotto attacco di Save the Children prevede una serie di iniziative di sensibilizzazione, tre le quali la diffusione della petizione “I bambini in guerra sono sotto attacco. Puniamo i crimini commessi contro di loro”, con la quale l’Organizzazione chiede al Governo italiano di ascoltare seriamente i bambini vittime di reati gravi nei processi legali, di ampliare la giurisdizione universale per consentire di perseguire i responsabili di gravi violazioni dei loro diritti in qualsiasi parte del mondo, di documentare i crimini contro i minori e stanziare risorse per rafforzare i meccanismi esistenti.

Con la campagna Bambini sotto attacco, Save the Children Italia è anche tra le prime organizzazioni no profit a entrare nel Metaverso, grazie alla collaborazione con la società Coderblock. Attraverso lo sviluppo di un journey virtuale, l’Organizzazione racconta ai visitatori le storie dei bambini che vivono in zone di conflitto. Cliccando su questo link (https://play.coderblock.com/worlds/save-the-children), si potrà accedere da pc, creare il proprio avatar in 3D e interagire con diversi contenuti multimediali legati alla campagna. Il Metaverso è anche un luogo di attivismo in cui sarà possibile firmare la petizione, sostenere concretamente i progetti attraverso una donazione o visitare una galleria d’arte NFT (non-fungible token), che fa parte dell’iniziativa #cryptoart4children, lanciata dall’Organizzazione lo scorso anno allo scoppio della guerra in Ucraina, in collaborazione con Wrong Theory, e che coinvolge 17 criptoartisti che hanno deciso di donare il ricavato dalla vendita delle loro opere ai progetti di Save the Children.

*I nomi sono stati modificati per proteggere l’identità degli intervistati

Clicca per aderire alla petizione


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