COVID-19: I diritti fondamentali devono essere rispettati, avvertono gli eurodeputati

Gli eurodeputati sottolineano l’importanza del rispetto dei diritti fondamentali durante la pandemia. ©Michael Dalder/Reuters/Adobe Stock
Gli eurodeputati sottolineano la crucialità di tutelare democrazia, stato di diritto e diritti fondamentali mentre l’Europa cerca di contenere COVID-19

Situazioni straordinarie richiedono misure straordinarie: gli stati membri hanno messo in atto misure eccezionali per far fronte all’emergenza e frenare la diffusione della pandemia. Di conseguenza sono state imposte alcune restrizioni ai diritti dei cittadini, tra cui le libertà di riunione e circolazione, ed è stata data maggiore autorità agli organi esecutivi del governo.

In una risoluzione del 17 aprile, pur riconoscendo il bisogno di mettere in atto misure straordinarie, il Parlamento europeo ha rimarcato che tutti i provvedimenti devono rispettare lo stato di diritto, devono essere proporzionali e chiaramente correlati alla crisi sanitaria. Gli eurodeputati hanno anche sottolineato che tutte le misure devono essere temporanee e soggette a un regolare scrutinio.

Gli eurodeputati chiedono azioni concrete per tutelare lo stato di diritto
Durante la sessione plenaria del 17 aprile gli eurodeputati hanno espresso preoccupazione per le misure d’emergenza adottate in Ungheria e Polonia. In particolare hanno fatto riferimento alla decisione dell’Ungheria di prolungare a tempo indeterminato lo stato di emergenza del paese e di governare per decreto. Si è inoltre discusso della decisione della Polonia di tenere le elezioni presidenziali durante la pandemia nonostante le preoccupazioni per la regolarità delle elezioni con i nuovi metodi di voto e le difficoltà di portare avanti le campagne elettorali.

Gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione europea e al Consiglio di assicurare che tutte le azioni intraprese dagli stati membri siano in linea con i valori e i trattati dell’UE.

Durante la riunione della Commissione per le libertà civili (LIBE) del 23 aprile gli eurodeputati hanno ribadito che i diritti fondamentali devono essere rispettati, inclusi quelli per la protezione dei dati personali e della vita privata, in tutti i paesi membri e hanno chiesto alla Commissione europea di proporre delle linee guida.

Il gruppo di monitoraggio della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti fondamentali della commissione LIBE sta seguendo da vicino l’impatto delle misure d’emergenza prese dagli stati membri.

Il Commissario per la giustizia Didier Reynders ha promesso che la Commissione continuerà a monitorare attentamente la situazione dello stato di diritto nei paesi dell’UE.

Gli eurodeputati hanno chiesto azioni decisive da parte del Consiglio e della Commissione europea per contrastare le violazioni più gravi in Polonia e Ungheria. Hanno inoltre criticato le due istituzioni per mancanza di progressi nella procedura in corso dell’articolo 7, che in presenza di un chiaro rischio di violazione dei valori dell’UE potrebbe portare a sanzioni ai due paesi, tra cui la sospensione del diritto di voto nel Consiglio.

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La situazione in Polonia e Ungheria
A causa delle restrizioni imposte dall’emergenza di COVID-19, a inizio aprile la Polonia ha deciso di organizzare le elezioni presidenziali del 10 maggio via posta. Gli eurodeputati considerano problematico tenere le elezioni presidenziali durante la pandemia e cambiare il codice elettorale così vicino alle elezioni.

Il ministro della giustizia polacco Zbigniew Ziobro ha detto agli eurodeputati che le riforme sono in linea con i provvedimenti degli altri stati membri, ma la maggior parte dei deputati europei ha messo in discussione la possibilità di garantire libere elezioni nelle circostanze attuali.

C’è anche una crescente preoccupazione per l’indipendenza della magistratura in Polonia dopo le ultime riforme. I giudici del paese che criticano queste riforme sono soggetti a procedure disciplinari. Più recentemente ci sono state preoccupazioni anche per gli ostacoli posti all’attuazione delle decisioni della Corte di Giustizia dell’UE. Inoltre gli eurodeputati sono preoccupati per le riforme proposte sui diritti LGBTI e le restrizioni alla legge sull’aborto e all’educazione sessuale.

Il 23 marzo l’Ungheria ha dichiarato lo stato d’emergenza a causa di COVID-19, consentendo al governo di deliberare per decreti. Il Parlamento europeo ha espresso forti preoccupazioni per la decisione di rafforzare i poteri esecutivi del governo senza un chiaro tempo limite. Le nuove misure legate a COVID-19 includono la carcerazione fino a 5 anni per la diffusione di notizie false che ha provocato timori per i diritti fondamentali e sollevato preoccupazioni che il governo possa censurare i media e gli attacchi alle autorità locali e agli enti pubblici dell’opposizione.

Prossime tappe
La commissione LIBE preparerà una relazione interlocutoria sulla constatazione dell’esistenza di un evidente rischio di violazione grave dello stato di diritto da parte della Polonia entro metà luglio.

Il Consiglio dovrebbe riportare all’ordine del giorno le discussioni legate alla procedura dell’articolo 7 in corso contro Polonia e Ungheria.

Contesto
In una risoluzione di gennaio il Parlamento europeo aveva già evidenziato un deterioramento dello stato di diritto in Polonia e Ungheria dopo l’attivazione di due procedure parallele dell’articolo 7 nel 2017 e 2018. Dall’inizio della crisi del coronavirus la situazione nei due paesi è ulteriormente peggiorata.

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