Il progetto Arcipelago educativo è stato presentato oggi a Torino

Arcipelago educativo

Un’estate di opportunità educative e di gioco per chi rischia di rimanere indietro

Dopo l’annuncio nazionale della scorsa settimana, il progetto Arcipelago educativo è stato presentato oggi a Torino presso l’Istituto Comprensivo Corso Vercelli. All’incontro con ragazzi, educatori, presidi e insegnanti hanno partecipato Claudio Tesauro (presidente di Save the Children Italia), John Elkann (presidente della Fondazione Agnelli) e Marina Nissim (presidente di Fondazione Bolton Hope e del Gruppo Bolton).

Arcipelago educativo (www.arcipelagoeducativo.it) è un progetto pilota innovativo voluto e coprogettato da Save the Children e Fondazione Agnelli, realizzato con la collaborazione di una rete di partner territoriali e reso possibile dal contributo della Fondazione Bolton Hope Onlus.

Offrire in estate a bambine e bambini, ragazze e ragazzi in situazione di vulnerabilità occasioni per imparare insieme anche attraverso il gioco, in piena sicurezza. Lavorare per contrastare la perdita di apprendimento e di motivazione allo studio causate dalla prolungata chiusura delle scuole, intervenendo contro i rischi di un ulteriore aumento della povertà educativa e della dispersione scolastica in Italia.

Obiettivo del progetto è favorire il benessere psicofisico di bambini e ragazzi, il consolidamento e il recupero di competenze di base e trasversali, la relazionalità tra pari e un più adeguato clima educativo in famiglia.

Arcipelago educativo nasce per dare risposte concrete a bisogni urgenti in questa estate segnata ancora dall’emergenza Covid-19, con l’ambizione di definire una proposta formativa, soluzioni organizzative, buone pratiche e un modello di respiro nazionale che potranno conservare utilità e capacità di ispirazione anche quando l’emergenza sarà alle nostre spalle, dando indicazioni preziose a istituzioni e reti educative. Ogni anno la pausa estiva porta un deterioramento degli apprendimenti (summer learning loss), in particolare per i ragazzi con minori risorse materiali e culturali. La sospensione delle attività didattiche in presenza per il Covid-19 ha accentuato il fenomeno. Il rischio di conseguenze anche irreparabili soprattutto per gli studenti più fragili è dunque grave. Perciò intervenire sulla perdita di conoscenze e competenze di base dopo la lunga chiusura delle scuole è fondamentale oggi, ma lo sarà anche in futuro.

Arcipelago educativo valorizzerà esperienze e partnership già avviate e sarà attivo il primo anno in 6 città (Torino, Milano, Venezia Marghera, Aprilia, Napoli e Bari), nell’ambito di 8 centri educativi Fuoriclasse e Punti Luce promossi da Save the Children in quartieri ad alto tasso di povertà educativa, con 16 Spazi Futuro dove sperimentare ogni giorno nuovi modi di apprendere divertendosi (per i dettagli sulla realizzazione del progetto nella città di Torino vedi scheda in calce).

In questa prima edizione saranno coinvolti oltre 500 bambini di scuola primaria e ragazzi di scuola secondaria di I grado provenienti da 13 diversi istituti comprensivi, per un totale di 35 plessi. Un pilastro del progetto è la collaborazione con le scuole. Sono gli insegnanti a segnalare gli studenti con maggiori difficoltà, definendo i loro bisogni di apprendimento e affiancando gli operatori nella progettazione dei piani individuali di recupero, in vista del rientro a scuola a settembre. L’altro pilastro è la collaborazione con le famiglie: tutte saranno invitate a sottoscrivere un patto di corresponsabilità quale impegno a sostenere il percorso educativo dei figli durante il progetto. Inoltre, i genitori stessi saranno i destinatari di un intervento “leggero” di informazione e formazione (via sms, whatsapp), basato sui principi del nudging (la spinta gentile) per migliorare il contesto educativo familiare.

Il programma durerà 12 settimane e ciascun partecipante seguirà un percorso di 12 ore di formazione alla settimana, delle quali 9 in presenza e 3 online. Il progetto metterà inoltre a disposizione a disposizione di chiunque lavori a contatto con i minori nei centri educativi, a scuola e in famiglia un patrimonio di risorse ed esperienze educative, accessibile online (risorse.arcipelagoeducativo.it). Le attività a distanza, guidate da educatori, saranno realizzate anche con l’aiuto di volontari formati.

Il monitoraggio di questa edizione pilota consentirà di individuarne gli elementi più significativi, da poter trasferire in un modello d’intervento su più larga scala da sottoporre a valutazione d’impatto a partire dal prossimo anno.

Per Save the Children, Arcipelago educativo fa parte della più ampia campagna Riscriviamo il Futuro che mira a garantire opportunità educative a 100.000 bambini in tutta Italia, contrastando la povertà educativa che rischia di dilagare, bloccando sul nascere i percorsi di crescita e le aspirazioni per il futuro di tantissimi ragazzi e ragazze.

APPROFONDIMENTO SUL PROGETTO ARCIPELAGO EDUCATIVO A TORINO

Contesto territoriale:

Il progetto Arcipelago Educativo coinvolge i 5 Istituti Comprensivi, situati nei quartieri Falchera, Barriera di Milano, Pietra Alta e Barca (circoscrizione 6). Alcuni di questi collaborano con Save the Children dal 2014, come l’Istituto Comprensivo Da Vinci, il plesso di via Cavagnolo ospita tuttora il Centro Educativo Fuoriclasse. Gli altri 4 Istituti collaborano con Save the Children dal 2016 all’interno del programma Fuoriclasse in Movimento contro la dispersione scolastica: la Direzione Didattica Anna Frank, L’Istituto Comprensivo Cena, l’Istituto Comprensivo Gabelli e l’Istituto Comprensivo Corso Vercelli. In quest’ultimo plesso, dove dal 2019 realizziamo il Centro Educativo Diffuso in orario extrascolastico (sostegno allo studio e attività laboratoriali), situato in piena Barriera di Milano, si sta realizzando il programma Arcipelago Educativo.

Tutti i quartieri di riferimento sono caratterizzati da famiglie con provenienza sociale e culturale medio-bassa, con un certo disagio socio-economico e culturale-affettivo vissuto da bambini e ragazzi anche a causa di gravi situazioni familiari e conseguente difficoltà di adattamento a situazioni strutturate e regolate come la scuola. Vi è una debole condivisione dei medesimi modelli educativi, soprattutto in presenza di difficoltà di comunicazione, anche linguistiche, con le famiglie; spesso è molto scarso il valore dato all’istruzione. In Falchera e Pietra Alta vi è inoltre la presenza di campi rom non autorizzati e grandi problemi ambientali sono causati dalla discarica cittadina e dai flussi di traffico e di inquinamento, soprattutto nelle zone di attraversamento nord-sud; in una parte del territorio sono assenti alcuni servizi privati e si registrano disagi legati alla diffusione di fenomeni quali spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. La popolazione scolastica è “multietnica”: molti alunni provengono dal Marocco, parecchi più recentemente dall’Egitto, molti sono di origine rom. Importante è la presenza di alunni cinesi, romeni e nigeriani. I beneficiari sia delle primarie che delle secondarie di I grado presentano Bisogni Educativi Speciali (in modo particolare per svantaggio socio-economico e linguistico) e necessitano un supporto sia sul piano delle competenze trasversali (in particolare il piano relazionale-emotivo) che su quelle delle competenze di base nelle materie scientifico-matematiche e linguistiche.

Numero di beneficiari previsti: 56 totali

Partner che implementa il progetto: CISV Torino

ATTIVITA’ PREVISTE NEI CENTRI (a pieno regime dal 29 giugno):

Alleanza con le scuole: Alle scuole si propone di segnalare i/le bambini/e e ragazzi/e in condizione di maggiore necessità e di co-progettare i piani individuali di supporto; la messa a disposizione, per il periodo estivo (dove possibile) di spazi e docenti volontari, da coinvolgere nella realizzazione dei piani individuali e nel monitoraggio degli stessi. Nello specifico, ci si avvarrà, come strumento di monitoraggio del taccuino digitale, che valorizzerà il rafforzamento degli apprendimenti durante il periodo estivo attraverso un lavoro polifonico. Saranno infatti presenti sia le indicazioni dei docenti, sia le attività che ogni singolo beneficiario vorrà inserire, sia la restituzione degli educatori. I taccuini digitali saranno condivisi con le scuole e le famiglie al termine del percorso e un’attenzione particolare sarà riservata a coloro che iniziano un nuovo ciclo scolastico.

Alleanza e lavoro con i beneficiari: Si prevede il rafforzamento e lo sviluppo di competenze matematiche e linguistiche (lettura, scrittura, dizione) e competenze nel campo delle scienze. Il lavoro sulle competenze di base sarà una combinazione tra lavoro in presenza per un totale di 9 ore a settimana suddivise in 3 giorni attraverso il supporto degli educatori e a distanza per altre 3 ore settimanali insieme ai volontari muovendosi tra approccio “classico” (preferibilmente a distanza) e un approccio “esperienziale o indiretto”, anche di gruppo in presenza. Le attività in presenza con i/le bambini/e e ragazzi/e, saranno realizzate in apposite “isole educative” chiamati Spazi Futuro. Le/i bambine/i e ragazze/i parteciperanno alle attività su due turni giornalieri, uno la mattina e uno il pomeriggio e in numero limitato – 7 beneficiari per “isola educativa” – per garantire il distanziamento fisico, 3 volte a settimana. Le attività saranno organizzate, infatti, seguendo le indicazioni delle linee guida nazionali e delle Regioni e dalle altre indicazioni che verranno definite a livello locale, per assicurare il massimo grado di sicurezza e di protezione di bambine/i e adolescenti e operatori.

Approccio metodologico: Partendo da esperienze e buone prassi esistenti – perché sperimentate nell’ambito degli interventi in corso – e, dove necessario, con il contributo di esperti afferenti a campi diversi del sapere, si intende sviluppare un approccio metodologico di riferimento per gli educatori che faciliti la relazione tra pari; tenga conto delle diverse fasce di età tra i 6 e i 14 anni; e preveda l’integrazione fra competenze di base e competenze trasversali. Tutte le attività sistematizzate saranno fruibili da tutti sul sito: www.arcipelagoeducativo.it

Un’attenzione specifica inoltre sarà data (i) alle competenze digitali: per evitare la “disconnessione” dalla scuola si continuerà ad assicurare la disponibilità di tablet e connessioni a chi ne ha bisogno. A questo tipo di interventi saranno affiancate attività specifiche per accrescere le competenze digitali di bambine/i, ragazze/i e adulti; (ii) alla peer e media education, attraverso percorsi laboratoriali a distanza volti a favorire un approccio critico e consapevole alle tecnologie digitali, con un focus sull’utilizzo della webradio, strumento che mette al centro le “parole” come elemento chiave di partecipazione e promozione dei diritti (protagonismo giovanile). L’utilizzo della web radio contribuirà al miglioramento delle competenze trasversali (capacità di lavorare in gruppo, leadership, problem solving, ragionamento, ect), oltre che al recupero delle competenze di base (nello specifico, scrittura e lettura) perché i partecipanti a questa attività avranno l’opportunità di sperimentarsi nell’elaborazione di un testo, nella condizione radiofonica e nella registrazione di un podcast.

Alleanza con le famiglie: Le famiglie sono un attore chiave; laddove assenti o in difficoltà ci si attiverà per coinvolgerle nel percorso educativo dei figli/e, attraverso attività di sostegno e formazione. Le famiglie parteciperanno allo sviluppo dei piani individuali e ad attività specifiche da realizzare con i propri figli/e attraverso un servizio bisettimanale di messaggistica volto a promuovere piccole attività rispetto all’apprendimento, alla relazione e alla salute. All’avvio delle attività le famiglie saranno coinvolte e informate – attraverso l’organizzazione di momenti dedicati – sulle attività previste (in presenza e a distanza), sulle norme di sicurezza e sui comportamentali da adottare.

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