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Gué con il nuovo singolo “Veleno”

“Chi ha ispirato generazioni e i rapper di ‘sti quartieri?”. La risposta – scratchata nel ritornello di La G la U la E pt. 2 da un altro vero originator, dj Shocca – non può che essere una: Gué.

Capostipite di tutto il rap italiano contemporaneo, quello che si è imposto prepotentemente nell’immaginario collettivo prendendosi ogni spazio possibile, Cosimo Fini (questo il suo nome all’anagrafe) non ha proprio niente di ordinario, a partire dalla sua data di nascita, il 25 dicembre. È proprio questo, insieme all’impatto quasi messianico che la sua figura ha avuto sulla scena hip hop di casa nostra, che ha ispirato il titolo del suo ultimo lavoro ufficiale, GVESUS.

La penna di Gué nel nuovo album dimostra come il suo talento sia Too Old to Die Young, per citare il titolo dell’ultima traccia del disco.

Ogni brano è un mondo a sé, anzi, spesso un universo parallelo che di mondi ne contiene più d’uno, e che sfida l’ascoltatore a scoprirli tutti, come in un rompicapo in cui suoni, riferimenti e citazioni si incastrano per creare risultati inaspettati.

Come sempre, chi vorrà fermarsi alla superficie apprezzerà l’immediatezza e l’istintività di GVESVS, il suo sound costantemente all’avanguardia, le travolgenti punchline; chi invece vorrà andare più in profondità resterà sbalordito dalla complessità delle sue liriche, dalla ricchezza dei suoi riferimenti culturali, dalla ricercatezza della sua palette sonora.

Sono proprio le sonorità a colpire immediatamente, soprattutto per la loro varietà. Gué, con l’aiuto di alcuni dei migliori produttori del momento – i soci di sempre Shablo, the Night Skinny e 2nd Roof, la leggenda dell’underground dj Shocca, i due Re Mida in ascesa Marz e Zef, il gigante d’oltreoceano Marco Polo e Sixpm, autore di buona parte dei beat e con cui collabora da tempo – alterna episodi di ispirazione vintage a ritmi postmoderni, adattando la sua personalità e il suo flow alle circostanze in maniera impeccabile.

La tracklist si apre e si chiude con l’omaggio alla sua storia e alla musica che lo ha cresciuto: La G la U la E pt. 2 e Too Old to Die Young .

Nel mezzo, c’è davvero di tutto: il citazionismo dell’R&B patinato dei primi anni ’00 di Piango sulla Lambo, la distorta e calante malinconia di Nessuno, l’ipnotico e surreale valzer di Senza Sogni, il grime di Sponsor, l’America di oggi di Gangster of Love e quella di ieri di Nicolas Cage, l’ispirazione di tradizione cantautorale di Fredda, triste, pericolosa. Come sempre, Gué attinge a piene mani dalla sua immensa cultura musicale e ne rielabora gli stimoli a modo proprio.

Ciò che rende l’album un classico istantaneo, però, è soprattutto il talento lirico di Gué, in grado di trasformare anche il tema più semplice e banale in una vera e propria epopea narrativa. Fama e ricchezza sono esaminate da più punti di vista, a tratti cavalcando lo stereotipo del rapper di successo e a tratti decostruendolo. L’esaltazione di sé di tracce

come Blitz! (con il giovane collega napoletano Geolier) o Daytona (con l’amico di una vita Marracash) viene velata di sfumature ironiche in episodi più leggeri come Piango sulla Lambo (in compagnia dell’ottima Rose Villain), e addirittura ribaltata in brani di profonda auto-analisi come Nessuno (impreziosita da Coez).

“Il sole diventa pioggia, l’amore odio / il sorriso si capovolge e domani è già oggi / dicono diventi stronzo da famoso / io lo ero già prima, ma sono solo più solo” rappa Gué con grande lucidità e introspezione (Nessuno). Le sue canzoni d’amore non sono mai trite spremute di cuore, ma spaccati di vita in grado di far riflettere l’ascoltatore sulle proprie esperienze: vedi alla voce Veleno, che descrive come la relazione con una donna possa intossicare lentamente e dare dipendenza, o Futura ex (con una delle menti più brillanti della cosiddetta generazione 2016, Ernia), un disilluso e cinico elenco di tutto ciò che potrebbe andare storto in una storia.

Anche là dove sembra che Gué si cimenti in semplici esercizi di stile, si nasconde un’idea più elevata. È il caso di Gangster of Love, Nicolas Cage e Sponsor, i tre featuring internazionali presenti nel disco: rispettivamente si tratta del king di Miami Rick Ross, della leggenda dell’underground newyorkese Jadakiss e del talento emergente del grime londinese dutchavelli.

Il primo brano è tutto giocato su nomi e citazioni di eccellenze italiane messe a confronto con la bella vita della Florida; il secondo è un tributo ai classici pubblicati nella Grande Mela a metà degli anni ’90, giocato sulla figura iperbolica del Cage attore e personaggio; il terzo celebra la prolificità della nuova scena hip hop europea, che per la prima volta si trova a superare in creatività quella statunitense.

Anche episodi più ludici come Domai (con un lisergico Ketama126) costituiscono un vero e proprio sistema da crackare: “Risolvi il rebus”, ci esorta Gué nel testo, volutamente criptico e costruito sul filo di giochi di parole, metafore e slang da decifrare barra per barra.

Perfino quei brani che potrebbero essere scambiati per un dissing nascondono un messaggio più profondo: come Lunedì blu, con un Salmo in gran forma, che prende a pretesto chi cavalca l’onda della protesta social (“Solo per risonanza difendi una minoranza”) per criticare la società di oggi.

Non mancano piccole canzoni-rivelazione che dimostrano quanto Gué sia un artista poliedrico, disposto a mettersi in gioco anche su atmosfere e terreni a lui meno familiari. Ne è un ottimo esempio Senza sogni, con il featuring di un’inedita Elisa: un incalzante viaggio onirico che ricorda un po’ il trip hop di fine anni ’90, e con delicatezza e malinconia constata amaramente che “Chi realizza i sogni a volte no, non sogna più”.

Altrettanto evocativa e dark è Fredda, amara e pericolosa, che potrebbe essere uscita dalla penna di un Califano d’annata ma è stata invece realizzata in collaborazione con uno dei suoi più grandi ammiratori e seguaci, Franco126.

Anche in questo caso, il soggetto è la vita, quella di tutti coloro che con lui condividono una difficoltà a farsi comprendere in tutte le sue sfumature: “Hai bisogno tu di quelli come me / vuoi indicare il più cattivo per sembrare il più pulito”.

Nel complesso, GVESVS è un album che non solo regalerà grandi soddisfazioni ai fan di Gué, ma potrebbe anche essere un’ottima occasione, per chi ancora non conosce la sua poetica, per scoprirne tutta la profondità e la varietà.

Tracklist:

La G la U la E pt. 2, prod. by dj Shocca
Gangster of Love (feat. Rick Ross), prod. by Shablo e Sixpm
Piango sulla Lambo (feat. Rose Villain), prod. by Sixpm
Blitz! (feat. Geolier), prod. by Sixpm
Daytona (feat. Marracash), prod. by Marz e Zef
Veleno, prod. by Sixpm
Nessuno (feat. Coez), prod. by 2nd Roof e Sixpm
Futura ex (feat. Ernia), prod. by the Night Skinny
Cose non sane (interlude), prod. by Sixpm
Senza sogni (feat. Elisa), prod. by Sixpm
Lunedì blu (feat. Salmo), prod. by Sixpm
Sponsor (feat. dutchavelli), prod. by Rvchet e Sixpm
Nicolas Cage (feat. Jadakiss), prod. by Marco Polo
Domai (feat. Ketama126), prod. by Sixpm
Fredda, triste, pericolosa (feat. Franco126), prod. by Sixpm
Too Old to Die Young (feat. Shablo), prod. by Shablo

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