Sergio Rubini
Sergio Rubini

Rubini: Ecco il mio nuovo film, in linea con governissimo

“Volevo fare un film sulla pacificazione, perché credo sia arrivato il momento di deporre le armi. So che questo è anche in linea con il governissimo, ma io credo che in generale sia il momento di fermare i conflitti e arrendersi all’idea che il nemico va conosciuto, e disattivato proprio attraverso la conoscenza”. E’ quanto ha affermato il regista Sergio Rubini alla presentazione del suo nuovo film, “Mi rifaccio vivo”, con Emilio Solfrizzi, Neri Marcorè, Lillo, Buy e Incontrada, nelle sale dal 9 maggio. Quello di Rubini non è un giudizio politico, ma una convinzione che ha sviluppato in una commedia a tratti surreale: la storia parte da un imprenditore sopraffatto dai debiti che si toglie la vita, ma quando si reincarna scopre che il suo rivale di sempre, in apparenza fortunato e vincente, non è altro che una persona insicura e fragile.

“Volevo raccontare come venire fuori dall’antagonismo, che credo sia il tema della contemporaneità. – ha affermato Rubini – Secondo me è tempo di buttare giù i recinti e conoscere l’altro e magari aiutarlo, anche perché gli antagonismi logorano. Questo non significa regalare un salvacondotto, ma affrontare un dialogo, approfondirlo, senza arroccamenti ideologici”. Il regista nel film ha sviluppato questo tema in maniera surreale, tra gag, equivoci, scambi di persona: “Il cinema ha il compito di raccontare la realtà attraverso metafore fantastiche, di raccontare ciò che sfugge allo sguardo, perché la vita reale la racconta già la tv” ha affermato Rubini, che per un film così fuori dagli schemi ha scelto un lieto fine: “Un film con lieto fine è meno voyeuristico, e contiene l’indicazione di una strada, la suggerisce. In fondo è un atto di coraggio” ha concluso il regista.

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