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Balneari: Sib, bene DDL IDV a tutela settore

Spiaggia

"Il ddl di Italia dei Valori presentato oggi alla Camera volto ad escludere le imprese balneari italiane dalla Direttiva Bolkenstein e soprattutto dall'evidenza pubblica, si muove nel verso giusto” – afferma Riccardo Borgo Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente alla Confcommercio.

“Abbiamo apprezzato l'iniziativa e che sia stato lo stesso presidente Di Pietro ad apporre la prima firma sul disegno di legge – continua Borgo. Ci auguriamo che anche gli altri partiti, e soprattutto il Governo, prendano una posizione chiara e si rendano conto che il problema è urgente e va risolto il prima possibile: sono coinvolte 30.000 imprese, quasi tutte piccole e a carattere familiare, e 600.000 addetti. E' necessario  passare dalle parole ai fatti: è in pericolo ‘solo’ l’immagine turistica dell’Italia e migliaia di posti di lavoro. Sono convinto  che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo oggi, il Paese non se lo possa permettere”.

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Protesta dei balneari: bandiera a mezz’asta nella città capoluogo

Balneari Sib

Protesta diffusa degli stabilimenti balneari della provincia pontina contro la politica governativa in merito alle concessioni demaniali marittime. Da parte loro i Comuni pontini si faranno sentire con proprie iniziative per partecipare alla protesta degli stabilimenti balneari. Anche il Comune di Latina, ad esempio, parteciperà all’iniziativa di protesta indetta dall’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni d’Italia) e dalle organizzazioni degli operatori balneari contro l’immobilismo del Governo relativamente alla liberalizzazione delle concessioni demaniali marittime. Come proposto dall’ANCI nazionale, il Comune di Latina nella giornata del 3 agosto esporrà a mezz’asta la bandiera del palazzo comunale, dalle ore 9,30 alle ore 13,30.

“Si tratta di un gesto simbolico ma dall’alto valore – ha affermato il Sindaco Giovanni Di Giorgi - Sono pienamente d’accordo con l’iniziativa di protesta varata dagli operatori balneari nei riguardi della insensibilità del Governo rispetto ad un tema così importante, che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende che operano nel settore turistico costiero e sono il motore di questo importante pezzo della nostra economia. Dal 2015, infatti, per effetto della Direttiva Bolkestein emanata a livello europeo, le concessioni demaniali non potranno più essere rinnovate automaticamente ma saranno oggetto di un bando pubblico. Questo significa che gli investimenti fatti negli anni dagli operatori balneari, spesso piccole imprese, rischiano di essere vanificati. Con i bandi pubblici aperti, infatti, sul mercato entreranno le grandi catene, i colossi multinazionali con l’altro svantaggio di veder sparire una tipicità di gestione del settore tutta italiana...”. E’ il caso di parlare di una svolta significativa da parte degli operatori turistici che per la prima volta scenderanno in campo in modo massiccio e unitario allo scopo di salvaguardare le attività esistenti.

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Turismo: Sib, la crisi arriva in spiaggia

La crisi è arrivata anche in spiaggia, il segno negativo ha contraddistinto tutte e 15 le regioni italiane bagnate dal mare con percentuali che vanno dal 5 fino al 40%: questo il calo delle presenze registrate negli stabilimenti balneari nei primi due mesi della stagione estiva rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, dichiara Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari che associa circa 10.000 imprese ed aderisce alla F.I.P.E./CONFCOMMERCIO.

“Il mese di giugno è stato caratterizzato un po’ dappertutto da avverse condizioni atmosferiche – continua Borgo – con temperature quasi autunnali che hanno sconsigliato i turisti a scendere in spiaggia, ma anche il gran caldo di luglio non ha consentito un recupero rispetto al 2011 che, peraltro, non era stato particolarmente favorevole a causa di condizioni metereologiche del tutto inusuali. L’Emilia Romagna, poi, sta ancora scontando le conseguenze del recente terremoto: coloro i quali hanno perso la casa oggi sono impegnati nella ricostruzione e non pensano certamente ad andare in ferie. Ma la causa principale dell’esito negativo del turismo balneare italiano rimane la crisi economica che in sostanza ha obbligato 1 italiano su 3 a scegliere di non andare in vacanza, chi lo ha fatto, invece, ha preferito località vicino ai luoghi di residenza, pertanto le località turistiche vicino ai grandi centri urbani sono risultate quelle meno penalizzate”.

Il mare si conferma anche quest’anno la meta preferita dei vacanzieri con oltre il 60% delle preferenze, ma se spesso non si rinuncia al lettino ed all’ombrellone, (grazie anche ai prezzi invariati rispetto allo scorso anno), tutto il resto il turista se lo porta da casa, a partire dalla bottiglia d’acqua minerale e fino alla merendina per i bambini da consumarsi dopo il bagno, oltre a rinunciare a pranzare al ristorante.

Si rafforza il fenomeno per cui nei week-end in spiaggia si registra il maggior numero di presenze, con la tendenza ad anticipare l’arrivo al venerdì, mentre nei giorni feriali, purtroppo, gli stabilimenti balneari sono quasi vuoti.

“Oggi l’immagine turistica dell’Italia dei prossimi anni corre un pericolo molto serio a causa del futuro - estremamente incerto - del nostro comparto balneare, conclude Riccardo Borgo. Su tutte le spiagge del Paese, (ad eccezione di Rimini), il 3 agosto - per protesta - gli ombrelloni resteranno chiusi fino alle ore 11.00 per dire ‘no alle aste’ delle concessioni demaniali sulle spiagge previste da una normativa comunitaria a partire dal 2016. Vogliamo dare un segnale forte al Governo perché metta in atto quei provvedimenti a salvaguardia delle 30.000 attuali aziende e degli oltre 600.000 lavoratori del settore. Venerdì prossimo sarà il primo appuntamento, ne seguiranno certamente altri”.

Confidiamo che ad agosto sia possibile contenere la crisi di presenze in spiaggia anche in considerazione del fatto che questo continua ad essere il mese preferito dagli italiani per le vacanze, oggi scelto anche da molti turisti stranieri. Non ci illudiamo, però, di poter ‘raddrizzare’ una stagione turistica 2012 cominciata davvero male e soprattutto di riuscire ad uscire da questa crisi, non solo italiana, in breve tempo.

Presenze sulle spiagge, rispetto allo stesso periodo del 2011, secondo un sondaggio condotto su un campione rappresentativo di imprese balneari italiane aderenti al S.I.B. Sindacato Italiano Balneari:

Giugno 2012  %

Luglio 2012  %

Abruzzo

- 30

- 30

Basilicata

- 10

- 10

Calabria

- 20

- 30

Campania

- 10

- 40

Emilia Rom.

- 30

- 20

Friuli V. G.

-15

- 10

Lazio

- 30

- 20

Liguria

- 30

- 15

Marche

- 5

- 5

Molise

- 20

- 20

Puglia

- 10

- 20

Sardegna

- 30

- 20

Sicilia

- 20

- 15

Toscana

- 10

- 5

Veneto

- 15

- 15

Per informazioni: ufficio stampa S.I.B. tel. 06.583921, cell. 339.4500094 www.sindacatobalneari.it

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Balneari: Sib, no alle aste per le imprese

Spiaggia

“La giornata di protesta del 3 agosto non è vincolata alla predisposizione del decreto legge sulle concessioni demaniali disposto dalla legge Comunitaria 2010, bensì alla mancata risposta del Governo alla richiesta della categoria che rimane quella di ottenere l’esclusione delle imprese balneari dalle evidenze pubbliche così come previsto dalla direttiva comunitaria e quindi no alle aste”. Questa la risposta di Graziano Giannessivicepresidente vicario del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari – FIPE Confcommercio a seguito delle dichiarazioni del ministro del Turismo Piero Gnudi in occasione del ‘question time’ alla Camera.

Questo obiettivo - che il Sindacato continua a ribadire - può essere raggiunto attraverso l’applicazione della Direttiva Bolkestein che vincola l’esonero dalla Direttiva Servizi in presenza di disponibilità del patrimonio e di interessi generali. Sulla disponibilità del patrimonio possiamo affermare che ad oggi solo il 25% dei litorali italiani è affidato in concessione pertanto restano più di 5.000 km di costa a disposizione dei cittadini italiani ed europei che intendono avviare una azienda balneare. In ordine all’interesse generale, invece, gli attuali concessionari sono fiduciari dello Stato in quanto all’interno delle proprie imprese garantiscono l’ordine pubblico, l’assistenza a mare, il controllo e la difesa dell’ecosistema marino, il primo soccorso ecc. ecc.  e quindi servizi sociali a favore della collettività. Per quanto riguarda le assicurazioni del ministro in merito al decreto delega ed alla concertazione tra i ministeri competenti, è facile dedurre che si vuole far trovare la categoria – ma anche Regioni, Province e Comuni – di fronte al fatto compiuto anziché renderli partecipi e propositivi nei momenti preparatori della riforma sulle concessioni. “Confermiamo la chiusura degli ombrelloni – conclude Giannessi – a testimonianza della nostra insoddisfazione in ordine al mancato rispetto da parte del Governo degli impegni assunti nel corso dell’unico incontro, svoltosi oltre 4 mesi fa, concernenti l’intervento del ministro Moavero Milanesi a Bruxelles in tema di deroga e, non meno importante, la convocazione di un tavolo di confronto con la categoria sulle numerose problematiche che rendono sempre più gravosa la gestione delle imprese: dalla ridefinizione dei canoni demaniali all’IMU, fino all’IVA con aliquota doppia rispetto alle altre imprese turistiche. Vogliamo definire un programma in grado di rispondere anche all’attuale crisi economica che sta colpendo il nostro Paese, litorali compresi, con una diminuzione dei consumi in spiaggia che nelle prime settimane della stagione estiva si è attestata intorno al 30%”.

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Balneari: SIB, il 17 luglio riunione nazionale di tutte le sigle sindacali

dove inizia il mare

La prossima settimana sarà reso noto il calendario delle azioni di protesta su tutte le spiagge d’Italia.

“A partire dalla prossima settimana possiamo già prevedere un ulteriore aumento delle temperature, ma solo sui litorali italiani. Martedì 17 luglio, infatti, porteremo a Roma una serie di infuocate proposte alla riunione nazionale tra tutte le sigle sindacali degli imprenditori balneari” – ha affermato oggi Graziano Giannessi vicepresidente vicario del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari – al termine della giunta di presidenza.

SIB – Confcommercio, FIBA – Confesercenti, ASSOBALNEARI ITALIA – Confindustria e Balneatori – CNA, infatti, intendono definire un progetto nazionale condiviso che verrà reso operativo su tutti i litorali italiani al fine di convincere il governo ad un confronto con le categorie interessate in ogni momento che verrà speso per predisporre qualsiasi provvedimento legislativo attinente la riforma delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo.

“I 30.000 stabilimenti balneari italiani con 1.000.000 di addetti del comparto si stanno mobilitando per varare il calendario di manifestazioni per questa estate in spiaggia – conclude Giannessi – se non avremo risposte soddisfacenti, poi, siamo pronti a continuare anche nei mesi invernali nelle piazze delle grandi città”.

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