Marco Carta

Marco Carta feat. Angemi “Domeniche da Ikea”

A quasi un anno e mezzo dall’uscita del suo ultimo album “Bagagli leggeri”, Marco Carta ritorna alla musica con il brano “Domeniche da Ikea”, in uscita il 6 novembre su etichetta Dischi dei sognatori / Artist First.

Il nuovo brano segnerà una svolta, una virata verso una musica decisamente più dance ed elettronica anche grazie al featuring e alla produzione del dj / producer ANGEMI, eccellenza nazionale, dj tra i più conosciuti all’estero e uno tra i pochi italiani ad aver calcato il palco di Tomorrowland, il più conosciuto festival dance mondiale.

“Vedrete, il mio nuovo brano vi stupirà. Ho accettato una bella sfida e mi emoziona tantissimo questo viaggio negli anni ottanta che ho fatto. È una canzone dance, ma rilassata: spalmata nel tempo ma fuori dal tempo stesso che ritorna in questi nostri 20 20” racconta Marco.

L’Ikea citata nel titolo è, ovviamente, quella che tutti conosciamo ma rappresenta soprattutto un simbolo, una metafora, l’emblema di un raggiungimento: “Un sogno d’amore, di felicità, un trasloco, l’emblema dell’essere adulti. Scagli la prima pietra chi, quando è diventato autonomo, non ha fatto i percorsi obbligati tra cucine, camere da letto e bagni.”

“Domeniche da Ikea” segna il debutto del sodalizio con Angemi ed è decisamente una sfida per entrambi: “Sono sempre stato abituato al contesto della musica elettronica, quella che si balla in discoteca, per intenderci” racconta il dj. “L’incontro con Marco è stato illuminante, in quanto ho capito che unendo il suo talento canoro alla mia produzione si potevano creare cose nuove e diverse. Il sound che abbiamo scelto tende decisamente a emulare quello degli anni ’80 che sta ritornando con grande forza nel mondo pop internazionale, basti pensare ai recenti lavori di Dua Lipa, The Weeknd e Lady Gaga”

“Ho amato quegli anni” conclude Marco, “Quelli di Michael Jackson, Freddy Kruger, Ritorno al Futuro, l’odore di sigaretta nei bar, il sole che sembra non bastare mai, l’odore di mia madre, la dipendenza avvenente nei suoi confronti, le musicassette, Pippo Baudo, il sole che sembra non bastare mai, l’odore di decolorante del salone dei miei, le frange cotonate, le spalline che facevano sembrare gli uomini Goldrake. Tutte queste cose sono nella mia memoria: colorate e plastiche come gli anni 80, come questo mio viaggio.”

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