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Ibisco il nuovo singolo “Chimiche”

CHIMICHE è il nuovo singolo di IBISCO che anticipa l’album di esordio NOWHERE EMILIA in uscita il 14 gennaio.

Dopo Pianure, all’11° posto dei brani più belli del 2021 per Rockit, CHIMICHE ci mostra ancora un’Emilia dark, sintetica e rarefatta, malinconica e rabbiosa.

La ricerca musicale di IBISCO intreccia suoni e parole, creando un post cantautorato meticcio che fa convivere new wave, canzone d’autore ed elettronica grazie anche alla produzione di Marco Bertoni (Dalla, Demetrio Stratos, Gianna Nannini e molti altri). CHIMICHE è un brano per ballare dentro ad un oscuro romanticismo perverso.

“Chimiche come tutto ciò che ci accade dentro incontrollato. Le emozioni, i sentimenti. La vita che non dipende dalle decisioni, ma da una sorta di meraviglioso fatalismo biologico.

Tutto questo produce gli spigoli più taglienti del nostro essere, qualcosa che non dovremmo odiare, in noi e negli altri, ma soltanto ammirare quale manifestazione sublime dell’inconscio. Umanità che mischia sbagli e sentimenti in cocktail dal sapore dannato, droghe invisibili dentro cui perdersi con ambigua ostinazione. È come mischiare decadentismo e romanticismo.” Ibisco

CHIMICHE è l’ultimo assaggio del debut album di IBISCO che uscirà il 14 gennaio 2022. NOWHERE EMILIA è una miscela di visioni distorte in bianco e nero, spazi dell’anima in cui esplorare la propria raccolta personale di travagliate dipendenze, droghe dell’esistenza. Il risultato sono atmosfere scarne in cui lasciare spazio a testi impastati di riverbero, susseguirsi di piani elettrici, batterie campionate e intensità espressiva.

La potenza narrativa e la forza compositiva contenuta nel debut album del giovane cantautore bolognese mutano nell’urlo della nuova generazione, tra limiti provinciali e possibilità infinite.

BIO
Ibisco nasce a Bologna nel 1995 e vive in provincia, dove forse morirà anche.
Canta il sudiciume underground di periferia, sogna Manchester, Berlino, i Joy Division, Dalla e gli MGMT. Osserva da una macchina i campi della pianura padana, essi lo costringono a cercarsi dentro e spogliarsi di ogni pregiudizio nei confronti di qualsiasi travagliata dipendenza, nostra signora delle pulsioni più forti.


I pezzi nascono nella noia dei cessi del lavoro dipendente, dove per soldi si rinuncia a se stessi. Le canzoni, inizialmente, sono cantate sottovoce dentro al cellulare. I suoni sono viola, blu scuro e le parole amano venire come macchie sulla retina dopo che a lungo si è fissata la luce.
Ama l’autunno, odia l’estate.
Saranno gli occhi delle persone, specie quelle che dagli stereotipi sono più lontane.

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