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Mario Grande racconta “Alla pioggia e al sole”

Mario Grande racconta “Alla pioggia e al sole”: «Sono un romantico, ma spero di non essere l’ultimo»

“Alla pioggia e al sole” è il titolo dell’ultimo singolo e videoclip del cantautore romano Mario Grande. Partendo dalle note del pianoforte, i pensieri di Mario sono diventati testo e musica. La produttrice Annachiara Zincone, direttrice artistica della YPK Entertainment, ha saputo poi vestire il brano con il suo arrangiamento caratterizzato da un sound graffiante e soul, dove spiccano cori gospel e suoni di campane.

Parlaci del rapporto con tuo padre, come uomo e come poeta, sicuramente avrà influenzato la tua vita e la tua carriera artistica…

Mio padre era un uomo che apparteneva ad un’altra epoca, quando sono nato aveva quasi 70 anni è stato un papà anziano che purtroppo mi sono goduto troppo poco. La fortuna però è stata che in quel periodo della sua vita lavorava e scriveva da casa quindi quei pochi anni insieme sono pieni di tantissimi ricordi. I suoi valori erano quelli di un uomo d’altri tempi che ho cercato di fare miei. Per quanto riguarda la sua attività di poeta mi accomuna a lui il fatto di essere un costante sognatore, per scrivere poesie bisogna volare con la fantasia in un’altra intima dimensione ed è quello che succede anche a me quando scrivo una canzone.

Com’è nato quindi il tuo ultimo singolo “Alla pioggia e al sole” e perché lo hai dedicato proprio a questi elementi naturali?

Stavo viaggiando su un treno in una giornata che alternava nuvole scure a schiarite e raggi di sole. Portavo con me un libro di poesie di mio padre che si intitolava proprio “Alla pioggia e al sole”. Il titolo del libro e un’affascinante e sconosciuta compagna di treno, che cambiava d’umore assecondando il clima mutevole di quel giorno, mi hanno sollecitato il desiderio, che avevo da tempo, di dedicare una canzone alla meraviglia che mi suscita il carattere femminile. Mi ha sempre affascinato l’apparente e tenera fragilità che in maniera imprevedibile riesce improvvisamente a trasformarsi in una forza impetuosa capace di affrontare con slancio le difficoltà della vita. Le prime parole di questa canzone le ho scritte su quel treno per Roma.

La poesia, l’amore, l’universo femminile…ti definiresti l’ultimo dei romantici?

Si sono un romantico, ma spero di non essere l’ultimo… che cosa c’è di più importante dell’amore su questa terra. L’amore è l’unica medicina che può curare il mondo, l’unico motivo per cui ancora non siamo arrivati all’autodistruzione. Finché ci sarà qualcuno che parlerà d’amore avremo ancora una speranza.

Sei innamorato?

Certo! Non potrei vivere senza amare. M’innamoro spesso di fronte alle meraviglie che ci regala la natura, m’innamoro delle persone che hanno dei gesti amorevoli per il prossimo e penso che sia un sentimento d’amore anche quello che provo per le mie grandi passioni che sono lo sport e ovviamente la musica. Poi sono perdutamente innamorato del mio cane.

La violenza sulle donne e il Medioevo come sono interconnessi nella tua visione?

L’idea di ambientare il videoclip nel Medioevo è stata un pretesto per sottolineare il fatto che ancora oggi, per certi versi, non è così lontano. A quei tempi le donne emancipate, per pregiudizio o scaramanzia, venivano giustiziate come streghe ed è assurdo e inaccettabile che ai giorni nostri in alcuni territori, culture e religioni siano ancora fortemente discriminate.

Hai trovato la tua dimensione in un pop elegante e melodico, a quale altro genere ti senti vicino?

Mi piace molto il rock, nei miei album ci sono brani rock e credo che anche in lingua italiana è un genere che funziona, lo stanno dimostrando i Maneskin con il loro grande riscontro internazionale.

Se dovessi pensare a una collaborazione totalmente fuori dal tuo mondo, con chi ti piacerebbe lavorare: un trapper, una cantante metal, oppure?

Mi piace la musica elettronica e stimo molto Moby anche per il suo attivismo a favore degli animali.

Pur non essendo un millennial, hai però dei buoni numeri social e anche con Spotify te la cavi. Che rapporto hai con queste nuove tecnologie?

Sono un appassionato di elettronica e hi-tech, ho cominciato a navigare su internet dagli albori del web. Non sono un social dipendente ma mi trovo bene su Instagram dove, grazie alla mia musica, ho avuto la possibilità di conoscere tante persone che mi riempiono di affetto e a cui mi sono molto affezionato.

Ti spingerai fino a Tik Tok o Twitch?

Cerco di rispondere sempre a tutte le persone che mi scrivono anche quando i commenti o i messaggi sono centinaia, è una questione di rispetto per chi mi ha dedicato un po’ del suo tempo. Per ora non credo di aprire altri canali social non ce la farei a seguire personalmente tutto.

Il videoclip è uno dei valori aggiunti di questo singolo. È stato complesso recitare con i costumi d’epoca e quanto tempo avete impiegato per girarlo?

Il videoclip è fantastico sta avendo un grande successo e il merito è di Bad bros. In particolare voglio ringraziare Francesco Stoia e il regista Gian Luca Della Monica che è riuscito a dare il taglio cinematografico che volevo. Sono stati necessari diversi giorni per selezionare il cast, trovare le locations adatte e preparare i costumi. Abbiamo girato all’interno di un vero castello Medioevale che si trova a Montenero Sabino nella provincia di Rieti. Con quei costumi addosso e in quella atmosfera incredibile abbiamo fatto davvero un viaggio nel tempo.

Come hai scelto il cast degli attori?

I ruoli della strega e della regina erano fondamentali. Valentina De Angelis, che ha interpretato la strega, arriva dal mondo della moda ed è stato il regista che ha avuto davvero una grande intuizione scegliendo lei. Carlotta Galmarini invece, la regina, è un’attrice con alle spalle una formazione straordinaria, quando me l’hanno proposta ho visto subito in lei l’incarnazione della regina che avrei voluto e sul set è stata pazzesca.

Quali saranno le tue prossime mosse: concerti, nuovi singoli, album?

Il mio ultimo album “#capitolosecondo” è uscito alla fine del 2019, il 2020 doveva essere l’anno dei live poi sappiamo cosa è successo. Quest’anno usciranno altri tre singoli: due ballad e un brano rock, a quel punto proveremo a riorganizzarci per i concerti. Salutandovi approfitto di questa occasione per dire anche qui: “Via le bandiere e pace ovunque”.

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