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Intervista con Antonio Tarantino che presenta su Radio Web Italia il nuovo disco “Brasileirissimo”

Antonio Tarantino, considerato dalla critica specializzata come uno dei più geniali chitarristi brasiliani, ha pubblicato il nuovo album “Brasileirissimo”.

“I brani di questo CD sono stati scelti tenendo presente l’anima della musica popolare brasiliana (MPB) rappresentata dal chòro (pianto) e brani di bossa nova e samba, il tutto realizzato con un mio modo di interpretare questo genere musicale ed integrato con due mie composizioni create con lo stile del musicista moderno che guarda alla MPB di tradizione” commenta Antonio Tarantino.

Abbiamo incontrato il chitarrista per saperne di più del nuovo lavoro. Ecco cosa ci ha raccontato riguardo il suo disco e tante altre curiosità solo per Radio Web Italia!

Ciao Antonio e benvenuto sulle pagine Radio Web Italia. Come è nata la tua passione per la musica e come si è evoluta nel tempo?
Da piccolo avevo all’incirca 6 anni, mi trovavo a casa di mio cugino di Roma che aveva una chitarra, mi fece ascoltare qualche canzone di Lucio Battisti e rimasi entusiasta, appena posò la chitarra la presi in mano e cominciai a produrre qualche nota, mi insegnò qualche accordo e mi disse se ti applichi puoi fare bene, da allora non me ne sono più staccato.

All’età di 15 anni l’amore per la musica brasiliana e il flamenco nato dall’ascolto di Baden Powell, Toquinho e Paco de Lucia.

Poi i 3 titoli accademici di 2 livello ai Conservatori parallelamente allo studio della chitarra moderna.

Il 23 settembre è uscito “Brasileirissimo”, il tuo nuovo album. Che atmosfera si respira in questo lavoro discografico?
Musica brasiliana filtrata da melodicità italiana, tecnica e musicalità, tanta saudade ed energia.

Quanto tempo hai impiegato alla realizzazione di “Brasileirissimo”?
Circa 1 mese anche se l’album è stato progettato mentalmente da diversi mesi.

Qual è la tua canzone preferita dell’album?
Le preferisco tutte e 13 ma il brano che secondo me rispecchia le intenzioni di questo CD è Bossa Saravà da me composto.

Nella tua carriera hai collaborato con grandi artisti: Alex Britti,Nino D’Angelo, PFM, Pooh e Toquinho. Quali sono le esperienze che ricordi con più soddisfazione?
Direi tutte anche se quella con la PFM, nel momento in cui è arrivata ossia nel 1995 quando il mio nome cominciava a circolare in giro, è stata fantastica.

Hai condiviso il palco con alcuni dei più grandi chitarristi del mondo: Tommy Emmanuel, Larry Coryell, Marcel Dadi. C’è un concerto che porti nel cuore? Che ti ha emozionato più degli altri?
Sicuramente il festival chitarristico ADGPA del 2000 a Soave (VR) dove mi alternai sul palco con Tommy Emmanuel davanti a circa 3000 persone.

Svolgi attività didattica in importanti scuole di musica (CPM, Errati Musica, Guitar Institute, IME). Cosa rappresenta per te l’insegnamento?
E’ un momento per crescere culturalmente e musicalmente in quanto dagli allievi si impara a dare un perché a ciò che si fà istintivamente con lo strumento inoltre lo considero un palcoscenico alla pari di quello di un concerto.

Quali consigli daresti a un giovane aspirante chitarrista?
Di studiare molto e suonare in giro senza esagerare nell’una o nell’altra cosa perché lo studio fatto in casa rende di più di quello fatto in giro e perché mettersi in discussione davanti ad un pubblico ti fa crescere artisticamente.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
Pubblicare opere sulla chitarra brasiliana, nuevo flamenco e latino-americana con la casa editrice Casa Musicale Eco di Monza (MB), con la quale collaboro da circa 7 anni, promuovere in giro il mio nuovo lavoro discografico Brasileirissimo e scrivere articoli sulla chitarra nel nuevo flamenco per la rivista Chitarra Acustica, con la quale collaboro da settembre 2017.

Grazie per essere stato ospite su Radio Web Italia!
Grazie a voi per l’intervista!

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